Tedeschìa

Penso ci fosse un malcelato disprezzo per il popolo del Nord, nella parola che mia zia A. – sorella della nonna – usava per dire Germania. Lei diceva Tedeschìa, per raccontare di uno o di famiglie emigrate da una Calabria poverissima del dopoguerra in Deutschland. I Tedeschi erano per lei quelli che, alleati dei fascisti, durante la seconda guerra mondiale avevano ucciso, rubato, stuprato – nè più e nè meno di ciò che solitamente fanno la maggior parte dei soldati durante una qualsivoglia guerra. Ma i Tedeschi avevano continuato ad avere, nel suo immaginario, una figura non più perdonabile, non più accettabile. Sicchè mi viene da pensare che zia A. dall’alto del suo calabresissimo cielo oggi, durante la partita di calcio Grecia vs Germania degli Europei,  non potrà che parteggiare per la Grecia, paese ” povero ” ora più che mai e a sud, terra di emigranti per scelta forzata e terra di transito di sventurati che, come nella misera Calabria del dopoguerra, cercano un sistema di vita accettabile in quel nord che si chiama Tedeschìa. Questa partita di calcio si prefigura come una rivincita su quelli che tengono in mano i cordoni della borsa. Per quanto non mi interessino le partite di calcio non posso che tifare,  come la zia buonanima, per la Grecia! 😀  Ελλάδα δύναμη ( spero sia tradotto correttamente ! 🙂 )

Mò ci pensa Anghela!

Che vi devo dire, sono contenta! L’arrogante comportamento dei Tedeschi nella ” famiglia ” Europa in certi momenti è insopportabile. Sono invincibili, sono imbattibili – e di sottosfondo mi sembra di sentire Cristina D’Avena che cinguetta… indistruttibili i Power Ranger! 😀 – ma il loro tallone d’Achille, il presidente tedesco Wullf, si è fatto pagare soggiorni in hotel de charme, viaggi in jet privati, vestitini per la giovane moglie, ha acquisito prestiti di danaro a tassi agevolati… preso con le mani in pasta come un qualsiasi ” Baffino ” D’Alema, oppure uno Scajola  ” vista Colosseo “, e qualche altro furbetto italiota – anzi, meglio dire furbone! C’è da dire che questo si dimette per difendersi dagli scandali e qualcuno in Italia si fa eleggere per  difendersi dagli scandali – sembra che abbiano applicato la proprietà invariantiva dell’addizione: cambiando l’ordine degli addendi il risultato… cambia, eccome! 😀 Immagino l’ira funesta di Anghela. 😆 Dopo aver costruito una Germania a sua immagine – fatte tutte le dovute considerazioni, sì, è così, stessa faccia, rigore da bulldog, piglio da generalessa – insomma si ritrova tra capo e spalla – no, niente collo, ne è momentaneamente sprovvista – uno scandaletto degno della ” migliore ” classe politica italiana. Povera, non sa che tutto il mondo è Europa? 

Vacanza

Stamattina la ” lieta novella ” m’è stata annunciata da Musica: <Si va ad assistere ad una prova generale dell’Orchestra Bavarian Classics > Vabbe’, niente di male Ludwig Fan Betofen – come ha propriamente detto in tetesco la violoncellista che ha presentato il programma – mi piace e anche Schumann mi aggarba molto. Non mi aggarbava andarci con le bestiole, ma tant’è! Detto loro che si andava a sentir suonare un’orchestra tedesca, ci siamo mossi. Trascorso il primo tempo con l’ascolto della Pastorale c’è stata una pausa. Gli orchestrali hanno preso a parlare con alcuni ragazzi in inglese. Ad un tratto una domanda mi ha fulminata < Professore’ – mai che ti chiamassero per intero! – ma gli Inglesi – riferito agli orchestrali – sono Tedeschi? > ( traduco: Quelli che parlano in inglese e dunque sono Inglesi sono anche di nazionalità tedesca, vero? Quindi, logicamente gli Inglesi e i Tedeschi sono lo stesso popolo e Inghilterra e Germania sono un’unica nazione, no? ) Spiegare alla creatura che non è stato uno scherzo crudele del destino separare per confini geografici due nazioni con relative popolazioni che lui, gioia!, ritiene sia una sola – anche perchè in diverse occasioni se le sono suonate di santa ragione, le popolazioni relative, e se glielo andiamo a raccontare rischiamo di beccarle anche noi! – be’, ho preferito lasciarlo nella sua sana e beata ignoranza! Però poi mi sono detta: < Ma questo, durante gli otto anni di scuola dell’obbligo, dove ha mandato il cervello, in vacanza? > ( nel senso proprio del verbo latino da cui deriva vacanza, ” vacare “, ” essere vuoto ” :-D) Essere in vacanza col cervello ha senz’altro i suoi vantaggi: tormentare una povera professore’ con domande assurde è qualcosa che non compri neppure con Mastercard!