Tecnologica(mente)

Tecnologica(mente)Poche notizie mi fanno inorridire, ormai. Posso turarmi il naso e passare sul fatto che Berlusconi fa Berlusconi, che Monti invece che fare il professore fa Berlusconi, che Vendola e la Camusso sono dei conservatori – a detta del sosia di Berlusconi – e via così, senza volervi tediare, anche qui, con la lettura delle solite corbellerie ormai al massimo storico pre-elettorale. Invece quello che mi ha sconvolto, ieri l’altro, è stato ascoltare l’ennesima terrificante notizia che, sicuramente, nell’intento del ministro o dei suoi piccoli aiutanti di babbo Natale che l’hanno partorita, deve essere sembrata loro una faccenda geniale. Nello specifico, dal prossimo anno scolastico, le iscrizioni per tutte le prime classi di istruzione obbligatoria devono essere fatte on line. Comodo, no? Dite voi. Assurdo, dico io. Il fatto che uno non abbia il computer a casa non costituisce un problema. Vai dall’amico o vai in un patronato e ti aiutano alla bisogna. Invece il ministro ha disposto una cosa più perfida, ogni scuola dovrà mettere a disposizione dell’utenza un computer scolastico per poter permettere loro di effettuare l’iscrizione. Ma se l’utenza il computer a casa non ce l’ha, è segno che non ha neppure la pratica per usarlo e quindi, assieme al computer di scuola, dovrà anche essere messo un personaggio qualsiasi – che sappia usare il computer – a disposizione dell’utenza. E già questo è davvero un problema, ma assai assai grande. Arrivata l’iscrizione e acquisita dall’ufficio di segreteria la stessa dovrà essere vagliata e, se accettata, dovrà ricevere una risposta tramite email. Ah sì? E a quale indirizzo, di grazia, se il computer usato è quello della scuola? Quindi, il personaggio aiuto/utenza dovrà oltre che formulare l’iscrizione creare una casella di posta elettronica alla stessa utenza che così dovrà fisicamente ritornare a scuola per ben due volte, la prima per l’iscrizione e la seconda per leggere la risposta ricevuta dalla segreteria. Questo per non fare ” scomodare ” l’utenza a scrivere una decina di parole su un pezzo di carta; senza contare le lotte intestine che si svolgeranno all’interno degli uffici di segreteria, dove bisognerà vedere chi si assumerà l’onere di acquisire i dati, vagliarli e rispondere sì o no, con quello che sarà anche il ” fastidio ” per il personale, di capire un sistema differente dal precedente cartaceo, sistema che avrà bisogno di un minimo aggiornamento. O faranno come quell’imbecille che stamattina alla posta, di fronte ad un cambio di carta pre-pagata del figlio neo diciottenne, carta che da junior doveva passare a standard, mi ha detto: Eh, ma c’è tutta una normativa e noi o stiamo allo sportello oppure leggiamo le direttive che ci mandano! Per poi arrivare alla conclusione che la prima carta l’abbiamo estinta – perdendo, tra l’altro, quell’euro solitario che conteneva – e rifacendo un nuovo contratto che mi è costato cinque euro. Nella scuola l’auto aggiornamento per i docenti è obbligatorio e quello degli altri e negli altri uffici? Ma qual è quella mente tecnologica che escogita simili nefandezze?

E alla terza puntata arrivarono, finalmente, le donne!

Elenco delle cose che passano sul corpo delle donne

Il corpo delle donne è un campo di battaglia: dai tempi di Elena di Troia e del Ratto delle Sabine fino ad oggi, in Afganistan e anche da noi. Qualcuno rideva quando le donne dicevano ” Io sono mia “. C’era poco da ridere, le donne sono di qualcuno, per definizione. Perchè se no il comandamento direbbe ” Non desiderare la donna d’altri “? E’ sbagliato parlare di diritto all’aborto, si tratta del diritto di diventare madri per scelta. Abortire è per molte una angosciosa necessità. Ricorrere alla procreazione assistita è spesso un atto d’amore. Gli uomini che comprano donne sono molti di più di donne che comprano uomini. Non è soltanto una questione di potere d’acquisto. Non esiste alcun capo di vestiario maschile che copra integralmente un uomo e lo nasconde da capo a piedi. Chissà se esiste davvero una nipote di Mubarack. Esiste però una signora Mubarack, in prima linea contro le mutilazioni genitali femminili con la signora Clio Napolitano. Molte first lady hanno lanciato un appello per la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili. Lo sapevate? Adesso lo sapete. Nel 1993 la signora Lorena Bobbit evirò suo marito con un coltello. Ci fu molto scalpore, per una singola mutilazione genitale maschile. Ma le donne che subiscono mutilazioni genitali sono nel mondo 13o milioni, 3 milioni di bambine ogni anno. In molte parti del mondo si abortiscono soprattutto le bambine o si sopprimono alla nascita, non servono. Si calcola che oggi manchino all’appello cento milioni di ragazze. Le tradizioni, i costumi vanno rispettati, ma il diritto della persona è uno solo, non c’è una legge fuori casa e un’altra in casa; e una ragazza italiana o pakistana che sia, deve poter decidere dei propri capelli, del proprio vestito, della propria domenica e del proprio venerdì. In Italia il delitto d’onore è stato abolito solo nell’81. Fino ad allora si poteva uccidere la moglie, la figlia, la sorella, con una pena irrisoria se l’assassino sosteneva di aver agito ” perchè difeso nel suo onore “. E’ ancora così in molte parti del mondo. Insomma, nasciamo pari e cresciamo dispare. Intendiamoci, anche le donne quando fanno le sceme, sono sceme forte. Ma una signora ha scritto ” In generale le donne devono fare le cose due volte meglio, per essere giudicate brave la metà “. Per fortuna non è così difficile. ( Emma Bonino )

Elenco di alcuni pensieri delle donne che lavorano

Io sono l’invisibile, durante la notte o all’alba pulisco il luogo dove lavorerai. Curo la vita e la morte, mi chiamano badante. Sono prigioniera di un permesso di soggiorno. Ho firmato un foglio di dimissioni in bianco, previene la gravidanza. Cerco lavoro, meglio nascondere le lauree e i master, e giuro di non avere specializzazioni. Corro a casa, ma la pizza con il mio capo era necessaria per la carriera. Guardo la fabbrica e so che il mio lavoro è andato in Serbia. Invento, ricerco, aspetto un biglietto aereo per l’estero. Curo, accudisco, lavo, stiro e tanto altro, chissà se è un lavoro. Sono nata nel sud, posso scegliere tra obbedire o emigrare. Avevo un lavoro poi hanno abolito il tempo pieno a scuola. Rispondo ad un annuncio di lavoro. Ma sarò abbastanza carina, sarò abbastanza giovane? Passo le ore ad una cassa, sorrido. Ma non era domenica?  Quanti asili si possono fare con i soldi del ponte sullo stretto di Messina? Sono un dottore, ma non sono un primario. Quando lavoro produco dell’altro lavoro; potete spiegarlo ad economisti e governanti? Ho inventato nuove professioni, ho conquistato le otto ore, ho conquistato il tempo del matrimonio, della maternità, dell’allattamento. Ho conquistato il diritto di sentirmi uguale nel lavoro, restando differente. Felice il giorno in cui non dovrò conquistare niente di più, staranno meglio anche gli uomini. ( Susanna Camusso )

Elenco delle cose che le donne non vogliono mai più sopportare

Avere paura di uscire quando cala il buio. Avere paura di uscire con il cane quando fuori non c’è nessuno. Avere paura di un marito geloso. Essere picchiata da un marito geloso. Essere uccisa da un marito geloso. Non poter indossare un abito corto sui mezzi pubblici. Essere molestata in metropolitana. Sentir dire che si è stata molestata per aver indossato un abito corto. Essere licenziata perchè si vuole avere un figlio. Non trovare lavoro perchè si è brutte. Non trovare lavoro perchè si  è troppo giovani. Non trovare lavoro perchè si è troppo vecchie. Avere paura di non essere più accettata perchè arrivano le rughe sul viso. Essere presa in giro perchè si piange davanti un film. Essere stuprata, molestata, insultata. Vedere le donne rappresentate costantemente come veline, o come escort. Essere considerata intelligente quindi pericolosa. Essere considerata bella, quindi stupida. ( Arabella Soroldoni – elenco letto da Laura Morante )