Natura matrigna

Non ho la gobba e non mi chiamo Giacoma Leopardi, però due o tre cosucce sulla natura matrigna della natura devo proprio dirle! Tra noi e gli “ strani e ( a volte ) tristi omuncoli “ ( con tutto il bene del mondo, eh, senza acredine! ) che occupano i nostri letti e la nostra esistenza, ci sono delle evidenti differenze che si focalizzano soprattutto in quelle parti dove la natura ha pensato bene di fare la differenza, appunto! Nulla da eccepire sul fatto che generalmente le ragazze si presentano meglio, esteticamente, dei primati arboricoli ai quali si accompagnano, ma sono i fastidì connaturati all’essere femminile che danno fastidio proprio. Le periodiche mestruazioni ti dicono che per quel mese l’hai scampata bella, ma vuoi mettere gli annessi e i connessi? Noi ragazze non siamo isteriche perchè abbiamo l’utero e siamo mestruate, siamo solo infastidite dagli annessi e dai connessi, soprattutto adesso che li hanno messi con l’IVA al 22%! ( Gran simpatici dell’IVA, mi sentite? Bene. Recatevi in un qualsiasi supermercato o nella farmacia sotto casa, comprate un centinaio di confezioni di Tampax, spacchettateli, legate tra di loro i suddetti tappi con quelle simpatiche cordicelle pendule e ricavatene un cordone di una certa consistenza. Fatto? Bene, mo’ passate alla fase successiva, impiccatevi voi e la vostra IVA al 22 %! ) Siamo delle incubatrici viventi per alcuni periodi, il più delle volte con cognizione di causa, altre inconsapevolmente, perchè troppo fiduciose nell’incompetenza altrui per evitare incidenti di percorso. Quando poi ci siamo emancipate dall’incubo delle passioni, quando la natura stessa ci dice stop all’uso coatto degli annessi e connessi, ecco che la matrigna dà il meglio di sé: ai tristi omuncoli dispensa tanto testosterone che costringe le “ povere anime “ a cercare consolazione tra le gam… pardon, braccia di una sgallettata, altrimenti chi lo sente il compagno di merende che si inalbera e reclama il dovuto!  Mentre per noi ragazze la faccenda si fa seria, la matrigna, sempre lei, ci toglie gli ormoni che se ne vanno in vacanza alle Maldive e con essi la libido, questa sconosciuta, e ciao ciao con la manina! Poi leggi in un “ delizioso “ articolino che, secondo gli scienziati – tutti perversamente tristi omuncoli, ne sono certa, anzi certissima! – fare sesso spesso, superata la mezz’età, ha effetti positivi sulla memoria. Già, fare sesso dicono, ma cos’è?

Adolescenti

sesso senza amoreIeri pomeriggio, dopo una riunione scolastica, ci siamo ritrovate a festeggiare due Antonie in un bar. Solite chiacchiere post scolastiche, commenti, organizzazione di un dono per le colleghe che quest’anno entrano nei ruoli, cose così. Mentre ci attardavamo a parlare di figli, M. ci ha detto: Non so proprio come devo fare con mia figlia, oggi mi ha fatto due domande… L’abbiamo guardata cercando di capire se fosse possibile aiutarla a risolvere qualcosa di relativo ad una ragazza di quindici anni – tanti sono gli anni di sua figlia. In pratica la sua ” piccola ” quest’estate va in Irlanda per studiare l’inglese e tra i bagagli fatti di cose relative ad un ambito strettamente materiale – i cambi di indumenti, le scarpe – la bimba ha infilato un come si usa il preservativo e si può fare sesso orale già la prima volta che si sta con un ragazzo. M. ci ha spiegato che, a parte l’imbarazzo a parlare con sua figlia di queste cose, quello che più l’ha sconvolta è stata la mancanza di attenzione al fattore innamoramento. Sicché prima di ogni cosa ha cercato di far capire alla ragazza il suo punto di vista, il fatto che a quindici anni il passaggio tra il dire e il fare è comprensivo di una fase intermedia basata sul provare quella sensazione di vaghezza, di totale evanescenza dalla realtà reale, per legarsi ad uno stato di grazia e farfalle nello stomaco. Ma la piccola non ha voluto sentir ragioni, quasi che a quell’età non s’avesse più il tempo materiale per fare un’esperienza così poco gratificante come innamorarsi – e spesso dolorosa se l’amore non è ricambiato – a favore di qualcosa che rende subito l’idea di quello che sarà una vita fatta di sesso senza fastidi. M. ha aggiunto che molte compagne di scuola della figlia hanno già all’attivo tanta esperienza e sapienza – più o meno sapiente – delle cose e dei fatti; s’è sentita obbligata, dunque, a correggere il tiro di certe informazioni deformate da presunte e sbagliate conoscenze. Abbiamo cercato di consolare M. dicendole che tutto sommato è stata già una fortuna che sua figlia glielo abbia detto e soprattutto che sia stata avveduta, preoccupandosi di attrezzarsi per questa evenienza. Male sarebbe stato se la ragazza fosse andata in Irlanda, senza mezzi e senza nessun tipo di protezione, in tutti i sensi. Fuori da ipocrisie abbiamo ricordato le nostre esperienze, le prime, precoci o meno. Le nostre hanno avuto un comune denominatore nell’amore, quello con la A maiuscola senza il quale nessuna cognizione sarebbe sembrata utile e gratificante. Per le quindicenni d’adesso siamo davvero così datate e fuori tempo quando pensiamo al sesso come fare all’amore? Qualche giorno fa scrivevo di sesso orale, riferendo l’oralità al racconto. Ma questi adolescenti poco raccontano, se non casi eccezionali, ma a quanto pare, molto fanno.

InVisibili

Molte volte ho parlato, e avete letto, dei miei giovani alunni. Ragazzi che come tutti vivono della condizione della diversità che rende specifica e unica ogni persona, tutti noi. Ognuno ha esigenze terrene, non apparteniamo al cielo. Anche i miei ragazzi. Molte volte vi ho detto di quanta fatica fanno ad adattarsi al loro corpo che cresce, come ogni adolescente ben sa. Rimangono straniti e affascinati, spesso, da questa esplosione di ormoni che li candida a vivere una condizione fatta di stupore iniziale e, in seguito, di fatica e complicazione. Pensateci davvero a quanto sia complicato per una persona non autonoma avere una vita sessuale felice e appagante – mi rendo conto che anche in questo sono proprio uguali ai più; chi può asserire, in tutta franchezza, di essere sessualmente felice? Ho partecipato spesso, come insegnante, ai seminari dove si parlava, si parlava e si parlava, ma senza che ci fossero indicazioni, strategie, possibili soluzioni. E poi, l’altra sera, mi capita di leggere questo bellissimo post: Il sesso dei disabili e l’abbraccio di una madre Mi sono divertita molto e allo stesso tempo mi sono rattristata. Lascio i miei ragazzi alle soglie della loro difficile adolescenza e non mi capita spesso di rivederli quando sono diventati adulti. Spesso dimentico, nel vivere il mio quotidiano, di dedicare loro un piccolo pensiero. Vivo da non vedente senza esserlo, da non udente senza esserlo, da disabile senza esserlo. Perché l’abilità vera non è la mia, la nostra, ma è quella che mettono in atto i miei ragazzi quando accettano anche l’inaccettabile perché sono costretti a farlo, perché noi normali li costringiamo ad essere così. Leggete tutto il post e leggete tutto il blog. E’ scritto da quei ragazzi diventati adulti. Si parla di vita, vita piena e gioiosa. Persone ( in )Visibili. E non è poco. 

 

Il sesso degli angeli – reloaded

Della complessità della preadolescenza te ne rendi conto solo quando la vivi giorno per giorno, non perchè sei una brufolosa fanciulla di pochi anni, bensì perchè ti ritrovi a vivere tra quelli che si affacciano alla vita sociale nel momento in cui ne parli. Quello che maggiormente ” impegna ” i preadolescenti – ce la mettono tutta e non si rendono conto neppure in che marasma vanno a buttarsi, ma tant’è! – è la sessualità – non parlo d’amore perchè ritengo siano troppo acerbi per un sentimento così pieno e complesso. Allora come i pollini scoppiano i brufoli e le pulsioni, gli ormoni impazziscono e via dicendo. Naturalmente non voglio esporvi un trattatello sulla preadolescenza, ma solo considerare qualcosa a cui non pensa mai nessuno e che comunque impegna il pensiero e le azioni delle persone coinvolte: la sessualità dei preadolescenti disabili.  Il desiderio di noi genitori è quello di fermare il tempo nel momento in cui i nostri figli cominciano a sbocciare: vorremmo evitare che un qualsiasi ” bruto ” faccia di nostra figlia una donna – un giunco che manifesta appetiti sessuali degni di Messalina non è propriamente quello che ci si aspetta dall’angelo tirato su a latte e biscotti! Non vorremmo mai che il soave bambino riccioluto,  spigato come un asparago proprio ieri, abbia tra i suoi siti preferiti un elenco interminabile di posticini con signorine slave capaci di svezzare qualsiasi caprettino in men che non si dica! Immaginate cosa non vorrebbero i genitori di ragazzi disabili, già terribilmente impegnati ad affrontare altre battaglie; si ritrovano tra capo e collo la preadolescenza con tutto il codazzo di problemi testè esposti. Però tra i ragazzi ” normodotati ” e gli altri la sessualità viene percepita sì, allo stesso modo, ma si manifesta con modalità differenti. Se dalla parte dei ” normali ” trovi una ritrosia che sconfina a volte nello sgarbo – figli ciarlieri fino a poco fa, che si chiudono a riccio e pare che non abbiano altro per la testa che la comunicazione coatta su feisbuk – da parte dei preadolescenti disabili c’è una consapevolezza disinibita del sesso, privi come sono delle remore che governano il nostro vivere ” perbene “. Allora ti capita di assistere, come ieri, alla primissima volta che la tua bimba di prima ha indossato il reggiseno. E che questo sicuramente le darà noia, così che in continuazione si ” aggiusta “. E non lo fa chiedendoti di andare in bagno, ma smanetta – e non poco – mentre leggo un brano. Sicchè devo continuamente riprenderla, perchè così si distrae. E poi vuole emulare la mia scollatura e tira la maglietta in modo che possa lasciarle scoperte quella parte che per lei costituisce l’uguaglianza, l’essere come le altre. Dovrò dirle che non si fa così, almeno non si fa in pubblico. Dovrò insinuare nella sua testolina il senso del peccato, brutta faccenda. Sulla sessualità dei disabili adulti ne avevo parlato tempo fa in questo postSi tratta pur sempre di sessualità applicata agli angeli.