Mistiche

Santa-Caterina-ritratta-da-Duccio-di-Buoninsegna( Quello che non sai e che quasi per caso apprendi, ti meraviglia non poco. Certo non è praticabile la via della conoscenza globale a meno che non si abbia un approccio alle cose così come faceva Pico della Mirandola, ma come lui nessuno mai, senza considerare le persone autistiche ” savant ” quelle persone geniali che apprendono e memorizzano senza alcuna fatica elenchi interi del telefono e qualsiasi altra cosa scritta – ma non è di questo che volevo raccontare, no proprio no ) Guardavo ” Il tempo e la Storia ” su Rai 3, il bel programma di Massimo Bernardini – che il dio delle piccole cose ti abbia in gloria, Bernardini, per la bella capacità di raccontare cultura e di farla raccontare con garbo e curiosità, grazie! Guardavo dunque, in replica,  la trasmissione di qualche giorno fa, che parlava delle donne nel Medioevo, di quelle che hanno ” praticato ” il misticismo come Caterina da Siena e Chiara d’Assisi e più tardi Teresa d’Avila e più recentemente Marta Robin;  mi sono resa conto di quanto poca considerazione abbiamo della forza dirompente del carattere delle donne, di quelle donne, mistiche per scelta di vita, per convinzione ” fisica “. Perché, e questo davvero non lo sapevo, erano donne che avevano rinunciato alle cose terrene attraverso il digiuno ad oltranza, anoressiche.  Quasi sempre parliamo della capacità degli uomini di elevarsi con la mente al di sopra delle cose, si racconta di misticismo al maschile e mai la femminile. Ma la forza dirompente e l’intelligenza fuori dell’ordinario rendono queste donne dei modelli anche per i loro contemporanei maschi, per quanto, per farsi valere socialmente, hanno dovuto imprigionarsi in un ruolo che le estraniava dalla vita di ogni giorno, il ruolo che, invece, le altre donne subivano, vilipese e inconsiderate quasi sempre. Come sempre la trasmissione è stata interessante per la divulgazione e ha offerto spunti per l’approfondimento, lettura e luogo. La lettura è ” La santa anoressia. Digiuno e misticismo dal Medioevo a oggi ” di Rudolph Bell, edito da Laterza. Il luogo Assisi, manco a dirlo.

Ne uccide più la lingua che la spada

Non c’erano le tette e non c’erano i culi – e forse proprio per quello – ma siamo stati in sette milioni inchiodati davanti a settemilioni di tivù per tre ore a guardare e soprattutto a sentire, a dimostrazione del fatto che non abbiamo perso completamente l’uso della ragione, che non siamo stati ancora totalmente narcotizzati dal nulla! Ho avuto l’impressione di essere ad una recita parrocchiale, in alcuni momenti. Succede quando stai guardando due bravi ragazzi, che credono in quel che dicono e te lo dicono in maniera semplice perchè tu capisca, perchè capiscano in sette milioni. Non credo che ci fosse un assembramento di comunisti ieri sera a guardare ” Vieni via con me ” – sette milioni, oddio che esagerazione sarebbe stata! – ma c’eravamo in sette milioni a sentire e a riflettere. E anche se non ci dovesse più essere una replica, una trasmissione è bastata per le altre, sicuramente. Che le parole sono un’arma potente e tagliente, Benigni lo sa come Saviano, Fazio e tutti gli altri, chè ne uccide più la lingua che la spada. Una cosa mi ha particolarmente commossa: il ricordo senza retorica e senza ipocrisia di Giovanni Falcone, ucciso dalle parole anche lui, parole pesanti e cattive – oltre che dalla mafia.