InVisibili

Molte volte ho parlato, e avete letto, dei miei giovani alunni. Ragazzi che come tutti vivono della condizione della diversità che rende specifica e unica ogni persona, tutti noi. Ognuno ha esigenze terrene, non apparteniamo al cielo. Anche i miei ragazzi. Molte volte vi ho detto di quanta fatica fanno ad adattarsi al loro corpo che cresce, come ogni adolescente ben sa. Rimangono straniti e affascinati, spesso, da questa esplosione di ormoni che li candida a vivere una condizione fatta di stupore iniziale e, in seguito, di fatica e complicazione. Pensateci davvero a quanto sia complicato per una persona non autonoma avere una vita sessuale felice e appagante – mi rendo conto che anche in questo sono proprio uguali ai più; chi può asserire, in tutta franchezza, di essere sessualmente felice? Ho partecipato spesso, come insegnante, ai seminari dove si parlava, si parlava e si parlava, ma senza che ci fossero indicazioni, strategie, possibili soluzioni. E poi, l’altra sera, mi capita di leggere questo bellissimo post: Il sesso dei disabili e l’abbraccio di una madre Mi sono divertita molto e allo stesso tempo mi sono rattristata. Lascio i miei ragazzi alle soglie della loro difficile adolescenza e non mi capita spesso di rivederli quando sono diventati adulti. Spesso dimentico, nel vivere il mio quotidiano, di dedicare loro un piccolo pensiero. Vivo da non vedente senza esserlo, da non udente senza esserlo, da disabile senza esserlo. Perché l’abilità vera non è la mia, la nostra, ma è quella che mettono in atto i miei ragazzi quando accettano anche l’inaccettabile perché sono costretti a farlo, perché noi normali li costringiamo ad essere così. Leggete tutto il post e leggete tutto il blog. E’ scritto da quei ragazzi diventati adulti. Si parla di vita, vita piena e gioiosa. Persone ( in )Visibili. E non è poco.