Pellegrinaggio a Lourdes

Ieri l’altro, parlando con il Dirigente Scolastico sulle possibili strategie per la sostituzione dei colleghi assenti – lui vorrebbe ogni giorno risolvere la faccenda con il sostegno come jolly, anche in presenza degli alunni disabili in classe, ma noi siamo coriacee e non molliamo!  Insomma gli ricordavo come fino all’anno scorso fosse stato possibile nominare supplenti temporanei anche solo per un giorno. Naturalmente questa situazione comportava un aggravio di lavoro per il personale di segreteria, costretto alle otto del mattino a telefonare a destra e a manca, agli aventi diritto alla nomina, previa consultazione della graduatoria d’istituto. Spesso, però, il risultato delle consultazioni non forniva l’effetto desiderato e ci si ritrovava con la prima ora di lezione comunque senza supplenti. Capitava anche che il primo o la prima in graduatoria non fossero disponibili, quindi si doveva ricominciare a scorrere l’elenco, fino a trovare il personaggio propenso a prestare la sua opera per una manciata di ore di lezione. Ho proposto al preside la stessa procedura, anche per permettere ai colleghi precari di lavorare sia pure per un giorno. Lui ha obiettato che non poteva funzionare, almeno non per un solo giorno, per mancanza di fondi e soprattutto per la difficoltà a reperire il personale già dalla prima ora – in effetti tra telefonate e tempo materiale per arrivare a scuola, non è  tra le migliori soluzioni! L’ho guardato e gli ho detto che sarebbe bastato, per risolvere il tutto, procurarsi un videotelefono. Di fronte al suo sguardo a punto di domanda, ho specificato che l’incaricato al personale scolastico in segreteria, signor F. è dal suo ingresso nella nostra scuola, a settembre, che assiste ad un continuo pellegrinaggio  alle soglie della sua scrivania – che manco a Lourdes! – di uno stuolo di penitenti… noo! 😀  ammiccanti colleghe attratte come falene dal suo aspetto di tombeur e da un sorriso smagliante e malandrino! Se ti telefona uno così e ti chiede di recarti a scuola, nel più breve tempo possibile, gli fai lo sgarbo di non presentarti? Il pellegrinaggio presso F. val bene un miracolo alla prima ora! 😀

Ventiquattro ore

Il ventilato annuncio – da parte del governo –  di un aumento delle ore di insegnamento da diciotto a ventiquattro ore alla settimana è stato l’argomento più gettonato in sala docenti, questa settimana. Ho letto qualcosa in questi giorni, alcuni post interessanti di colleghe che mettono in evidenza come quelle ventiquattro ore non andrebbero nella direzione di un incremento dell’offerta formativa rivolta ai ragazzi, bensì dovrebbero risolvere, una volta per tutte, l’annosa questione delle ore di sostituzione dei docenti assenti. Negli stessi post molti commenti sono, come sempre, malevoli nei confronti di chi scrive, supportati da un sentimento diffuso e generalizzato che vede gli insegnanti come una categoria di nullafacenti. Sono dell’idea, invece, che quell’aumento di ore farà comodo per un rimaneggiamento generale delle cattedre che sarebbero composte da ore suddivise – ponendo a mo’ d’esempio l’educazione artistica nella scuola media – invece che su nove classi – due ore alla settimana per classe – le colleghe dovrebbero girandolare su 12 classi, vale a dire 4 corsi. E su una media di 11 corsi per scuola – la nostra è una scuola ” ricca ” di corsi – sarebbero sufficienti due sole insegnanti e 3 quarti per un istituto che conta circa 750 alunni. Considerando che le docenti di mia conoscenza hanno ancora dieci anni buoni di insegnamento da svolgere, per poter ambire alla pensione, viene da domandarsi: ma quei poveri cristi che parteciperanno al concorso lotteria che il ministro Profumo ha indetto – bontà sua – con criteri di esclusione e ammissione allo stesso che fanno pensare ad un capriccio di un bimbo in preda all’isteria, quei poveracci quando mai entreranno nella scuola? Penso, ancora, ad una delle nostre giornate tipiche in quello che sembra essere diventato un serraglio – l’ala nord del secondo piano, dov’ è la mia classe – con ragazzi che vanno e vengono, gente che urla, porte che sbattono, ci penso e penso alle ventiquattro ore… In un raro momento di quiete ieri mattina, uno dei ragazzi ha  chiesto di andare in bagno e ha aperto la porta: c’è stata una folata di rumore impressionante. Mi sono vista come l’omino della pubblicità che, uscito di casa tranquillo, fuori trova la guerra. Ci siamo guardati in faccia con il collega e abbiamo riso: ci siamo perdendo qualcosa?