Ci va carattere…

carattere_e_fisarmonicaAbituata come sono a considerare la terza età come un evento remoto, che vorrei lontano da me, non posso considerarlo tale in virtù del fatto che io e la terza età ormai ci guardiamo da vicino vicino. Insomma abituata così per quanto riguarda me, ho difficoltà ad immaginarmi come sarò. Ma il come sarò è presto reso esplicito dai messaggi visivi che vengono perennemente veicolati in televisione: all’ora di pranzo, giusto per disgustarti, passano sul piccolo schermo – piccolo schermo?!? ma se ora come ora le tivù sono diventate degli armadi… dire piccolo schermo fa ridere i polli, ma tant’è bisogna arrendersi ai modi di dire! – vediamo dentiere ballerine compagne di vita di mastici miracolosi, pannoloni dalla portabilità smart ma con l’aggravante dell’antiodore, unguenti dalle promesse ballerine che nemmeno gli impiastri di Maga Magò, multivitamine calibrate per uomini e donne – ma perché? – promesse di vita prossima ventura alla mercé di nipotini selvaggi e via così, di pubblicità in pubblicità, di senile realtà in senile realtà. Solo l’INPS che crede nella lunghissima vitalità dei propri contribuenti – sono convinta che le famose buste arancioni contengano messaggi subliminali del tipo Come sei giovanile! Come sei in forma! cose così –  si distingue dal coro senile e ci regala la promessa di una pensione anticipata, ma con rimborso ventennale, un gentile omaggio del cioccolatinoso Boeri per gli eredi del pensionante, perché, si sa, andare in pensione porta sfiga. Appena ti sfiora anche il solo pensiero pensionistico ecco una bella malattia incurabile e via – penso sia una delle opzioni del pacchetto che l’ INPS prevede per la terza età. Vien da dire, con le parole del poeta, che per avviarsi ad essere anziano Ci va carattere e fisarmonica, senso del brivido e solitudine…

Bukowski tra i banchi di scuola

bukowski-2Che io sia nata curiosa è un fatto, ma che i pulzelli facciano a gara per sconvolgere la sana curiosità di una insegnante è un altro fatto. La cosa è andata così: li avevo lasciati a giugno dicendo loro Leggete! convinta come sono che una buona e sana lettura non faccia morire nessuno, anzi. Quelli, quasi tutti in verità, mi hanno presa in parola e hanno letto. Interrogati procapite hanno sciorinato, partendo dal parterre, titoli ameni, Cuore – Tutto tutto? Solo le prime pagine, prof! Figuriamoci! –  tutta la raccolta degli Harry Potter – Tutti tutti? Sì, prof! Esagerata! – manga, Zafòn… arrivata ad E. – capelli azzurri da fata Turchina, E. che hai fatto ai capelli?!? Così, prof! spallucce a sottolineare il turchino sbarazzino e modaiolo – E. mi risponde di aver letto Bukowski. Ohibò Bukowski in terza media lo percepisco a disagio, già lo sento rivoltarsi nel loculo! E. com’è ‘sta storia? Tu hai letto Bukowski?!? E. lo sai che Bukowski non  è proprio una lettura adatta ad una tredicenne? Sì, no prof, ho letto qualcosa di Bukowski… Sì ma cosa? Alla fine E. ha confessato Delle cose scritte in internet, prof. Aforismi o citazioni? Eh??? Sì, va be’ compito per la prossima volta, cercate sul vocabolario il significato delle parole che ho appena detto. Ad E. ho consigliato di lasciar perdere Bukowski. Certo anche Edmondo non raccontava di rose e di fiori, però…

Gastronomia mestruata

logo-inlineChe cosa siamo noi donne, verso le dodici a.m. di ogni giorno, le trasformiste della parola, le Fregoli del verbo, le saltatrici di palo in frasca? Oggi, nei pressi del bancone della gastronomia del solito supermercato. La prima sciroccata alla seconda sua sodale, dopo i convenevoli d’uso

Madonna questi non si spicciano mai! – all’indirizzo dei poverini dietro il banco alle prese del taglio di culatelli, mortadelle, formaggi filati, porchetta d’Ariccia e via elencando – A quest’ora dovremmo essere a casa a cucinare e invece stiamo tutte qua in attesa… stamattina sono uscita per accompagnare mia figlia a scuola, sai è in prima media! – la Spalla annuisce con l’aria di dire E chi te l’ha chiesto! – la prima continua ammiccante E a quest’ora non sono ancora rientrata a casa! – Signora si trovi un alibi e un buon avvocato, dalle 9,00 alle 12,00 può aver fatto commesso qualsiasi nefandezza! La Scappata di casa chiede alla Spalla Quanti anni ha tua figlia? Uh, undici come la mia! Ti ricordi? – la faccia della Spalla è di quelle che non ricorda – Ho anche un figlio di quindici anni, un pezzo di ragazzo.. ma tu che devi prendere?  Senza aspettare risposta Ah io faccio zucchine e speck… sai lo speck devi tagliarlo a striscioline – che se la sente Cracco fa lei a striscioline! Si dice a listarelle, macaca! – e… intanto squilla il cellulare della Scappata Sì pronto, sì ti avevo chiamata perché Tizia voleva il tuo numero di telefono per... – e nel frattempo ordina – Un etto e mezzo di speck tagliato a striscioline – e dalle! – per spedirti… il tagliatore di speck si gira allarmato Dobbiamo spedire lo speck?!?  No no lo speck rimane qui – e meno male! –… si va be’ ci sentiamo nel pomeriggio. Allora ti dicevo – rivolta alla Spalla – mia figlia ha già le sue cose – le sue cose, ma si sente?!? La Spalla ad un tratto interessata Poverina! La Scappata Sì sì già in quarta aveva le tettine, ma anche mio figlio a nove anni aveva già i peli sulle gambe – oddio, avrà partorito la scimmia di Tarzan! – E la Spalla partecipe Però così presto… e tu a che età le hai avute? Io a dodici anni. Però adesso, dopo le gravidanze, mi vengono solo per un giorno… abbondanti eh, e poi basta. Ah, e il ginecologo cosa ti ha detto, inizia già la menopausa?  Mi ha salvato il numero 5 del salvacoda, perché a quel punto io e la porchetta di Ariccia avevamo già preso accordi per fuggire all’estero, pur di non sentire quale fosse la marca degli assorbenti della Scappata di casa!

Il burkini che non porteremo

2013-03-velo7Qualche anno fa mi dilettai nella lettura di Harem un libro scritto da Vittoria Alliata, principessa siciliana, che proprio per il suo lignaggio fu accettata a visitare i luoghi delle sue sodali arabe. Il libro riportava il punto di vista di donne che vivevano chiuse in un recinto per sottomesse di reddito alto e che proprio per il loro stato sociale di donne ricche, sostenevano di essere compiaciute della loro condizione che permetteva, a loro dire, un potere occulto e non manifesto anche sugli uomini che le tenevano lì. Nel libro si racconta che La donna di ogni ceto sociale, nei paesi islamici, dispone in assoluta autonomia dei propri beni patrimoniali. E, poiché anche in Arabia il denaro è potere, non è esagerato sostenere che le donne detengono di fatto il 50% del potere economico del paese. Lo esercitano direttamente, come mercantesse, speculatrici, fondiarie, finanziere, o tramite agenti che operano per conto loro sia in patria che all’estero. In considerazione di quanto letto pensai, allora, che in fondo la condizione e di queste donne non era proprio da disperate. Il tempo, le maggiori informazioni, l’avvento di un fondamentalismo che sembra dilagare come la peste bubbonica, mi induce a considerare la cosa in altro modo. Vedo spesso giovanissime che indossano il velo, fiere di manifestare l’appartenenza ad un mondo che si vuole, che vogliono, diverso dal nostro. Rifuggono dall’uniformarsi a dettami sociali e religiosi che non riconoscono, pur vivendo in luoghi dove si rispettano regole e modi che probabilmente disprezzano. Ma realmente pensano questo le giovanissime donne che vedo muoversi, vivere, ridere, con altre coetanee non velate? Certo è un sacrificio minimo(????), probabilmente, coprirsi il capo, andare in giro anche in estate con palandrane atte a coprire braccia e gambe, pur di essere coerenti con se stesse, ma si tratta di coerenza oppure di costrizioni, di dettami arcaici che trovano terreno fertile in una ideologia maschilista e guerrafondaia? Cosa pensano realmente quelle bagnanti coperte di tutto punto di quell’orrido burkini, come possono nuotare ed essere a loro agio con tanti stracci sul corpo imbevuti d’acqua? E come possono essere atlete capaci, fasciate in tutine da sport di stampo islamico? Chiesi ad una mia alunna musulmana, non velata, se fosse una loro scelta quella di portare o meno il velo. Mi rispose che era l’uomo di casa, padre e marito, a decidere delle donne in tutti gli aspetti della loro vita. Lei e sua madre e le sue sorelle erano state fortunate a non ricevere nessuna imposizione. Quante sono le donne felici di possedere un burkini e di indossarlo? Quante sono le donne di fede islamica? Quante pensano realmente che i loro compagni di vita, i loro padri siano nel giusto a mortificarle fisicamente e mentalmente? Il 50% di un potere economico costituisce una forza enorme per una rivoluzione, pensateci donne in burkini! Non permetterei mai, a nessun uomo, di sindacare sulle mie scelte e di scegliere per conto mio un modo di vita sociale e una religione. Vedere donne così mortificate mi rattrista e mi fa credere che il mondo vada sempre da una stessa parte.

A Barbara

1472920921162_1472920957-jpg-il_borgo_in_lutto_per_barbaraSai Barbara, come spesso capita in questo strano mondo virtuale,  e come succede nella vita reale, ci sono persone che vanno e vengono, ma a differenza della realtà quelli che incontri qui è probabile che non avrai mai modo di conoscerli di persona, ma attraverso la scrittura e le immagini e le suggestioni hai come l’impressione di averne sfiorato l’essenza, per le belle parole con le quali siamo capaci di presentare noi stessi, a volte. È attraverso la scrittura che negli anni abbiamo saputo di nascite e matrimoni, di separazioni, di vita vissuta, insomma. Tra le persone conosciute e rimaste qui ci sei tu. Eri piccola quando la tua mamma ha cominciato a parlare di te ed è stato diverso tempo fa. Sonja ti descriveva come si fa quando si tratta di figli, con orgoglio e, a volte, con ansia e preoccupazione. Abbiamo saputo, in seguito, della tua malattia. E ogni volta, nel nostro piccolo mondo virtuale, siamo stati con te, Barbara, che così piccola eri risoluta a farcela ogni volta, caparbiamente, senza mai arrenderti neppure una volta, neppure un momento, disposta a vivere la normalità, la quotidianità, di una adolescente, la scuola, le amiche, i cani amatissimi, il tuo bellissimo cavallo. Ora che la malattia ti ha allontanata precocemente dalla vita mi chiedo se c’è un disegno più grande per te, in una dimensione diversa da questa. Perchè se cosí non fosse è incomprensibile la tua scomparsa, è incomprensibile la morte di una ragazza di diciotto anni. Che la terra ti sia davvero lieve, piccola Barbara.

Ricordatemi per allegria

bigchillSe durante l’inverno vi è scappato qualche programma televisivo, state senza pensieri, puntualmente vi ricapita lo stesso programma durante l’estate, quando il palinsesto si trasforma in archeologia allo stato puro, con notevoli scavi pompeiani di film, documentari e ogni altro ben di Dio. Così è capitato qualche giorno fa che mi imbattessi, per caso, in un programma, Il grande freddo, che mi ha costretta a fermarmi senza cambiare canale repentinamente. Mo’ non è che mi aspettassi chissà cosa da una scimmiottatura, nel titolo, The Big Chill, memorabile film di Lawrence Kasdan della mia gioventù, con fior d’attori e fior di colonna sonora, no proprio non mi aspettavo molto. Però c’erano delle persone, intorno ad un tavolo, che raccontavano aneddoti con molto divertimento e tante risate. Ora chi sa di cosa parlava Il grande freddo, film, sa che un gruppo di amici che si erano conosciuti all’università si ritrovano molti anni dopo al funerale di uno di loro, morto suicida. Nel film ognuno parla dell’amico e parla di se stesso in relazione allo scomparso. Vengono rispolverate vecchie relazioni, vecchie storie, si ascolta musica, si ride e si piange, ma soprattutto si vive. In televisione, quei quattro intorno al tavolo, parlavano di una persona scomparsa, come nel film, parlavano della bravissima e bellissima Mariangela Melato. La sorella, l’amica collega, la regista, l’amica del cuore, l’ex amore della vita parlavano di una donna ironica, speciale, piena di fascino e di allegria, ricordandola, a loro volta, con tanta allegria e tante risate. Ho pensato, guardando, ho pensato che al momento debito e anche dopo mi piacerebbe essere ricordata così, per allegria.

( Per chi avesse voglia di vederlo il programma della Melato è visibile qui )

Estate: scampoli di fine stagione

whatappLa chat di servizio è incandescente da una buona mezz’ora. I commenti alla richiesta di una delle colleghe, una delle più ” ingenue ” evidentemente, sono costanti e salaci come si conviene alla domanda davvero fuori dell’ordinario della stessa. Il quesito verte sulla quantità delle prestazioni sessuali medie di un sessantenne in presunta buona salute fisica e con una pessima salute mentale, nello specifico pare proprio evidente, la pazzia. Il sessantenne in questione, amico (?) dell’ingenua, millanta tre in sol giorno – forse con l’aiuto dello Spirito Santo e della Santa Pillola Blu. L’ingenua chiede al consesso delle ” esperte “: a voi che sembra, è plausibile?  Non è capace di controbattere, la candida, poiché è a corto di esempi concreti per una datata mancanza di ” materia prima “. Vi sembra un uso improprio di chat scolastica? Perlomeno si ride. Tra poco, pochissimo, sarà tutta ‘na tristezza, garantito!