Il futuro prossimo venturo

futuro-in-corsoE va bene, signora mia, l’estate è andata un po’ a cacchina… Come poteva essere altrimenti, con tutta la pioggia che i santi angeli del Paradiso hanno prodotto, neanche avessero fatto fuori l’intera sorgente dell’acqua plin plin? Sì, è chiaro, l’acqua del cielo non è prodotta dalla diuresi degli omini santi e pennuti, bensì dal ciclo equatoriale delle acque delle amate sponde, ma cosa ci vuol fare sono una romanticona e mi piace pensare agli angeli. Sì, lo so, non è una immagine santa quella degli angeli in ritirata, ma tant’è… allora, dicevamo, il tempo signora mia… Be’ adesso, con gli ultimi scampoli d’estate il tempo ha avuto un momento di ripensamento e ha cominciato a far caldo, il solito nostro caldo afoso e appiccicoso. Però, sotto sotto, si sente che l’estate è finita. Sì sì, te ne accorgi dal buio anzitempo… triste. E comunque ha ripreso a piovere, bombe d’acqua le chiamano, tristi anche quelle, di nome e di fatto. Ti sembra di non avere giorni a disposizione, ancora, per il mare. I miei sono esauriti, neanche più una manciata settembrina. No, non è per la scuola, è per la cipolla. Quella che hanno provveduto ad affettare due settimane fa.. in laparoscopia e microinvadendo il seminato. L’ansia per fortuna è andata e la ricompensa mi è stata fornita stamattina quando, al primo bendaggio funzionale – che vorrà dire, lo sanno solo loro! – l’omino mi ha detto: È il primo piede bello che vedo da qualche ora a questa parte! E son soddisfazioni, signora mia, son soddisfazioni! Comunque non mi spaventa il decorso post post post produzione – un photoshop in carne e bisturi non è da tutti, direi – quanto il dopo scolastico che vedo nebuloso quant’altro mai. Le solite coperte troppo corte e infeltrite per coprire persone e non numeri come vorrebbero da più parti. Un apparato che non conosce i propri organi produce neoformazioni cancerose – brutto paragone ma non me ne viene in mente un altro. Spero che sappiano trovare una giusta medicina, che sappiano di avere a che fare con le persone, appunto, con le persone. Sono in fase depressiva, dice? Sarà. Ma decisamente vivo l’inattività forzata come fosse qualcosa che non mi spetta, come qualcosa che sto ” rubando “. Esagero lo so, e due settimane sono veloci a terminare. Col buio serale. Triste.

Questo vento agita anche me

Il vento, trastullo dei poeti. Capaci di sortire, in suo onore, ogni specie di romanticheria – il vento che scompiglia i tuoi capelli mi agita l’anima; come le fronde degli alberi scomposte dal vento così i miei pensieri volano per raggiungerti; il vento asciuga le tue lacrime di ieri e ti regala un sorriso; muove il vento l’onda dei ricordi ed è mare in tempesta… basta, non me ne fate scrivere più che mi sta venendo la nausea! 😀 Insomma, il vento. Di maestrale, oggi. Rinforzato. Con un calo della temperatura che da trenta – domenica – è passata a dieci di oggi. ( Durata poco l’estate, visto che è già autunno! 😦 ) Insomma, il vento. Non lo sopporto, mi infastisce e mi agita come nella canzone! Altro che trastullo!