L’inverno del nostro sconcerto

Avrei voluto laurearmi e partecipare ad un concorso a cattedra a Hollywood. A Hollywood un qualsiasi insegnante, mettiamo un Sidney Poitier oppure un Adrien Brody vanno in una scuola scarrupata e di frontiera, dove gli alunni sono tutti quanti casi patologici, spacciatori per vocazione, ladri per caratteristica genetica, prostitute per attitudine al sociale e che fanno? Iniziano a insegnare come se andassero alle sante Crociate. In un crescendo di eventi passano da una classe di sbruffoni sfidanti ad una classe sempre di sbruffoni, ma adoranti. Naturalmente questi mastissimi colleghi sono sempre docenti alle prime armi, dotati di una energia e di una vitalità che fanno impressione persino a Multicentrum! 😀 Ve li vorrei fare vedere i colleghi alle prime armi che transumano dalle mie parti! Teneri virgulti precari, con una età media che va dai trentacinque ai quarant’anni e la spigliatezza di un condannato ai lavori forzati. Perchè si tratta proprio di un lavoro forzato, il nostro. Prendete ieri ad esempio, è successo proprio di tutto. Alla prima ora una collega è svenuta, dopo aver intrapreso un ” corpo a corpo ” verbale – niente mani, siamo inglesi! – con due scappati da un film hollywoodiano – minore sotto tutela del tribunale e l’altro con problemi assortiti. Successivamente nell’atrio dei pazzi – quello dove abito con la mia classe – si sono scatenati nell’ordine: un collaboratore in odore di santità per l’ammirabile pazienza mostrata in tante occasioni, meno che ieri quando il demone dell’arrabbiatura si era ormai impadronito delle menti dei più – un caso tipico di possessione, da libro di Stevie King! 😀 Ha iniziato ad inveire all’indirizzo degli altri problematici di prima classe, mentre nel frattempo gli indiavolati della classe dirimpettaia si scatenavano in una sarabanda, rincorrendosi, picchiando contro le porte chiuse eccetera eccetera. Alla seconda ora la collega di scienze motorie – l’antica ginnastica – è tornata su paonazza! I diavoli avevano preso corpo tra una corsa di riscaldamento e un lancio di pallone. Manco in palestra amano stare, tanto ogni occasione è buona per fare moto perpetuo! Alla terza ora nella mia classe hanno pensato bene di praticare un po’ di boxe, il solito V. ha scambiato M. per uno sparring partner e gli ha stampato sulle spalle un marchio visibile e dolorante della sua bravura a menar fendenti a sproposito. Chiamati dal Preside entrambi, chiamata la genitrice di V., i due sono poi tornati in classe. Per mezz’ora ho dovuto tampinare V. per tutta la scuola perché oramai offeso e indignato per il nostro irrispettoso comportamento – come abbiamo osato chiamare mammina? – aveva deciso di andarsene da scuola, scappando via, se gli fosse stato possibile, mentre il suo compare di merende lo aspettava fuori in bicicletta – in bicicletta?!? sai che fuga facevano! Alle mie sollecitazioni a ragionare e a non fare sciocchezze l’obiezione più riflessiva è stata: Non me ne frega niente, tanto ho i soldi, prendo il treno e a casa non torno più – lo spauracchio è il padre che gliene suona di santa ragione! In ultimo, quinta ora di supplenza in una terza ho avuto il mio bel daffare con due emeriti cretini con nessuna voglia di lavorare e un altro personaggio di seconda che, appena aperta la porta per fare arieggiare – la classe è esposta a sud e ieri c’era un sole che spaccava le pietre! – passava e ripassava saltando e agitando le mani in segno di saluto- va be’ è stato educato, non c’è che dire, ma quelli che avevo in classe ridevano come se, ogni volta che aprivano bocca, qualcuno provvedeva al pagamento di un cinquanta euro a risata! Parliamoci chiaro non è che ogni giorno succede quello che è successo ieri, e non è che ogni giorno facciamo la parte dei carabinieri. Ma sempre più spesso ci capitano casi problematici e sempre più spesso gradiremmo avere delle alternative che non fossero il solito buonsenso nostro, la solita capacità a comprendere sempre nostra, la solita buona volontà che rappresenta ormai il 90% della composizione del nostro corpo – non acqua, ma spirito di abnegazione! 😦 Lo so qual è la domanda che sta comparendo sulle vostre teste, come un fumetto, e il Dirigente Scolastico? Eh, il Preside è come lo scimmione della barzelletta, non scrive, non telefona… Ammonisce scrivendo sui registri di classe, sgridazza i ragazzi, se insistentemente chiamato a intervenire, ma tant’è… abbiamo all’attivo un Don Lorenzo Milani senza saperlo! Ma a questo punto sarò io a scrivere, eccome. Sono disponibilissima a relazionare quotidianamente sui perchè e sui percome. Svenire a causa di una qualsiasi arrabbiatura non è tra le mie priorità. Mi sconcerta il fatto che siamo solo a novembre e l’inverno è di là da venire, con la sua lunghezza e i suoi tempi senza intervalli. La disponibilità a far felici gli alunni, come da proposta di Charlie Brown, mi sembra una faccenda aleatoria, se durano queste scaramucce. Sono più propensa a credere ai dubbi di Lucy: gli alunni mi faranno felice?