A suon di flit

bc140518d_shcL’altro giorno quel sant’uomo di mio marito è tornato a casa con un paio di aggeggi composti come se fossero dei piccoli bunker di colore bianco, piuttosto schiacciati, con diversi piccoli pertugi lungo il ” muro ” perimetrale. E questi? gli ho chiesto. Sono le trappole per le formiche. Entrano, si contaminano del prodotto che le dovrebbe sterminare posto all’interno, escono e portano con sé la contaminazione nel nido. Guerra batteriologica, eh? Gli ho detto – ma ad essere sincera, data un’occhiata al ” bunker “, non m’è sembrata una trovata speciale. Abbiamo sistemato le trappole lungo il ” cammino di Santiago ” delle fetentissime formiche e abbiamo atteso. Fatto sta che, dalli oggi e dalli domani, le ” simpatiche ” imenottere invece che diminuire, aumentavamo. Devono aver scambiato la violetta africana per la foresta amazzonica poiché si erano stabilite, apparentemente, in zona. Abbiamo ingaggiato una guerra di posizione. Io in posizione di sterminio, loro in posizione di nascondino. Queste malnatissime sembra abbiano una intelligenza superiore. Appena avvertono la tua presenza, scompaiono. Ne vedi giusto due o tre smarrite, che sembrano chiedersi: Be’ che succede? Dove sono tutte? Scusi signora ha visto le mie compagne? Tu piuttosto che rispondere le condanni ad una sicura eutanasia – tanto prima o poi devono morire… va be’ dopo cinque/ dieci anni se si tratta di femmine, ma non ci allarghiamo, eh! La settimana scorsa hanno trascorso una breve vacanza nella vasca da bagno. Allagate costantemente, devono aver ringraziato per il trattamento SPA a cui le ho sottoposte, perché dopo aver erroneamente recitato loro il de profundis, hanno ricominciato le loro attività appena le ho riportate nella solita zona di ingerenza. Mo, scusate quando è troppo è troppo. Oggi pomeriggio, con nonchalance, hanno ricominciato l’anda/rianda. Armata di insetticida in bomboletta spray, come una killer seriale, ho travasato la violetta in un sacco della spazzatura. All’apparenza niente sembrava aver modificato l’assetto del terriccio, ma divelto il sottovaso ecco la manifestazione totale del nido delle anfibie. Un ghigno mi ha deformato il viso; imbracciata la bomboletta ha diretto uno spruzzo letale – veramente più di uno spruzzo – sulle grandissime cor@@@!! Sono defunte? Ehm, direi di sì. Cattiva? Ehm, direi di sì. Quando è guerra è guerra per tutti.  :-D

5 thoughts on “A suon di flit

  1. Silvia 17 giugno 2014 / 21:58

    Ognuno deve rispettare gli spazi dell’altro…..comprese le formiche!😉

      • Silvia 18 giugno 2014 / 20:51

        😉

  2. karina890 20 giugno 2014 / 20:28

    Questo mi fa venire in mente la lotta fratricida tra il padre di Mafalda (by Quino) e le formiche per mantenere sane le sue piantine: pensavo fosse un’esagerazione di Quino non credevo fossero tanto coriacee o.o

    • mizaar 27 giugno 2014 / 20:41

      e continuano, non abbiamo ancora esaurito le scorte!😦

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