San Valentino ( la rondine sotto il cuscino )

La prima volta che mi trovai al cospetto di un Valentino’s day fu nei lontani anni della mia adolescenza, complice il mitico ” Linus ” di ODB – Oreste Del Buono, l’illuminato direttore del mensile a fumetti. Nelle strips dei Peanuts, più che un giorno di gaudio diventava un tripudio di cuori infranti e delusioni: Charlie Brown che tentava l’invio di Valentine alla ragazzina dai capelli rossi senza che la destinataria ne avesse consapevolezza – il classico amore unilaterale, perdente sul nascere- Lucy, la matriarca, alle prese con un riottoso Schroeder, Sally cotta allo spiedo per Linus, a sua volta ” avvolto ” in una love story con la coperta, Patty Piperita che avrebbe potuto essere felicemente ricambiata da un Charlie Brown infelice per un amore non amore. Fu lì che cominciai a subodorare che non fossero tutte rose e viole. L’unico a salvarsi era Joe Cool – Snoopy in versione Joe Falchetto – che ” tirava tardi al circolo studentesco lumando le pupe e fumando le pipe “. Che fosse il suo l’unico sano e saggio messaggio da tenere a mente per gli anni a venire? Non vi dico come è andata a finire, non è rilevante per l’odierna cronaca. Però stamattina ho aiutato D. a confezionare una ” Valentina ” per la sua bella. E’ stato felicissimo. Quando gli ho chiesto dettagli sulla consegna del biglietto mi ha risposto che avrebbe provveduto a darglielo nel pomeriggio. E poi? E poi, se le fosse piaciuto l’avrebbe portata in pizzeria a festeggiare il giorno di San Valentino. 12 anni e non li dimostra! 😀

P.S. Il titolo, direte voi, che razza di titolo è? Se la rondine è sotto il tetto per San Benedetto, per San Valentino non può che sostare ancora al calduccio sotto il cuscino. Con ‘sto tempo da lupi, poi! 😀 P.P.S. Buon San Valentino a tutti.

san-valentino

( scritto nel lontano(?) 2012… ancora condivisibile, mi pare… )

Ci va carattere…

carattere_e_fisarmonicaAbituata come sono a considerare la terza età come un evento remoto, che vorrei lontano da me, non posso considerarlo tale in virtù del fatto che io e la terza età ormai ci guardiamo da vicino vicino. Insomma abituata così per quanto riguarda me, ho difficoltà ad immaginarmi come sarò. Ma il come sarò è presto reso esplicito dai messaggi visivi che vengono perennemente veicolati in televisione: all’ora di pranzo, giusto per disgustarti, passano sul piccolo schermo – piccolo schermo?!? ma se ora come ora le tivù sono diventate degli armadi… dire piccolo schermo fa ridere i polli, ma tant’è bisogna arrendersi ai modi di dire! – vediamo dentiere ballerine compagne di vita di mastici miracolosi, pannoloni dalla portabilità smart ma con l’aggravante dell’antiodore, unguenti dalle promesse ballerine che nemmeno gli impiastri di Maga Magò, multivitamine calibrate per uomini e donne – ma perché? – promesse di vita prossima ventura alla mercé di nipotini selvaggi e via così, di pubblicità in pubblicità, di senile realtà in senile realtà. Solo l’INPS che crede nella lunghissima vitalità dei propri contribuenti – sono convinta che le famose buste arancioni contengano messaggi subliminali del tipo Come sei giovanile! Come sei in forma! cose così –  si distingue dal coro senile e ci regala la promessa di una pensione anticipata, ma con rimborso ventennale, un gentile omaggio del cioccolatinoso Boeri per gli eredi del pensionante, perché, si sa, andare in pensione porta sfiga. Appena ti sfiora anche il solo pensiero pensionistico ecco una bella malattia incurabile e via – penso sia una delle opzioni del pacchetto che l’ INPS prevede per la terza età. Vien da dire, con le parole del poeta, che per avviarsi ad essere anziano Ci va carattere e fisarmonica, senso del brivido e solitudine…

Sant Jordi: oggi rose e libri per la giornata mondiale del libro.

Non conoscevo la tradizione che lega il regalare libri a san Giorgio e alla Catalogna. In questo post l’amico Marco ce la racconta. Buona giornata mondiale del libro e buona lettura, possibilmente tutti i giorni e più volte al giorno.

Un po' di mondo

Foto Foto “Diada de Sant Jordi” by Francesc_2000 – flickr

Dal 1996 l’Unesco ha eletto la data del  23 Aprile come giornata mondiale del libro. In realtà questa tradizione è molto più antica e deriva dalle celebrazioni di Sant Jordi (San Giorgio), patrono di Barcellona  e di tutta la Catalogna. E’ consuetudine che nella giornata di San Jordi le coppie si scambino dei doni: per tradizione le donne ricevono una rosa mentre gli uomini ricevono un libro. E così Barcellona si riempie di bancarelle e tutta la città diventa per un giorno un enorme negozio di fiori e di libri. Per le strade molti autori autografano libri mentre, tra uno sconto e l’altro, le librerie regalano fiori e i fiorai regalano libri…

Anche se in Italia la giornata mondiale del libro non è così popolare come in Spagna ci sono comunque centinaia di eventi che si tengono oggi in molte biblioteche…

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Il circo a tre piste della retorica ( l’altra faccia della medaglia )

titoloL’esperienza di questo blog mi ha insegnato che nei momenti di periodica isteria collettiva, versioni moderne degli antichi pogrom, non è saggio provare a ragionare ad alta voce, perché si rischia di prendersi in faccia gli stracci che volano. Ho dunque atteso laicamente che il mondo cristiano mostrasse nei fatti la sua superiorità su quello islamico, e potesse finalmente riposarsi dopo aver compiuto la propria vendetta, liberamente ispirata al precetto evangelico del “porgere l’altra guancia”.

Delle tante retoriche che ho sentito cantare in coro in questi giorni, la più farisaica mi sembra essere quella condensata ieri sera da Lucia Annunziata nel titolo del suo ultimo post: Prendere atto della Terza Guerra Mondiale. Il fatto che “papa Bergoglio anche su questo tema sembra aver anticipato tutte le élite intellettuali” è già motivo di forte sospetto, vista la spiccata attitudine del pontefice a impersonare la parte del retore populista.

Ma la dimostrazione dell’assunto è una vera perla. Scrive infatti l’Annunziata: “Negare di essere parte di un conflitto è una ipocrisia bella e buona – dal 2001 siamo in guerra permanente. Abbiamo, come Europa, combattuto in Afghanistan, e in Iraq, in Siria, in Libano e in Africa. In questo momento l’Italia porta sulle spalle l’intervento in Libia, altra nazione che ha avuto grande parte in almeno un capitolo della Terza Guerra Mondiale, e quello in Siria. Che questi interventi militari siano stati sempre limitati o seminascosti dalla nostra classe politica non ne ha certo cambiato natura”.

Peccato che tutti quegli interventi siano stati unilaterali, da parte dell’Occidente, e costituiscano in realtà la Terza Fase del Colonialismo, dopo la conquista delle Americhe nel Cinquecento, e dell’Africa e dell’Oriente nell’Ottocento. Alla fine del Novecento, con la caduta del muro di Berlino, si era brevemente cantato il mantra della fine della storia, riponendo le speranze nel “colonialismo dal volto umano” della globalizzazione, ma evidentemente è nella natura dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo che gli sfruttati non accettino di buon grado di esserlo, e finiscano per odiare gli sfruttatori armati fino ai denti, a volte tirandolo loro qualche pietre, come Davide contro Golia.

Ed ecco allora la seconda retorica del terrorismo, che come tutti sanno si distingue dalla guerra per il semplice fatto che colpisce poche vittime, isolate e riconoscibili, invece che intere popolazioni, disperse e anonime. Questa volta, poi, il terrorismo ha colpito addirittura dei giornalisti, provocando una comprensibile reazione di emotività corporativa: la stessa che fa titolare i giornali a piena pagina quando muore un nostro inviato al fronte, relegando le centinaia o migliaia di morti altrui a corollari della cronaca. Come ha insegnato McLuhan, il medium è il messaggio: cioè, in questo e in troppi altri casi, il giornalista è la notizia.

E qui arriviamo alla terza retorica, quella della libertà di stampa, e nella fattispecie di satira. A leggere i giornali e a guardare i telegiornali, sembrerebbe che i paesi occidentali siano Eden in cui ciascuno può dire liberamente ciò che vuole, e contro chi vuole. Ma ci si dimentica di una lunga lista di episodi che mostrano l’esatto contrario. D’altronde, anche nell’Eden biblico la libertà non era che un simulacro, come dimostrarono gli eventi di repressione divina narrati nel Genesi.

Per fare degli esempi a caso, in Italia nel 1975 furono ritirate dalle edicole tutte le copie del numero de L’Espresso recante in copertina una donna incinta messa in croce. Nel 1976 la Corte di Cassazione ordinò il rogo di tutte le copie dell’Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci. Nel 2005 le imitazioni di Maurizio Crozza della coppia da Uccelli di rovo formata dal nuovo papa Benedetto XVI e dal suo bel segretario padre Georg furono messe a tacere. Nel 2007 il programma Decameron di Daniele Luttazzi fu cancellato, proprio alla puntata che doveva parlare della nuova enciclica del Papa.

La Francia illuminista, da questo punto di vista, sta forse meglio dell’Italia papista. Ma ha pure essa i suoi buoni cristiani fanatici e terroristi: ad esempio, quelli che nel 1988 bruciarono i cinema in cui si proiettava L’ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese, provocando un morto e vari feriti.

Il fatto è che la libertà è dovunque a senso unico. Da noi si può, e anzi si deve, mettere alla berlina l’islam. Ma non si può, e non si deve, mettere alla berlina l’ebraismo o il cristianesimo. Entrambe le cose sono politicamente corrette, e si acclama la comicità di Charlie Hebdo, che provoca l’islam e fa incazzare i fondamentalisti, allo stesso modo e allo stesso tempo in cui si acclama la comicità embedded di Roberto Benigni, che predica i Dieci Comandamenti e riceve il plauso del Papa.

Tutto questo puzza di farisaico, appunto. Saremo veramente liberi solo quando potremo sputare equamente non solo su Maometto e il Corano, ma anche su Mosè e Gesù e sulla Bibbia. Charlie Hebdo lo faceva, almeno in parte, ma noi no. E allora finiamola di crederci diversi e superiori agli islamici, perché siamo solo l’altra faccia della loro stessa medaglia: quella del monoteismo mediorientale, che “infiniti addusse lutti” all’Europa, e altrettanti continuerà ad addurne. Fino a quando ce ne liberemo, appunto.

ps. A proposito dell’ultima frase, vedi la precisazione contenuta nel commento linkato qui.

( Piergiorgio Odifreddi – Il non senso della vita 2.0 blog )

libera...mente

Cos’è una catena di sant’Antonio? Non so se il frate c’entri qualcosa, se non il fatto che qualcuno invia lettere con preghiere idonee per farlo intercedere per una grazia o un miracolo. So che è un sistema piramidale che necessita di una grande platea di aderenti per essere efficace. Io invio una lettera a te invogliandoti a spedirla ad altri 5 malcapitati, e via di questo passo. Applicando il sistema all’economia, si verifica che un promotore mi propone un investimento a fronte del quale vengono garantiti degli interessi con il capitale garantito. Io passo parola ad amici e conoscenti che fiutato l’affare aderiscono invitando a loro volta altre persone. Difatti il meccanismo è tale che, l’aumento continuo della platea dei sottoscrittori, consente di pagare gli interessi promessi ai primi che sono entrati in circolo e che ne escono per primi. Oltre naturalmente alla restituzione di quanto investito. Questo ha…

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Scudi rotanti

Scudi rotanti, proprio quelli! Momentaneamente presi in prestito da Jeeg robot d’acciaio, rotanti come non mai – in considerazione del fatto che non posso, per mancanza di mezzi propri, farmi roteare qualcosa d’altro! Perchè mi roteano gli scudi? Avete presente quando vi rubano l’auto – tempo d’assenza cinque minuti cinque – e quelli – i “signori” ladri – se la portano via con block shaft e tutto, sbatacchiandola a destra e a manca perchè non sterza – e via, come potrebbe visto che è bloccata! – e la tirano per strade vicinali fino a surriscaldarla, perchè agganciata e trascinata in malo modo e quella – l’auto, praticamente nuova!! – si incendia? Be’, mi pare d’avere ben donde di siffatte ciuffole scudate! 👿

Scambio di battute

E’ da ieri che piove – con qualche breve interruzione – uno scirocco caldo e ventoso. Sicchè stamani, per andare a scuola, ho indossato una giacca a vento leggera. A fine giornata esco dalla classe e incrocco la collega di mate che entra, Ciao, Ciao. Mate mi guarda meglio la giacca, Ma è uguale alla mia! sostiene, La mia è nera… Woolrich, vero? No, Oviesse! E mi sono pentita immediatamente. Perchè la sua faccia di matematica incallita ha avuto un moto di evidente stupore, Ma l’avrai pagata almeno un quarto della mia! Un quarto?!? Molto, ma molto meno, presumo. La prossima volta sosterrò  un falso, chè da qualche parte è scritto: beate le ignoranti perchè per loro sarà più facile fare shopping!