Piccoli occhi di cerbiatti

” Certo ” dicono i bimbi, ” può avvenire che noi moriamo innanzi al nostro tempo… ( Elizabeth Barrett Browning – Il Lamento dei Bambini ) 

Condizione odiosa e presente la morte dei piccoli oggi, e nei giorni passati, nella striscia di  Gaza. Condizione indotta e non voluta, che si perpetua in un oltraggio successivo per mano degli adulti, padri che sbandierano i piccoli corpi in una esibizione oscena e raccapricciante. Chè la pace per quegli occhi di cerbiatti, smarriti e paurosi, arrivata con la deflagrazione di un razzo, la pace per quegli occhi adesso chiusi per sempre, non  serve da monito a cessare una guerra perpetua e insensata, alimentata da un odio viscoso che non porterà mai da nessuna parte. E quegli occhi chiusi di piccoli già adulti, i corpi sballottati nella folla berciante, avvolti in bandiere, bandiere loro stessi, sono un pugno allo stomaco, un’immagine cruda e violenta più della guerra stessa. La voglia, il bisogno di urlare ” Smettetela! ” è forte. Sarebbe un urlo di madre, viscerale e profondo, che parte dal fondo dove la vita ha inizio, dove, in altre madri, ha avuto inizio la vita di quegli occhi dolci, chiusi per sempre.