Come fiori nella notte

Passavamo per le strade di sera, e sapevamo della presenza di quelli come noi perchè infilati nelle pulsantiere, vicino alle targhette, c’erano dei bigliettini. Era il segno che avresti letto il nome di uno studente o di più ragazzi che abitavano lì. La telefonia mobile era ben lungi da venire, nelle case degli studenti non c’erano telefoni fissi – niente era stabile o immobile; ci si spostava da un posto all’altro, da una casa all’altra quasi ad ogni cambio di stagione, con le cassette della frutta piene di libri come contenitore ambivalente: comodo per gli spostamenti, libreria gratuita nella sistemazione del momento.   I bigliettini erano il nostro telefono: si avvertivano gli amici per un appuntamento, per segnalare uno spostamento, per salutare il passaggio di qualcuno. Nessuno toccava i fiori di carta. 

Infine la scuola pubblica morì per implosione!

Potrebbe essere l’amara conclusione di una pessima fiaba. Prendete l’ultimo accenno di provvedimento da varare per la scuola, il depotenziamento del titolo di studio. Quale valore didattico puoi suggerire ad un tuo studente quando gli dici: Studia e fallo nel migliore dei modi? Quale la motivaziuone al suo studio? Per incrementare una sua particolare attitudine? Perchè così ha modo di formarsi culturalmente? Perchè studiando otterebbe valutazioni positive che gli permetterebbero di essere ai primi posti di una graduatoria di valutazione per accedere ad un X posto di lavoro? Niente di tutto questo, se passa il depotenziamento. Qualsiasi studente, anche il più pronto e motivato, potrebbe obiettare che la formazione culturale può guadagnarsela in mille modi, anche e soprattutto fuori dalla scuola – dove spesso si studiano, duole dirlo, cose che non hanno senso – che le valutazioni, a cosa mai potrebbero servirgli?, visto che il ” pezzo di carta ” sarebbe a tutti gli effetti davvero un semplice pezzo di carta! Ma se studi alla Luiss e alla Bocconi… e come al solito qui casca l’asino della scuola pubblica. Confindustria, non estranea a suggerire il provvedimento al governo ” amico “, desidera profondamente che nella pubblica amministrazione passino persone formate ad essere ” comandate “, persone dotate di una forte attitudine, non alla cultura, ma all’obbedienza cieca. Insomma un universo orwelliano prossimo venturo. Mala tempora currunt!

AH, AH, AH!