Temo/ Tema

Se ci pensi temo non è il maschile di tema. Maschili se li articoli con il determinativo, ma diversi per genere a causa della desinenza; il primo verbo – voce del verbo temere, prima persona singolare dell’indicativo presente – il secondo termine sostantivo maschile – ma c’è anche la possibilità del verbo declinato ancora al congiuntivo, che io tema, e all’imperativo, tema! Ma torno al sostantivo: la scrittura cambia solo per una vocale e sembra uno strano scherzo. Temo il tema? Sì, se non so come impostarlo, se non sono capace di eseguirlo, se non so come vestirlo, o giocarlo. Quanti significati per un solo tema temuto! Temo il timore di temere? Temo di sì. Ne scriverò un tema. ( Non vi impressionate, non sono ancora pazza! :-D A scuola Italiano ha spiegato, per grammatica, il nome. Ho preso qualche appunto mentre i ragazzi ascoltavano. Lo so, i colleghi sono cattivi maestri! :lol: )

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Mò ci pensa Anghela!

Che vi devo dire, sono contenta! L’arrogante comportamento dei Tedeschi nella ” famiglia ” Europa in certi momenti è insopportabile. Sono invincibili, sono imbattibili – e di sottosfondo mi sembra di sentire Cristina D’Avena che cinguetta… indistruttibili i Power Ranger! :-D – ma il loro tallone d’Achille, il presidente tedesco Wullf, si è fatto pagare soggiorni in hotel de charme, viaggi in jet privati, vestitini per la giovane moglie, ha acquisito prestiti di danaro a tassi agevolati… preso con le mani in pasta come un qualsiasi ” Baffino ” D’Alema, oppure uno Scajola  ” vista Colosseo “, e qualche altro furbetto italiota – anzi, meglio dire furbone! C’è da dire che questo si dimette per difendersi dagli scandali e qualcuno in Italia si fa eleggere per  difendersi dagli scandali – sembra che abbiano applicato la proprietà invariantiva dell’addizione: cambiando l’ordine degli addendi il risultato… cambia, eccome! :-D Immagino l’ira funesta di Anghela. :lol: Dopo aver costruito una Germania a sua immagine – fatte tutte le dovute considerazioni, sì, è così, stessa faccia, rigore da bulldog, piglio da generalessa – insomma si ritrova tra capo e spalla – no, niente collo, ne è momentaneamente sprovvista – uno scandaletto degno della ” migliore ” classe politica italiana. Povera, non sa che tutto il mondo è Europa? 

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Banalogia

Lo hanno fatto apposta. Per il periodo sanremese, tutte le tivù si sono adeguate ad un regime di ” pasta in brodo ” contro la ” pastasciutta ” che dovrebbe essere ammannita dalla serata di ieri in poi, sul canale rai dedicato. Ebbene, ieri sera, in pieno zapping un ” fuoco amico ” ha lanciato il  suggerimento: Vediamo cosa fanno a Sanremo? Siamo capitati così nel pieno di una sommossa blackbloc e in un post scenario da post post apocalisse è apparso lui, il Messia della Via Gluck. ( Premetto a me non piace, per niente ) Ha iniziato un discorso che, nonostante tutto, mi sono soffermata ad ascoltare. Di tanto in tanto, con un gap di secondi rispetto alla ” battuta ” del Profeta, partivano stranissimi applausi dalla piccionaia dell’Ariston. Ha parlato, pausa, ha sorseggiato acqua, ha ripreso a parlare, pausa, si è girato di spalle e via chiacchierando.  Ad un certo punto, l’uomo in grigio,  ha infilato il tunnel  religioso. ( Premetto neppure l’Avvenire e Famiglia Cristiana mi piacciono e non sono tra le mie letture preferite ) Il rappresentante legale di Gesù – per procura diretta? vai a sapere! – ha iniziato a impartire lezioni di giornalismo ai suddetti quotidiani che, a suo illuminato parere, avrebbero dovuto parlare di Dio e di Paradiso, piuttosto che di altro. L’immensità – come lo ha chiamato Rocco Papaleo di lì a poco – avrebbe potuto avere ragione, con qualche probabilità, se i giornali in questione fossero stati testi di catechismo. Ma si tratta di giornali acquistati da cattolici che si presume abbiano cognizione di causa a proposito del suddetto Dio e/o Paradiso. Sicchè non è chiaro per quale ragione coloro che acquistano i giornali debbano privarsi di un punto di vista cattolico, su quello che sono i fatti quotidiani. Per un suo filosofico dogma i giornali  avrebbero dovuto chiudere. Forse c’entrano le critiche mosse dagli stessi giornali al suo peloso e pubblicizzatissimo atto di devolvere il compenso astronomico percepito per questo ” evento ” – di cui realmente avremmo volentieri fatto a meno! – in opere di bene? Ripeto, non mi interessano le sorti di due giornali che non leggo, ma mi sembra un giudizio pesante anche nei confronti di coloro che da quei giornali traggono informazioni. Tirando in ballo anche Don Gallo non s’è reso un buon servizio. Il buon sacerdote fa quello che deve in silenzio o quasi, lui sceglie di (s)parlare. Ad ognuno il suo, caro Celentano Adriano, vada a fare il canzonettista, se non vuole essere ricordato dai posteri come l’apologeta del banale. 

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San Valentino ( la rondine sotto il cuscino )

La prima volta che mi trovai al cospetto di un Valentino’s day fu nei lontani anni della mia adolescenza, complice il mitico ” Linus ” di ODB – Oreste Del Buono, l’illuminato direttore del mensile a fumetti. Nelle strips dei Peanuts, più che un giorno di gaudio diventava un tripudio di cuori infranti e delusioni: Charlie Brown che tentava l’invio di Valentine alla ragazzina dai capelli rossi senza che la destinataria ne avesse consapevolezza – il classico amore unilaterale, perdente sul nascere- Lucy, la matriarca, alle prese con un riottoso Schroeder, Sally cotta allo spiedo per Linus, a sua volta ” avvolto ” in una love story con la coperta, Patty Piperita che avrebbe potuto essere felicemente ricambiata da un Charlie Brown infelice per un amore non amore. Fu lì che cominciai a subodorare che non fossero tutte rose e viole. L’unico a salvarsi era Joe Cool – Snoopy in versione Joe Falchetto – che ” tirava tardi al circolo studentesco lumando le pupe e fumando le pipe “. Che fosse il suo l’unico sano e saggio messaggio da tenere a mente per gli anni a venire? Non vi dico come è andata a finire, non è rilevante per l’odierna cronaca. Però stamattina ho aiutato D. a confezionare una ” Valentina ” per la sua bella. E’ stato felicissimo. Quando gli ho chiesto dettagli sulla consegna del biglietto mi ha risposto che avrebbe provveduto a darglielo nel pomeriggio. E poi? E poi, se le sarebbe piaciuto l’avrebbe portata in pizzeria a festeggiare il giorno di San Valentino. 12 anni e non li dimostra! :-D

P.S. Il titolo, direte voi, che razza di titolo è? Se la rondine è sotto il tetto per San Benedetto, per San Valentino non può che sostare ancora al calduccio sotto il cuscino. Con ‘sto tempo da lupi, poi! :-D  P.P.S. Buon San Valentino a tutti!

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Dream a little dream

” Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni ” dice il poeta. E c’è da credergli se nel sogno si vive una condizione di corporeità che è propria dell’onirico piuttosto che dell’essere fisico. Sicchè sogno e realtà vivono condizioni di parallelismo, in simbiotica fusione nel giro di una fase REM. Mi chiedo però, come è successo stamattina appena sveglia da una specie di  sogno lucido, quale ragione può aiutarti a sostenere che un sogno è tale, se anche nel sogno provi disappunto per un voto insufficiente del figlio dato da un docente che nella realtà non insegna matematica, ma greco; se nel sognare trovi indecente il prezzo che ti viene detto per un’ora di ripetizione per quella materia in cui tuo figlio deve riparare l’insufficienza; lo stupore nel vedere che un intero condominio stende i panni alla fine di una scalinata alla Escher e la domanda, logicamente sognante o realmente ovvia? come avranno fatto i figli a spostare da un letto all’altro della loro stanza, sistemata nel vecchio negozio dei miei genitori, il corpo di mio nonno paterno defunto, avvolto nel cellophane come un fascio di fiori? Risposta immediata: se è morto è rigido, quindi facile da spostare! Al racconto del sogno ai famigli mi sono sentita dire: Smettila di sniffare coca prima di andare a letto! :-D

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Storie nella storia – dell’arte

Il figlio più piccolo sta studiando storia dell’arte. ” Butto un’occhio ” e mi trovo al cospetto della Crocifissione del Polittico di Pisa del Masaccio. Commento del figlio: < Quant’è brutto ‘sto Cristo senza collo! > Ma sta studiando dall’Argan e sono sicura che tra poco cambierà idea. Però gli dico: < Dovresti leggere ” Le vite ” del Vasari! > < Vasari chi? > < Giorgio, aretino, vissuto nel Cinquecento… ne ” Le vite dei più eccellenti pittori, ecc. ecc. ” ha raccontato degli artisti vissuti a Firenze durante il Rinascimento e oltre. Il primo compendio, in pratica, di storia dell’arte! > < E come è scritto? > Mi viene da dirgli in Cinquecentese, ma ripensandoci si potrebbe dire in Mollichese – da Vincenzo Mollica. L’avete presente il Mollicone nazionale? L’avete mai sentito parlar male di qualche artista da lui intervistato? Be’, lo stesso faceva Vasari. Tra le cento e passa vite di famosi e non, gli fosse mai andato di traverso una pennellata, un archivolto! I prodromi del buonismo affondano le radici nella storia dell’arte! :-D

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Bipolare

Non è un post sulla neve e il ghiaccio sicuramente bi/polare che ha colpito le regioni del nord! Riflettevo su un messaggio telefonico arrivato poco fa: PD e PDL cercano accordi sulla legge elettorale a favore di elettori che scelgono gli eletti – e fin qui… – e con un assetto dei due schieramenti tendenzialmente bipolare. E’ quel ” tendenzialmente bipolare ” che mi lascia perplessa! :-)

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