My Giffoni 2015 – Comunicazione di servizio

4911e860a05b06ac6835746335d2c0e8_LOh sì, è tanto che non sono presente. Sì, è un periodo incredibilmente pieno di impegni – che a volerci ragionare un po’ su una pensa, invecchio, dovrei avere meno cose da fare… invece. Invece succede che le cose da fare sono molteplici e tutte impegnative. Compreso un corso di inglese con KET finale. Va be’. Però tra i tanti impegni vorrei “ suggerirvi “ – più che un suggerimento un “ obbligo “ affettuoso – di votare per un nostro video. E’ una specie di scommessa; abbiamo realizzato un video con i ragazzi di scuola sulla legalità e lo abbiamo proposto al Giffoni Film Festival. Ora si tratta di votare perché il video abbia la sua evidenza. Si può farlo QUI, spuntando dall’elenco il titolo “ Legalità: femminile, singolare “ e cliccando in ultimo su VOTE in fondo alla pagina. Sul palco del Giffoni, insieme a Mark Ruffalo, vi ringrazierò di cuore. Tutti. Ma votate! E fate votare, please. :-) Per chi avesse voglia di vedere di cosa si tratta può curiosare da queste parti.

Valutazione

Dragon Ball: A. tira su il disegno che ha appena terminato di colorare e mi dice: ‘ssore’ TI piace? Ora, non so per quale strana, stranissima ragione, i nostri ragazzi spesso amano dare del tu alla propria insegnante. Una deformazione da scuola primaria, dove il tu alle maestre è d’obbligo? Ma noi siamo alla secondaria di primo grado e, dunque? Va be’ glisso sul tu e guardo il disegno. Bello, gli dico. Una copia da un fumetto, una copia ben fatta. ‘ssore’, il fumettista aggiunge subito dopo, lo sai chi è questo personaggio? Da sempre mi chiedo se i soldi spesi negli anni ad ingrossare le casse degli editori di fumetti, nonché di carte da giochi di ruolo, nonché degli altri ammennicoli che fanno la gioia dei figli un po’ meno la gioia dei genitori, siano dei soldi ben spesi. Lo guardo con l’arroganza di quelli che sono depositari del sapere. Sulla mia testa si concretizza immediatamente un  balloon, La so, c’è scritto, questa la so! E, Si tratta di Goku! dico a voce alta, consapevole del fatto mio. Brava ’ssore’, valuta l’esaminatore. Che bisogna fare per campare nella scuola pubblica statale! :-D

Squadrista scioperante

giannini renziChe sia ben chiaro ministra Giannini, io non ho urlato, ma non mi piace sentirmi dire “”Ho certezza che tra i docenti ci sia un’inerzia diffusa e avverto il rischio che non vogliano partecipare al cambiamento “. E nel caso dovesse venirle in mente di ripeterlo in qualche suo show da campagna elettorale sarà mia premura, in quel caso, urlare per davvero contro la sua supponenza che nulla sa di scuola e nulla sa di docenti. Ché la buona scuola non è fatta di contentini “Ma ora i soldi sono lì, sette miliardi tra edilizia e riforma, i 500 euro da spendere in libri e teatro sono nero su bianco. E ci sono 100 milioni per i laboratori” e di visualizzazioni fittizie e contorte su un sito di stato “La consultazione sulla Buona scuola, noi, l’abbiamo fatta davvero. Via internet siamo entrati nelle case di due milioni di persone” ma la buona scuola è fatta da quelli che come me nella scuola pubblica statale vivono – ed è il caso di dire –  lottano perché non ci possano essere differenze tra pari, non ci possa essere un preside unico padrone a fare e disfare, la buona scuola è quella dove un collegio docenti debba ancora contare qualcosa. Perché la buona scuola la fanno i docenti motivati da qualcosa di più solido che una ventilata valutazione del proprio insegnamento – sulla base di quali criteri, poi? La nostra motivazione, vuole saperla? La venga a cercare nelle nostre aule, tra i nostri ragazzi, la venga a cercare in un giorno qualsiasi dell’anno scolastico, Ché la buona scuola, suo malgrado e nonostante tutto, siamo ancora noi.

Sant Jordi: oggi rose e libri per la giornata mondiale del libro.

mizaar:

Non conoscevo la tradizione che lega il regalare libri a san Giorgio e alla Catalogna. In questo post l’amico Marco ce la racconta. Buona giornata mondiale del libro e buona lettura, possibilmente tutti i giorni e più volte al giorno.

Originally posted on Un po' di mondo:

Foto Foto “Diada de Sant Jordi” by Francesc_2000 – flickr

Dal 1996 l’Unesco ha eletto la data del  23 Aprile come giornata mondiale del libro. In realtà questa tradizione è molto più antica e deriva dalle celebrazioni di Sant Jordi (San Giorgio), patrono di Barcellona  e di tutta la Catalogna. E’ consuetudine che nella giornata di San Jordi le coppie si scambino dei doni: per tradizione le donne ricevono una rosa mentre gli uomini ricevono un libro. E così Barcellona si riempie di bancarelle e tutta la città diventa per un giorno un enorme negozio di fiori e di libri. Per le strade molti autori autografano libri mentre, tra uno sconto e l’altro, le librerie regalano fiori e i fiorai regalano libri…

Anche se in Italia la giornata mondiale del libro non è così popolare come in Spagna ci sono comunque centinaia di eventi che si tengono oggi in molte biblioteche…

View original 72 altre parole

Body: n° 113

I numeri sono impietosi. Dichiarano con esattezza quello che la realtà manifesta e dunque non concedono requie, dicono più di tante parole. Mi chiedo chi dei “ grandi “ della terra, quelli che hanno deciso ad un tratto di porsi il “ problema “ dei migranti da salvare, dei migranti da accogliere – concedendo dall’alto numeri contro numeri, numeri ridicoli per fronteggiare numeri da esodo biblico – mi chiedo chi di questi abbia visto e letto quanto c’era scritto sull’ultimo domicilio conosciuto di quegli sconosciuti morti annegati, morti rinnegati. Con un pennarello indelebile una mano ha scritto, raccontando quanto sia terribile una realtà fatta di miseria e stenti e guerre e disperazione, “ body: n° 113 “, corpo: n°113. Corpo, una persona che aveva un nome, aveva dei sentimenti, una mente ragionante, degli affetti. Un corpo che ha come contraltare un numero, corpi che sono numeri e non persone. Corpi che hanno una loro fisicità solo nel momento in cui sono pescati come pesci di una specie sconosciuta, pesci da nascondere e da dimenticare subito, perché dissimili da noi per provenienza sociale e di luogo, di censo e di cultura. Chi di noi, da questa parte, si definisce un corpo e un numero, chi dei “ grandi “ della terra ambirebbe ad avere simili “ nome e cognome “ vergati con un pennarello indelebile da un ragioniere della morte?

Dell’inutilità delle biblioteche ( se dobbiamo attenerci alla Corte dei Conti e alla gestione creativa della cosa pubblica )

IMG-20150415-WA0022In tempi sospetti il trattamento sarebbe stato radicale, i libri si sarebbero bruciati. In mancanza di un supporto ideologico – che allo stato attuale, quello del tempo che fu, risulterebbe un tantino sopra le righe… dei testi scritti? Be’ se vi diverte l’idea potete figurarvi quel sopra le righe, perché no? – insomma in mancanza di un qualsiasi dittatore fornito di baffetto rettangolare i libri si tengono nelle biblioteche, di qualsiasi genere e forma e dimensione siano, stanno lì, ma poiché le biblioteche non sono considerate un servizio essenziale, si chiudono. La biblioteca di Trani chiude. Perché? Le ultime due amministrazioni hanno gareggiato nell’incrementare ogni sorta di iniziativa concedendosi delle “ distrazioni “ di gestione, tanto da finire inquisiti, con il risultato che allo stato attuale abbiamo un comune commissariato e la Corte dei Conti che, con il fiato sul collo nostro, ha imposto una bella cura radicale: tagliare i servizi non necessari. E vi sembra necessaria una biblioteca attivissima, frequentata fino a sera da giovani e meno giovani, per ogni tipo di servizio legato al prestito, alla ricerca, alla lettura, alla partecipazione attiva dei laboratori di ogni genere, centro di cultura e di aggregazione culturale? Non è necessaria. Mi chiedo dove andranno a leggere i quotidiani gli abituali e simpatici pensionati, oppure dove andranno le mamme che con i loro piccoli hanno accesso alla bella sala dedicata ai bimbi, o tutti quegli studenti che fanno vivere, frequentandolo, un luogo altrimenti utile solo alla conservazione della memoria. Se avete a disposizione cinque minuti del vostro tempo per cortesia firmate la petizione per salvare dalla chiusura la “ mia “ biblioteca.