Cinemà, tormento e delusion!

Spezzo una lancia a favore dei film con una storia evidentemente raccontata. Sì, è vero, tutti i film hanno una storia da raccontare, ma sovente – se si tratta di alcuni film italiani – la storia è appena accennata e risicata. Ho visto ieri l’altro ” Il primo incarico ” di Giorgia Cecere con Isabella Ragonese. Ambientato nella zona dei trulli – Bassa Murgia e non come erroneamente riportato nella recensione di Mymovies a sud del Salento – tenta di raccontare con pochissime parole, la storia di Nena maestra al primo incarico nell’Italia rurale degli anni 50. Lei lascia un amore borghese e si infogna in un matrimonio senza sogni. Nessuna passione, un film senza sangue. Hai voglia a dire che si tratta di un affresco delicato di un mondo femminile d’altri tempi e bla bla bla, la noia è di casa. Penso a ” Lezioni di piano ” di Jane Champion oppure ad ” Un angelo alla mia tavola ” della stessa regista. Storie di donne, ma che storie! – sono quelle che mi sono venute in mente senza pensarci più di tanto. Com’è che gli sceneggiatori italiani dell’ultima generazione non riescano a partorire delle storie che valga la pena di vedere? Oggi, ad esempio, ho la possibilità di andare al cinema a vedere ” Bella addormentata ” e ” Gli equilibristi “, ma anche ” E’ stato il figlio “. Che faccio, ci vado? Sono tre storie toste, ma con il vezzo – sempre italiano – di guardare il buco dell’ombelico della trama piuttosto che altrove. ( Mi sono consolata la vista, però, stamattina con ” La fontana dell’amore ” con un Gary Cooper strepitoso! Ahhh, sospirone, altro che Scamarcio! 😀 )