L’esercito della salvezza

Sì, c’è gente come quella che ho descritto nel post precedente, in sala docenti. E poi ci siamo noi, le inguaribili, scurrili, cattive ragazze. Ridanciane, irriverenti, politicamente scombinate, ce la prendiamo allegra. Allora arrivo, stamani, e ridendo dico: V. è perso. Poco fa parlava, fuori della scuola, con due ragazzi che lo guardavano adoranti! V. è il tronco di pino della segreteria. Urlo disumano di A : Nooo, non è possibile! Ridendo le spiego che, secondo me, lo sguardo adorante era decisamente ricambiato. E lei scuotendo la testa preoccupata, ribadisce: Dobbiamo fare qualcosa… e non possiamo perdere un elemento così. Bisogna salvarlo! 😀 Rido ancora di più: Eddai, mò voglio vedere che fai! Con un piglio da combattente A. si leva il cappotto, si aggiusta i capelli e parte alla volta della segreteria! Mi affaccio per guardare quello che sta facendo; al cospetto di V. e con una scusa, gli chiede una cosa qualsiasi sorridendo suadente. Intanto arrivano le altre due, il conciliabolo fuori della porta è un insieme di risate a più non posso! 😀 V. si affaccia e sorride a sua volta. Tanta ilarità evidentemente lo mette di buonumore. Non so se A. sia riuscita nel suo intento, ma sicuramente siamo riuscite credibili come uno sfacciato esercito della salvezza in modalità iene ridens! 😀

Pellegrinaggio a Lourdes

Ieri l’altro, parlando con il Dirigente Scolastico sulle possibili strategie per la sostituzione dei colleghi assenti – lui vorrebbe ogni giorno risolvere la faccenda con il sostegno come jolly, anche in presenza degli alunni disabili in classe, ma noi siamo coriacee e non molliamo!  Insomma gli ricordavo come fino all’anno scorso fosse stato possibile nominare supplenti temporanei anche solo per un giorno. Naturalmente questa situazione comportava un aggravio di lavoro per il personale di segreteria, costretto alle otto del mattino a telefonare a destra e a manca, agli aventi diritto alla nomina, previa consultazione della graduatoria d’istituto. Spesso, però, il risultato delle consultazioni non forniva l’effetto desiderato e ci si ritrovava con la prima ora di lezione comunque senza supplenti. Capitava anche che il primo o la prima in graduatoria non fossero disponibili, quindi si doveva ricominciare a scorrere l’elenco, fino a trovare il personaggio propenso a prestare la sua opera per una manciata di ore di lezione. Ho proposto al preside la stessa procedura, anche per permettere ai colleghi precari di lavorare sia pure per un giorno. Lui ha obiettato che non poteva funzionare, almeno non per un solo giorno, per mancanza di fondi e soprattutto per la difficoltà a reperire il personale già dalla prima ora – in effetti tra telefonate e tempo materiale per arrivare a scuola, non è  tra le migliori soluzioni! L’ho guardato e gli ho detto che sarebbe bastato, per risolvere il tutto, procurarsi un videotelefono. Di fronte al suo sguardo a punto di domanda, ho specificato che l’incaricato al personale scolastico in segreteria, signor F. è dal suo ingresso nella nostra scuola, a settembre, che assiste ad un continuo pellegrinaggio  alle soglie della sua scrivania – che manco a Lourdes! – di uno stuolo di penitenti… noo! 😀  ammiccanti colleghe attratte come falene dal suo aspetto di tombeur e da un sorriso smagliante e malandrino! Se ti telefona uno così e ti chiede di recarti a scuola, nel più breve tempo possibile, gli fai lo sgarbo di non presentarti? Il pellegrinaggio presso F. val bene un miracolo alla prima ora! 😀

Termini perentori

Ho sempre un certo timore quando mi si avvicina la signora S. applicata di segreteria, con un qualsiasi foglio di carta in mano. Vuol dire, il suo gesto, solo rogne esclusive con un’unica destinataria, me! 😦 Stamattina l’ennesimo termine perentorio da parte dei soliti del Provveditorato – si chiamerebbe Ufficio Scolastico Regionale, ma tant’è! – con la richiesta dell’invio dell’elenco degli alunni disabili – se con modifiche – nel giro di due giorni! 👿 Le modifiche naturalmente c’erano – manco a dirlo – con l’aggiunta di una incertezza burocratica. Telefono al grande capo R. a Bari – un esserino odiosisssimo che dargli dell’acido è fargli un complimento! Esordio: Buongiorno dott. R. – è un collega imboscato colà, ma dargli del dott. lo fa sbavare! 😀 – sono Tizia e Caia della scuola Bla bla bla, ho un problema… E il limoncello: Uno solo? Ahahah! 👿 Che dire? Avrei voluto profferire, davvero: Ridi su ‘sto termine perentorio! 😀 per poi chiudergli volentieri il telefono in faccia, poichè non potevo suonarglielo sulla testa. Ma sono stata brava e paziente, ho aspettato che finisse di ridacchiare, ho aspettato che facesse il suo solito show a base di aria fritta e ho concluso il passaggio che rimaneva incerto, inviandogli le carte perentorie. Ma sto ad aspettarlo – e io so aspettare! 😀 – al varco: non è che i burocrati possono fare della scrivania di un ufficio la loro cattedra perenne! Dovranno pur scendere dal piedistallo, snidati dal taglio degli statali, e ritornare dietro una semplice cattedra di scuola! E allora, solo allora, vendetta atroce e perentoria vendetta! 😀 😀