Marystar in Wikipedia *

“ Si discuteva dei problemi dello Stato, si andò a finire sull’hashish legalizzato “ come diceva il “ poeta “? No, certamente no, ma dell’ultima sortita del ministro Bussetti sulla scuola e gli insegnanti del Sud, sì, perdindirindina! E nel farlo avevo bisogno di “ rinfrescare “ la memoria di alcune di noi sugli “ scompensi “ compiuti ai danni della scuola nelle precedenti legislature. Mi è capitato di linkare alla voce “ Mariastella Gelmini “ in Wikipedia.  Con molto stupore ho appreso della capacità della stessa ex ministra – nero su bianco, e in bella mostra sulla sua foto di “ copertina “- di performance ardite praticate con le distalità inferiori. Ma qualcuno, laggiù nella landa sconfinata dell’aggiornamento wikipediano, si è reso conto dello scantonamento in odore di Youporn, ai danni di Marystar? 🙄 Non si finisce mai di imparare! 🤪

* Aggiornamento di stamattina, 11 febbraio: la scritta sessista e volgare è stata rimossa dalla pagina di Wikipedia dedicata all’ex ministro. Al di là dell’orientamento politico, non posso che rallegrarmi  dell’avvenuta rimozione.

Uomini du du du ( seconda parte )

 

 

 

 

 

Cartella “ Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi “ – Lui è piacevole e piacente. Con una precoce ma ancora leggera eh!, tendenza a “ stare in piazza “, appesantito quanto basta per “ agguantarti meglio, piccino mio! “ è sempre a contatto con le ragazze, per mestiere. Alle stesse dispensa, con abbondanza di mezzi, il suo allure – io vorrei – dando a credere di essere interessato, ma con riserva,  come un giocatore di serie promozione in panchina – non vorrei.  In realtà l’interesse primario del nostro è quello di farsi ammirare in tutta la sua splendida e splendente e sberluccicante gloria di maschio alfa – ma se vuoi! Non è impallinare l’adorante di turno il suo fine primario, ma farsi adorare – quanto gli piace, signora mia! In fondo è un essere innocuo, se debitamente ignorato. Se si desidera conservarlo, coglierlo in un attimo di distrazione e impalmarlo; il nostro, successivamente, non se ne accorgerà neppure. In caso contrario abbandonarlo tra gli scaffali di un centro commerciale alla sezione “ profumi e balocchi “.

Sottocartella “ Mamma, solo per te la mia canzone vola “ – Quanti sono i danni che mettono a segno le genitrici? Uno su tutti, il danno primario, è quello di permettersi di coltivare, come una tenera piantina, la tendenza all’appiccicaticcio del figlio maschio prediletto, meglio se unico e solo. Dietro apparenze perfettamente normali, è quasi sempre in agguato il mammone. Costui è un essere subdolo che sa ben celare, con modi urbani e cortesie d’altri tempi, la predisposizione al confronto – mia madre è più brava di te, mia madre è più capace di te, mia madre eccetera eccetera, fino alla fine dei giorni – vostri! Se avete in mente di intraprendere la grande avventura di alloggiarlo nella vostra vita, avete una sola possibilità, ingoiare il rospo ad ogni proclama del mammone. Eliminare la suocera non serve, si finirebbe per santificarla sull’altare del figliolo, senza neppure lo Spirito Santo. Altrimenti mandarlo immediatamente a ramengo? No, dalla mamma!

Cartella “ Mestruazioni perenni “ – Lui è un capitone arrotolato su se stesso, con la tendenza a sfuggirti di mano. Sfugge ad ogni sguardo diretto, sfugge ad ogni sollecitazione diretta, sfugge. Quando non sfugge, a testa bassa, sbraita improperi epocali con fuga sua – fisica  – immediata. La sua testa è un coacervo uterino in perenne contrazione – colpa della gastrite? delle emorroidi? delle scie chimiche? il peso delle responsabilità?  Si accettano ipotesi. Fuggire a spron battuto da un simile tifone, non prima di averlo messo in salamoia per il cenone di fine anno!

Sottocartella “ Quelli che… oh yes! “ – L’età anagrafica, quella dichiarata dalla carta d’identità, è importante. Tutto del suo aspetto ci racconta una vita che ormai ha superato il giro di boa. Tutto bene dunque? Macchè! Costui immagina d’avere grosso modo cinque anni e il rischio, serio, che vi riempia la casa di Lego, MicroMachine e altre quisquilie del genere è realmente reale! Ama vestire come un ragazzino alla prima cotta, la felpona con la scritta coatta e il jeans occhiellato, è la sua divisa d’ordinanza, lo smartphone cementato alla mano. Appartengono alla stessa categoria anche fini intellettuali, professionisti affermati, scrittori d’emblée, tutti accomunati dalla condivisione, in gruppi allargati di individui simili, della passione per il calcetto, per le “ pizzate “, per le goliardie e per se stessi. Mantenere il soggetto solo se si è realmente supportati da una incrollabile vocazione alla maternità, altrimenti desistere. Da lasciare, all’occorenza, presso il primo negozio di giocattoli, senza remore.

Che per quanto li amassi per i loro difetti
Come per i loro pregi,
I miei amici non erano che nemici sui trampoli
Con la testa fra nuvole d’astuzia!

 

Uomini, du du du ( ovvero come applicare il KonMari all’intera categoria e vivere felici )

Secondo il metodo Marie Kondo – KonMari – mettere in ordine la casa aiuta a mettere in ordine la vita. Il disordine degli oggetti è il riflesso di un certo caos interiore. Al contempo, questo labirinto esterno genera una sensazione di sconforto. Entrambi gli aspetti sono fortemente relazionati tra loro.

Oh sì sì, certo, noi ragazze siamo esseri sensibili al caos esterno e a quello interiore, amiamo ordinare. E dunque perché non mettere ordine nella nostra vita, anche, oltre che nelle nostre stanze e decidere poi che cosa tenere o cosa buttar via nel primo cassonetto sotto casa? Madamine, il catalogo è questo:

Cartella  “ Richard Gere “ – É quel lui che, vestito di tutto punto come un cameriere, smonta da una scala mobile con una rosa rossa in mano, un incantevole sorriso, e vi invita a ballare ( ma dove, per l’amor del cielo, alla Rinascente?!? ) apprezzabile tanto, non fosse altro per lo charme,  ma improbabile nella vita reale, sta bene solo ad Hollywood. Se si desidera conservarlo, masterizzarlo su un Cd e visualizzarlo a piacimento mentre si stira. Ci sono poi:

Sottocartella “ Marito Forever “ – Il soggetto tende a scrivere deliziosi bigliettini natalizi allegati ad un dono, asserisce che sarai per sempre la sua ragazza, ti regala maglioni, anche se non è più Natale, azzeccando taglia e colore, rimane in macchina con te anche se fa un freddo boia, per ascoltare quella canzone alla radio che ti ricorda la tua adolescenza. Se si desidera conservarlo cercare altrove, di questo esemplare la scrivente detiene la quota maggioritaria!

Cartella “ Tombeur seriale “ – Raramente di aspetto accettabile, il più delle volte è un individuo francamente brutto che stranamente piace. Catalogato dall’età della ragione in questa cartella, egocentrico, possiede capacità dialettiche normalmente nella media, ma in taluni casi si può registrare un’impennata verso il plagio verbale, a causa di alcune sprovvedute che lo considerano una sorta di maître à penser de noantri. All’occorenza è in grado di dispensare parole, parole, parole che tombano  – è il caso di dire – definitivamente le sventurate. Assolutamente inaffidabile, sollecita però, le stesse, con continue richieste di ogni tipo, al limite dello stolkeraggio. Ha affidato, in tempi lontani, la gestione della cosa pubblica al suo compagno di merende che sbriga le amene faccende nei bassifondi. L’errore più comune è pensare  che il tombeur sia la mente e il compagno di merende l’esecutore. Chi pensa e comanda, in realtà, è il piccoletto nello scantinato che, con la tendenza ad essere ossessivo compulsivo, detta legge in ordine ad orari, preferenze, specialità e gusti. Con la supponenza di chi crede di restare impunito a vita, tende come un sibarita antico, a creare degli harem – dieci ragazze per me posson bastare? Rifuggire dal testè descritto, come la peste. Non vale neppure il pensiero di recuperarlo, troppa fatica. Si ritiene comunque improbabile il recupero del compagno di merende presso un centro per malati mentali. Si consiglia di cambiare numero di cellulare, casa, città, nazione, paese, dopo aver abbandonato il soggetto nell’indifferenziata.

Sottocartella “ Farfallone amoroso “ – Questo lui presenta analogie con il caso precedente, senza avere però la capacità di disporre a piacimento delle malcapitate – sfigato?  Tendenzialmente verboso, millanta una comprensione del gentil sesso, ponendo se stesso come un paladino del femminismo d’antan, con parole, pensieri e opere che ha appreso grazie ad una lunga militanza politica. Signorino per indole e predisposizione mentale, sceglie le sue prede floreali tra coloro che vivono momenti di debolezza e di parziale obnubilamento. È tra le signore che il farfallone cerca conforto e comprensione, insofferente alla convivenza coatta che una unione stabile gli porterebbe in dote. Se si desidera conservarlo, neutralizzarlo con le sue stesse parole. Valutare attentamente, tuttavia,  l’ipotesi del mantenimento. Nel caso cestinarlo tra gli elementi che gli sono più affini, giornali e vecchi libri di autori impegnati.

( continua…)

Natura matrigna

Non ho la gobba e non mi chiamo Giacoma Leopardi, però due o tre cosucce sulla natura matrigna della natura devo proprio dirle! Tra noi e gli “ strani e ( a volte ) tristi omuncoli “ ( con tutto il bene del mondo, eh, senza acredine! ) che occupano i nostri letti e la nostra esistenza, ci sono delle evidenti differenze che si focalizzano soprattutto in quelle parti dove la natura ha pensato bene di fare la differenza, appunto! Nulla da eccepire sul fatto che generalmente le ragazze si presentano meglio, esteticamente, dei primati arboricoli ai quali si accompagnano, ma sono i fastidì connaturati all’essere femminile che danno fastidio proprio. Le periodiche mestruazioni ti dicono che per quel mese l’hai scampata bella, ma vuoi mettere gli annessi e i connessi? Noi ragazze non siamo isteriche perchè abbiamo l’utero e siamo mestruate, siamo solo infastidite dagli annessi e dai connessi, soprattutto adesso che li hanno messi con l’IVA al 22%! ( Gran simpatici dell’IVA, mi sentite? Bene. Recatevi in un qualsiasi supermercato o nella farmacia sotto casa, comprate un centinaio di confezioni di Tampax, spacchettateli, legate tra di loro i suddetti tappi con quelle simpatiche cordicelle pendule e ricavatene un cordone di una certa consistenza. Fatto? Bene, mo’ passate alla fase successiva, impiccatevi voi e la vostra IVA al 22 %! ) Siamo delle incubatrici viventi per alcuni periodi, il più delle volte con cognizione di causa, altre inconsapevolmente, perchè troppo fiduciose nell’incompetenza altrui per evitare incidenti di percorso. Quando poi ci siamo emancipate dall’incubo delle passioni, quando la natura stessa ci dice stop all’uso coatto degli annessi e connessi, ecco che la matrigna dà il meglio di sé: ai tristi omuncoli dispensa tanto testosterone che costringe le “ povere anime “ a cercare consolazione tra le gam… pardon, braccia di una sgallettata, altrimenti chi lo sente il compagno di merende che si inalbera e reclama il dovuto!  Mentre per noi ragazze la faccenda si fa seria, la matrigna, sempre lei, ci toglie gli ormoni che se ne vanno in vacanza alle Maldive e con essi la libido, questa sconosciuta, e ciao ciao con la manina! Poi leggi in un “ delizioso “ articolino che, secondo gli scienziati – tutti perversamente tristi omuncoli, ne sono certa, anzi certissima! – fare sesso spesso, superata la mezz’età, ha effetti positivi sulla memoria. Già, fare sesso dicono, ma cos’è?

La congiura delle nude caviglie!

Sono freddolosa. Se potessi in inverno indosserei il burqua per coprire anche quella parte di me che rimane, purtroppo, scoperta – il viso! Mal comprendo la ragione che vede l’imposizione coatta della caviglia nuda bruca anche con le temperature polari di questi giorni. Passi per il ragazzino che indossa scarpe sportive e pantaloni da palestra, passi per la signorina con outfit modaiolo, ma che l’avvocato con Church ai piedi da 500 euro e passa vada a faticare (!) con Il piede nudo e il pantalone che scopre la caviglia vicina di casa di un sottobosco peloso è, francamente, inguardabile. Che poi viene da chiedersi, dentro le Church, niente? Inorridisco al pensiero! Poveri venditori di calze e collant, andranno in fallimento se continua la congiura!

La parte migliore di me

Tra i tanti regali natalizi uno, graditissimo, era corredato da un bigliettino affettuoso a nome degli uomini di casa. Si faceva menzione, nella dedica, al regalo che avrebbe dovuto proteggere “ la parte migliore di te “. Maliziosamente ho pensato… ad altro! Ho aperto la confezione, ed ecco un bellissimo berretto di lana arancione con pon pon che è servito, in questi giorni di gran freddo, a coprire la parte migliore di me! È bello che almeno tre uomini al mondo, apprezzino la mia graziosa e pensante testolina!

Volevo essere un tuffatore

Contemplation ( 1903 ) particolare John William Godward

Quante volte il desiderio di essere qualcun altro vi sarà balenato in mente? Un’aspirazione legittima che non ha costi, certamente, un sognare impossibile dato che siamo quel che siamo e non c’è, nella nostra storia, neppure una fata Turchina a scombinare le carte del “ siamo così “. Ci pensavo ieri guardando una bella immagine dipinta di una donna bruna, una immagine che ho fatto mia, visto che bruna non sono e mai potrò esserlo. I miei caratteri genetici mi hanno regalato occhi chiari, pelle che tende al pallido – a volte fin troppo! Faccio la fortuna dei venditori di maquillage, specie per lo spaccio di terre coloranti. Delle donne brune mi piace la carnagione che ben si accorda con capelli che hanno sfumature dell’azzurro cupo, la voce spesso corposa, piena, sensuale. Magari non tutte le brune sono così, alcune avranno anche una voce gracchiante, simile al suono prodotto dalla puntina di un giradischi impazzito, i capelli geneticamente modificati da un pessimo parrucchiere, la faccia butterata dai pori dilatati. Ma il mio ideale rimane quello, impossibile, dell’essere una donna bruna. Il titolo? Preso a prestito da una canzone di Flavio Giurato “ volevo essere un tuffatore che si aggiusta e si prepara di bellezza non comune “. Come rendere esplicito un desiderio impossibile.