Carabattole

carabattoleAll’inizio dell’anno scolastico il Patatoso mi ha mostrato, come trofei, tutto il materiale scolastico allora intonso, che aveva nel borsellino: matite nuovissime, penne, temperamatite ogni cosa possibile di un azzurro costante, tutto rigorosamente pendant. L’altro giorno mi sono resa conto, però, che c’erano delle variazioni al tema di fondo, a quelle azzurre erano state aggiunte matite rosse e gialle, penne spurie. Nel contempo il mio astuccio risultava sfornito delle suppellettili che comparivano nel suo. D. tiene molto alle sue cose, ma tiene anche alle mie, a quanto pare; però lui non sa che sono affezionata anch’io a penne e matite – le penne, quando mi piacciono tanto ma tanto, sono oggetto di accurati corteggiamenti; mi porto via penne anche dai supermercati, dopo aver firmato la ricevuta della carta di credito! 😀 E così siamo arrivati a quella è mia, no è mia, giuro! Insomma per questa volta ho chiuso un occhio, gli ho fatto tenere quello che aveva firulescamente sottratto. Però con un pennarello indelebile ho marchiato le mie carabattole e le sue – con grande soddisfazione del Patatoso, devo dire! E lo so, sono fetente! Stamattina per farmi uno scherzetto D. ha portato una nuova matita simile a quella che ho nel mio astuccio. L’ho guardato come a dire è mia? Lui di rimando rideva come un pazzo e mostrandomela ha detto: Vedi, non c’è scritto niente, è mia! Ma si può essere più furbacchioni? Fetente come la prof.  😀

La Cina è vicina

cinesiniQuest’anno, per la prima volta nella storia della mia scuola dopo maghrebini, albanesi, andriesi e coratini – 😀 – ecco apparire i cinesi. Hanno cominciato con iscriverne due a fine agosto; poi sono arrivati altri due. Adesso sono una decina. Ignorano mirabilmente l’italiano e pure l’inglese. La solita Matematica ha detto, stamani: Ne avevo in classe, quando insegnavo a Milano. Sono bravissimi in matematica! Epperò che geniale deduzione, i numeri vivono un codice universale che non ha bisogno di mediazione linguistica! Mi chiedevo qual è la logica che governa l’iscrizione dei cinesini in una classe invece che in un’altra, quali le indicazioni dell’Ufficio Scolastico Regionale. Perché, vi assicuro, fa specie vedere scendere, assieme all’assembramento delle pecorelle di prima media – undici anni – un ca@@oncello cinese di sedici anni con capello sparato e cellulare in mano. Però mi ha sorriso e immagino sarà una delle forme privilegiate di comunicazione interpersonale, nel corso degli anni a venire. Arrivano i cinesi, arrivano nuotando, dice Ruggero Orlando domani sono qui… 😀

Tanto peggio tanto meglio?

scuola-di-eriTramite FB riporto le parole dell’amica e collega Harielle:

Per quelli che hanno votato Grillo a scatola chiusa e che adesso iniziano a conoscere le sue idee, consiglio questo articolo in cui un tale eletto nelle liste del M5S parla di riforma della scuola come se si trattasse di riordinare l’assetto di un solaio disordinato e non di trattare di ragazzi e delle loro esigenze educative. Mi spaventa soprattutto il parere sulla disabilità, considerando la cifra nazionale di 110 mila insegnanti di sostegno scandalosa, mentre chi sta nella scuola SA per esperienza che i ragazzi disabili ormai ricevono solo poche ore di sostegno a settimana, sicuramente inferiori a quelle di cui avrebbero bisogno. E la proposta finale di formare “cittadini a 5 stelle” mi sembra farneticante. Sarebbe da ridere se non vi fosse il pericolo di trovarsi questo tale Lorenzini come ministro della pubblica Istruzione. E allora, si che rimpiangeremmo addirittura la Gelmini!

Segue l’articolo. Mi piacerebbe conoscere la spassionata opinione di quelli che hanno votato M5S e che al tempo stesso hanno un figlio in condizione di disabilità.

PREMESSA: dall’analisi che abbiamo fatto, si evince che la scuola negli ultimi decenni è stata usata dal sistema per gli interessi della politica e dei sindacati. La sinistra la ha usata come ammortizzatore sociale e la destra (innalzando i carichi didattici) per confondere studenti, docenti e genitori. Oggigiorno la situazione della nostra scuola pubblica è al fallimento e si evince anche dai dati dell’OCSE test PISA. La perdita di parecchie posizioni, sia della scuola elementare sia della scuola media, secondo gli analisti è dipeso da riforme sbagliate, puntualizzando che l’inserimento anticipato alla prima elementare e l’innalzamento dei carichi didattici siano le cause principali. I dati del MIUR, dell’andamento scolastico 2011, parlano chiaro: su 8 milioni di studenti ci sono 650 mila docenti più 100 mila insegnanti di sostegno (una follia), la nostra scuola produce più disabili (200 mila) che ricercatori, il rapporto in teoria è 11 (studenti) a 1 (docente). Questi dati ci fanno riflettere su com’è stata gestita la scuola in questi ultimi decenni. Noi ci stiamo muovendo per formulare una scuola umana e soprattutto formativa. Il contenitore unico di 9 anni (da 7 fino a 16 anni) che sostituirebbe l’impianto fascista della riforma Gentile ormai non più utile per le esigenze della cittadinanza e la nuova filosofia: logica, collaborazione e quotidianità (Mobilismo) sono le uniche soluzioni per ricreare quel tessuto sociale utile ai ragazzi, ai docenti, ai genitori ma soprattutto utile alla collettività. Per una scuola formulata in questa maniera, 750 mila docenti sarebbero troppi e parecchi rischierebbero di restare fuori (circa il 20%) e anche per questo la nostra proposta (riforme scolastiche 5 stelle) dopo un ottimo avvio si è bloccata. LA PROPOSTA: La formazione dei bambini-ragazzi, deve prevalere dalle esigenze degli adulti, però mandare dei cittadini-docenti a casa è disumano e secondo noi dovremmo copiare quello che successe nel 1930 negli Stati Uniti con il progetto “NEW DEAL” del Presidente Roosevelt, cioè di richiamare dietro i banchi di scuola tutti quei cittadini che non hanno conseguito il diploma di scuola superiore. La dispersione scolastica ha raggiunto quasi il 20% e riflettendo su questo dato pensiamo che per i precari ci sarebbe parecchio da fare. Il progetto prevede di offrire due percorsi: quello classico che fanno tutti gli studenti, un altro basato sulla formazione delle 5 stelle, temi nevralgici del movimento: acqua, energia, mobilità, sviluppo e ambiente. Il diploma a 5 stelle che i cittadini conseguiranno li metterà in condizione poi a loro volta di essere docenti e formare altri cittadini. Se voleste sapere come finanziare la riforma e leggere tutti gli altri PASSI potete andare alla pagina facebook “RIFORMA SCOLASTICA 5 STELLE”. Un saluto Fabio Lorenzini

Tecnologica(mente)

Tecnologica(mente)Poche notizie mi fanno inorridire, ormai. Posso turarmi il naso e passare sul fatto che Berlusconi fa Berlusconi, che Monti invece che fare il professore fa Berlusconi, che Vendola e la Camusso sono dei conservatori – a detta del sosia di Berlusconi – e via così, senza volervi tediare, anche qui, con la lettura delle solite corbellerie ormai al massimo storico pre-elettorale. Invece quello che mi ha sconvolto, ieri l’altro, è stato ascoltare l’ennesima terrificante notizia che, sicuramente, nell’intento del ministro o dei suoi piccoli aiutanti di babbo Natale che l’hanno partorita, deve essere sembrata loro una faccenda geniale. Nello specifico, dal prossimo anno scolastico, le iscrizioni per tutte le prime classi di istruzione obbligatoria devono essere fatte on line. Comodo, no? Dite voi. Assurdo, dico io. Il fatto che uno non abbia il computer a casa non costituisce un problema. Vai dall’amico o vai in un patronato e ti aiutano alla bisogna. Invece il ministro ha disposto una cosa più perfida, ogni scuola dovrà mettere a disposizione dell’utenza un computer scolastico per poter permettere loro di effettuare l’iscrizione. Ma se l’utenza il computer a casa non ce l’ha, è segno che non ha neppure la pratica per usarlo e quindi, assieme al computer di scuola, dovrà anche essere messo un personaggio qualsiasi – che sappia usare il computer – a disposizione dell’utenza. E già questo è davvero un problema, ma assai assai grande. Arrivata l’iscrizione e acquisita dall’ufficio di segreteria la stessa dovrà essere vagliata e, se accettata, dovrà ricevere una risposta tramite email. Ah sì? E a quale indirizzo, di grazia, se il computer usato è quello della scuola? Quindi, il personaggio aiuto/utenza dovrà oltre che formulare l’iscrizione creare una casella di posta elettronica alla stessa utenza che così dovrà fisicamente ritornare a scuola per ben due volte, la prima per l’iscrizione e la seconda per leggere la risposta ricevuta dalla segreteria. Questo per non fare ” scomodare ” l’utenza a scrivere una decina di parole su un pezzo di carta; senza contare le lotte intestine che si svolgeranno all’interno degli uffici di segreteria, dove bisognerà vedere chi si assumerà l’onere di acquisire i dati, vagliarli e rispondere sì o no, con quello che sarà anche il ” fastidio ” per il personale, di capire un sistema differente dal precedente cartaceo, sistema che avrà bisogno di un minimo aggiornamento. O faranno come quell’imbecille che stamattina alla posta, di fronte ad un cambio di carta pre-pagata del figlio neo diciottenne, carta che da junior doveva passare a standard, mi ha detto: Eh, ma c’è tutta una normativa e noi o stiamo allo sportello oppure leggiamo le direttive che ci mandano! Per poi arrivare alla conclusione che la prima carta l’abbiamo estinta – perdendo, tra l’altro, quell’euro solitario che conteneva – e rifacendo un nuovo contratto che mi è costato cinque euro. Nella scuola l’auto aggiornamento per i docenti è obbligatorio e quello degli altri e negli altri uffici? Ma qual è quella mente tecnologica che escogita simili nefandezze?