Ancora amour

paris_parc_montsouris-oldA. del trio delle A. di classe è seduta vicino a me, stamani. Facciamo francese, abbiamo il testo aperto sul banco, e la mia attenzione è attirata da una poesia di Jaques Prevert- Le jardin – che recita:

Des milliers et des milliers d’années
Ne sauraient suffire
Pour dire
La petite seconde d’éternité
Où tu m’as embrassé
Où je t’ai embrassèe
Un matin dans la lumière de l’hiver
Au parc Montsouris à Paris
A Paris
Sur la terre
La terre qui est un astre.
A. prova a tradurla, con il mio aiuto. Il suo commento finale è: che meraviglia! Ne uccide più l’amour che la spada 😀

 

19 marzo

 
Di Giuseppi e papà è pieno il mondo. Auguri a quelli che fanno parte di tutte e due le categorie, ma anche solo di una o dell’altra.
Pensavo a quanto sia difficile sentirsi padri, così come è capitato a Giuseppe.
Le donne un figlio se lo portano dentro e oltre l’amore, per loro, per noi, un figlio è una questione " viscerale ".
Ma un padre? Deve costruire un mondo, un amore, un legame. Bella fatica!
Auguri anche, per chi inizia appena adesso, il mestiere di padre…
 
( Guercino – San Giuseppe con il bambino Gesù )

Newsletters

13 novembre 1860 Nasce Billy The Kid

Billy The Kid e Pat Garrett nomi legati a storie vere e leggende, che hanno ispirato i più grandi registi e sceneggiatori di Hollywood. William Bonney soprannominato "The Kid" morì giovanissimo, ma, nel corso della sua breve vita, uccise tanti uomini quanti furono gli anni che visse:21. Studiosi e appassionati sostengono che le spoglie di Billy siano state deposte presso il sepolcro di Fort Summer, nel New Mexico.   (www.historychannel.it )

 

Nel leggere questa newsletter non sono riuscita ad evitare il paragone con i killers di professione attuali – ultimamente non fo che parlare d’altro!
Se è vero che gli appartenenti al " sistema " napoletano non fanno altro che ispirarsi al cinema per le loro gesta e i loro nomi – così come sostiene Roberto Saviano nel suo bellissimo romanzo (?)-  allora qualcuno di quelli deve aver davvero letto la biografia di Billy the Kid!
Spero solo che muoiano in fasce!
Sarà che siamo abituati a pensare al personaggio, interpretato da quel bel tronco di pino di Kris Kristofferson, come ad un eroe romantico. Sarà… ma sempre di un killer si tratta!
 

” L’universale delirio di autorappresentazione che chiamiamo blog “

Ascoltavo giorni fa il tigì solito, quello di Rai tre. La notizia di cronaca del momento, il delitto di Perugia.
Il giornalista commentava sull’apparente innocenza degli indagati, sul loro aspetto angelico, da bravi ragazzi. Tra le cose dette: entrambi tenevano un blog. Lei, nel suo, estrinsecava la sua voglia di trasgressione raccontando ogni possibile desiderio sessuale, lui in questo " mondi paralleli ", cronache di viaggi fatti o da fare. Il commento del giornalista era di profondo biasimo per questo modo schizofrenico di creare reti di amicizie che possono, all’atto pratico della  conoscenza, creare rapporti e/o situazioni pericolose.
Si demonizzava l’uso del mezzo – il blog –  come inutile strumento di esibizione, come danno in genere. Allo stesso modo, discettando su uguale argomento, tale Romagnoli in un fondo di " Repubblica " cartacea di mercoledì, definiva i blog " l’universale delirio di autorappresentazione ", facendoci credere che, aprire un blog renda potenziali assassini o metta in rilievo quelle distorsioni che sono in nuce in tutti i blogger.
Che ognuno di noi abbia motivazioni, più o meno accettabili, dal punto di vista personale nel tenere aperto un luogo di passaggio come è un blog, è un fatto. Che ci siano persone di tutti i tipi è un altro fatto ancora. Che si possano mantenere codici di comportamento e di rispetto per gli altri dovrebbe essere un obbligo.
Solitamente ci si aggrega " a naso ". Per passioni condivise, per punti di vista da discutere, per empatie. Nessuno ci garantisce dei risultati finali accettabili. In molti casi vale il buon senso. Quello che ti aiuta, con ogni probabilità, a rifuggire da situazioni che potrebbero diventare fastidiose.
Quindi i manici sessuali, gli ossessivi-compulsivi, gli schizofrenici, gli affetti da turbe di ogni genere, abituali frequentatori di queste pagine, sono pregati di fare pubblica ammenda ora o mai più. Se li conosci li eviti, no?
 
 
P.S. Detto tra noi, negli ultimi tempi mi preoccupa la condotta di alcuni: prendete Lilla ad esempio. Non vi sembra un po’ sospetta questa mania del tricottaggio? I ferri da calza possono diventare un’ottimo stiletto. E Mauro? Non vi impaurisce la sua professionale perizia a maneggiare bisturi su piccole creature? ( povere cozze ! ). Che dire di Federico… un serial killer da esportazione! La faccia da ingegnere di Nando inquieta, non trovate? E Seclet che ha pubblicamente dichiarato la sua congenita avversione per le donne? Quasi quasi cambio programma, mi stanno venendo i brividi!
 

Sidonie Gabrielle Colette nata Landoy

 
 
( La main de Colette Photographie de Walter Limot, 1934 )
 
Uomo, amico mio, andiamo a riprendere fiato insieme?… La tua compagnia mi è sempre stata cara. Ora mi guardi con occhi così affettuosi… Guardi emergere , da un mucchio di logore vesti femminili, una naufraga che sembra ancora gravata da un viluppo di alghe – la testa è illesa, ma il resto si dibatte: la salvezza non è certa -, guardi emergere tua sorella, il tuo complice: una donna che sfugge all’età di essere donna. A tua immagine, anche lei ha il collo piuttosto grosso, una forza corporea che la grazia abbandona a poco a poco e un’autorità da cui intuisci che non puoi più ridurla alla disperazione, se non con purezza. Rimaniamo insieme: non hai più motivo, oramai, di lasciarmi per sempre.
Una delle grandi banalità dell’esistenza, l’amore, scompare dalla mia. Un’altra grande banalità è l’istinto materno. Usciti da quelle, ci accorgiamo che tutto il resto è allegro, vario, abbondante; ma non se ne esce né quando né come si vuole. Quant’era giusta l’osservazione di uno dei miei mariti: << Ma non puoi proprio scrivere un libro che non parli d’amore, di adulterio, di tresche semiincestuose, di rotture? Non c’è nient’altro nella vita?>>. Se non avesse avuto fretta di correre – perchè era bello e seducente – verso i suoi convegni galanti, mi avrebbe forse spiegato che cosa può occupare a buon diritto, in un romanzo e fuori, il posto dell’amore… Ma lui se ne andava e io, sulla stessa carta azzurrina che sul tavolo buio mi guida in questo momento la mano come se fosse fosforescente, stendevo, incorregibile, qualche capitolo dedicato all’amore, al rimpianto dell’amore, un capitolo tutto accecato dall’amore.
Mi ci ritraevo con il nome di Renée Néré, oppure, come per un presagio, inventavo una Léa. Nell’ambito legale, letterario e familiare ho adesso un nome solo, che è il mio. Ci volevano soltanto trent’anni della mia vita per arrivare, per tornare a questo punto?
( La nascita del giorno – Colette )

Kathleen

A casa ti riporterò, Kathleen
L’esperienza del suo amore newyorkese annuncia a Kathleen che è tempo di vivere il presente. E’ estate. Per Kathleen il Presente è un nuovo paese, inattacabile da quelli vecchi, perchè i goti e i vandali dei vecchi paesi nemmeno sanno che il Presente esiste. E invece è attaccabile. Verrà violato. Kathleen è troppo giovane per saperlo. In questo momento, d’estate, sta facendo l’amore. E’ appena nata.
Amore
ti amo
oh
tesoro
ti amo
tesoro, oh
oh
E’ un dialogo da primo amore. Le bocche non possono saziarsi di baci e non trovano mai abbastanza da baciare. L’oceano invisibile fa fluttuare la stanza e il letto e gli amanti come piante acquatiche, le braccia non riescono a smettere di muoversi, fronde nell’aria liquida, le mani non cessano mai di ondeggiare lentamente da parte a parte, accarezzando l’amato, ciao… le dita non smettono mai di intrecciarsi, viticci in un incessante bouquet, ogni parte oscilla, oscilla, con violenza a volte, a volte appena. Un lievissimo sfiorarsi accende il bisogno di stare più vicini, e rompe la superficie dell’acqua, non sarò mai abbastanza dentro di te, ingoiando aria, non ti conterrò mai abbastanza, ora sulla terra ferma, non ti stringerò mai abbastanza, il calore del deserto, bere te, amante nella mia oasi che scintilli sotto una palma, qui mi ridurrò in cenere e volerò via… finchè quell’apice misericordioso viene scoperto, ed ecco, il lento capitombolo giù dalla collina, secchi d’acqua che si riversano al rallentatore, striando la sabbia finchè torna la vecchia oscillazione, il fondo dell’oceano, il tenue sfiorarsi che riaccende il mare.
Io ti voglio
voglio che
anch’io ti voglio
voglio che
oh, te
tanto, tanto
dolce
Oh
Oh
come miele
ti amo
sai di miele
amore
Quell’autunno James ricevette una lettera. Andò laggiù e riportò Kathleen a casa il giorno in cui finì la guerra.
attraverso le acque irate…
 
( Chiedi perdono –  Ann-Marie MacDonald )
 

Stella

Le storie d’amore catastrofiche contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni. Si tratta di relazioni la cui durata e la cui intensità differiscono sensibilmente, ma che tendono ad attraversare fasi molto simili: riconoscimento, identificazione, organizzazione, struttura, complicazione e così via. La storia di Stella Raphael è una delle più tristi che io conosca.
Stella era una donna profondamente frustrata, che subì le prevedibili conseguenze di una lunga relazione e crollò di fronte ad una tentazione improvvisa e soverchiante. Come se non bastasse, era una romantica. Traspose la sua esperienza con Edgar Stark sul piano del melodramma, facendone la storia di due amanti maledetti che sfidano il disprezzo del mondo in nome di una grande passione. E’ stata una vicenda il cui corso ha distrutto quattro vite, eppure Stella, ammesso che abbia mai provato qualche rimorso, è rimasta fedele alle sue illusioni fino alla fine. Io ho cercato di aiutarla, ma lei mi ha tenuto lontano dalla verità finchè non è stato troppo tardi. Non aveva scelta.
( Follia – Patrick McGrath ) 
 
 
( Andrew Wyeth – Helga )