Il sesso degli angeli – reloaded

Della complessità della preadolescenza te ne rendi conto solo quando la vivi giorno per giorno, non perchè sei una brufolosa fanciulla di pochi anni, bensì perchè ti ritrovi a vivere tra quelli che si affacciano alla vita sociale nel momento in cui ne parli. Quello che maggiormente ” impegna ” i preadolescenti – ce la mettono tutta e non si rendono conto neppure in che marasma vanno a buttarsi, ma tant’è! – è la sessualità – non parlo d’amore perchè ritengo siano troppo acerbi per un sentimento così pieno e complesso. Allora come i pollini scoppiano i brufoli e le pulsioni, gli ormoni impazziscono e via dicendo. Naturalmente non voglio esporvi un trattatello sulla preadolescenza, ma solo considerare qualcosa a cui non pensa mai nessuno e che comunque impegna il pensiero e le azioni delle persone coinvolte: la sessualità dei preadolescenti disabili.  Il desiderio di noi genitori è quello di fermare il tempo nel momento in cui i nostri figli cominciano a sbocciare: vorremmo evitare che un qualsiasi ” bruto ” faccia di nostra figlia una donna – un giunco che manifesta appetiti sessuali degni di Messalina non è propriamente quello che ci si aspetta dall’angelo tirato su a latte e biscotti! Non vorremmo mai che il soave bambino riccioluto,  spigato come un asparago proprio ieri, abbia tra i suoi siti preferiti un elenco interminabile di posticini con signorine slave capaci di svezzare qualsiasi caprettino in men che non si dica! Immaginate cosa non vorrebbero i genitori di ragazzi disabili, già terribilmente impegnati ad affrontare altre battaglie; si ritrovano tra capo e collo la preadolescenza con tutto il codazzo di problemi testè esposti. Però tra i ragazzi ” normodotati ” e gli altri la sessualità viene percepita sì, allo stesso modo, ma si manifesta con modalità differenti. Se dalla parte dei ” normali ” trovi una ritrosia che sconfina a volte nello sgarbo – figli ciarlieri fino a poco fa, che si chiudono a riccio e pare che non abbiano altro per la testa che la comunicazione coatta su feisbuk – da parte dei preadolescenti disabili c’è una consapevolezza disinibita del sesso, privi come sono delle remore che governano il nostro vivere ” perbene “. Allora ti capita di assistere, come ieri, alla primissima volta che la tua bimba di prima ha indossato il reggiseno. E che questo sicuramente le darà noia, così che in continuazione si ” aggiusta “. E non lo fa chiedendoti di andare in bagno, ma smanetta – e non poco – mentre leggo un brano. Sicchè devo continuamente riprenderla, perchè così si distrae. E poi vuole emulare la mia scollatura e tira la maglietta in modo che possa lasciarle scoperte quella parte che per lei costituisce l’uguaglianza, l’essere come le altre. Dovrò dirle che non si fa così, almeno non si fa in pubblico. Dovrò insinuare nella sua testolina il senso del peccato, brutta faccenda. Sulla sessualità dei disabili adulti ne avevo parlato tempo fa in questo postSi tratta pur sempre di sessualità applicata agli angeli.