L’esercito della salvezza

Sì, c’è gente come quella che ho descritto nel post precedente, in sala docenti. E poi ci siamo noi, le inguaribili, scurrili, cattive ragazze. Ridanciane, irriverenti, politicamente scombinate, ce la prendiamo allegra. Allora arrivo, stamani, e ridendo dico: V. è perso. Poco fa parlava, fuori della scuola, con due ragazzi che lo guardavano adoranti! V. è il tronco di pino della segreteria. Urlo disumano di A : Nooo, non è possibile! Ridendo le spiego che, secondo me, lo sguardo adorante era decisamente ricambiato. E lei scuotendo la testa preoccupata, ribadisce: Dobbiamo fare qualcosa… e non possiamo perdere un elemento così. Bisogna salvarlo! 😀 Rido ancora di più: Eddai, mò voglio vedere che fai! Con un piglio da combattente A. si leva il cappotto, si aggiusta i capelli e parte alla volta della segreteria! Mi affaccio per guardare quello che sta facendo; al cospetto di V. e con una scusa, gli chiede una cosa qualsiasi sorridendo suadente. Intanto arrivano le altre due, il conciliabolo fuori della porta è un insieme di risate a più non posso! 😀 V. si affaccia e sorride a sua volta. Tanta ilarità evidentemente lo mette di buonumore. Non so se A. sia riuscita nel suo intento, ma sicuramente siamo riuscite credibili come uno sfacciato esercito della salvezza in modalità iene ridens! 😀

Faccia di scorzo

Lo so, devo farmi forza e impedire a me stessa di accedere alla sala docenti se non per i tempi consentiti – cinque minuti per una firma sul registro delle presenze sarà il massimo concesso! Adesso spiegarvi e spiegarmi come, stamattina, le chiacchiere da treno siano partite da Erri De Luca e si siano impattate contro le amene esternazioni di Matematica, diventa una faccenda complicata. Fatto sta che parlando e ridendo, suggerivo ad Italiano un approccio di tipo eclettico agli altri saperi – che linguaggio professorale, stasera, baby! 😀 –  come è abitudine di noi Sostegno. A quel punto le ciance hanno preso quella piega che l’inventore dell’appretto non avrebbe esitato a definire ” Brutta! ” perché da una parte c’era l’ingenua, che in una confessione strum und drang, ha notificato di essersi assentata spesso e, ritengo, volentieri quando, utilizzata sul sostegno, aveva è vero casi facili, ma non era di suo gradimento intrattenersi con i ragazzi disabili – cosa non si fa per insegnare nella scuola, girato l’angolo di casa!  Matematica anche lei contagiata dal virus della sincerità, ha iniziato sostenendo una incompatibilità genetica con le colleghe di sostegno, dovuta al fatto che nella sua esperienza di ex biologa, votata alla causa dell’insegnamento  – non perché folgorata dalla rivelazione cattedratica come Saulo sulla via di Filippi, bensì, molto più prosaicamente, fare l’insegnante le avrebbe permesso di lavorare solo mezza giornata, così pensava! – le è capitato di avere esperienze con colleghe che a detta sua, o erano incapaci o erano nullafacenti.  Lo sguardo delle altre è stato come assistere alla formazione in presa diretta di una proporzione, sostegno : incapacità = x : nullafacente, dove la x era la sottoscritta! La campanella della quarta ora mi ha impedito il diritto di replica. Ma la vendetta, come è noto, è un piatto che si serve quando è freddo; allora si assisterà alla proporzione, sostegno : faccia di scorzo = x : te ne vai a casa carica di meraviglie! e la x sono sempre io! 😀

Sala docenti

Stamattina – più tardi rispetto al post precedente – solito cicaleccio – direi pure gridazzamento vastaso assai! 😀 – in sala docenti. Al suono della campanella si affaccia il preside: –  Chi ha la terza? tuona a gran voce. Ci siamo guardate, abbiamo sbirciato vicendevolmente i pettorali di ognuna di noi e siamo scoppiate a ridere! 😀 😀 Ce ne sono di terze, ma anche di quarte e quinte!  Ma, sant’uomo, si chiede così impunemente alle persone, alle otto e un quarto di mattino, che taglia di reggiseno portano le docenti?!? Dite che non si riferiva ai reggitette? Boh! 😎