Andare per Sepolcri

Chiesa di Ognissanti, Trani
Altare della reposizione

Ti prende, poi, “ l’atmosfera “ pasquale, senza neppure tu ne abbia coscienza. Ieri sera, per dire, m’è venuta nostalgia dei “ sepolcri “. Costretto il figlio a farmi da chaperon, abbiamo fatto un giro di chiese, aperte, abbellite per l’occasione, piene di gente, presenti perché così è d’obbligo fare, per tradizione? per convinzione? Insomma, tant’è, eravamo lì anche noi. In alcune siamo incappati nella messa “ in cena Domini “ e dunque, via, con il figlio che scalpitava “ allergico “ par mio, ci siamo sottratti ai molti che assistevano alla lavanda dei piedi. In cattedrale il “ sepolcro “ era buio e inaccessibile per via di un omino vestito a festa a fare da impedimento. Usciti, un tramonto fastoso dava lustro alle pietre bianche della facciata. Perso il sepolcro, conquistata la luce. A Santa Teresa, la bellissima “ Addolorata “ troneggiava su un piedistallo di centinaia di rose, madre di ogni madre nella sofferenza, in attesa della processione notturna. Poco più in là, ad Ognissanti, nella chiesa dei Templari, una vera sorpresa. Nel buio totale, una croce, illuminata dal basso, coperta da un velo bianco e affiancata da due “ Templari “, un allestimento “ cinematografico, molto suggestivo. Poi che si fa, ci siamo detti? Poche chiese del centro storico aperte, siamo andati al Carmine, nella chiesa dei marinai. In una cappella laterale un’altra sorpresa, una marina a fare da sfondo, canne di palude e una barca rovesciata come altare della reposizione, il tabernacolo circondato da fiori bianchi a simulare le onde del mare. Un’atmosfera verde e acquatica. Una piccola processione, all’uscita, di confratelli vestiti di bianco come tradizione vuole, si avviavano ad anticipare il rito della notte dell’Addolorata.