Vedi cara

felice casoratiTi osservavo da lontano mentre parlavi con la tua giovane amica. Il tuo dire, articolato nei gesti e da sorrisi rapidi che ti illuminano il volto, mi sono sembrati quelli di una persona animata dalle migliori intenzioni in un inizio di mattina di metà autunno. É stato quando sei passata vicina, sfiorandomi, che ho notato la supponenza della tua bellezza nel gesto sfrontato dell’allontanare un ciuffo di capelli che ti era caduto sugli occhi, cercando, con quel gesto, un consenso al momento non disponibile. In quello mi è sembrato di trovare la chiave delle tue scelte future. Ho pensato a come saresti stata da “ grande “ ho pensato per un momento a come potresti sopravvivere ad un futuro ordinario, fatto di quelle cose che tutti facciamo. Ci si adatta alla mancanza di attenzioni, alla mancanza di bellezza, alla mancanza di gioventù? Ho captato le tue parole, erano un vaniloquio che comprendeva un lui abbagliato, probabilmente, dall’avvenenza d’oggi. Vedi, cara, quando la bellezza sfiorisce con la supponenza, ci si supporta e si sopporta con la testa e soprattutto con quello che la testa contiene. Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire, se non hai capito già. 

Sebben che siamo donne

Ieri, a scuola, avevo un’ora libera e ne ho approfittato per fare la spesa – rendetevi conto che non sono rose e fiori, ora libera niente sfarfallamenti in sala docenti, bensì una più terrena e concreta spesa altrimenti nisba per pranzo e tutti a dieta! 😀 Sono passata davanti ad un giardino deposito della società municipalizzata per i trasporti e l’elettricità, dove vive una colonia di gatti soriani tutti di colore rossiccio. In quattro, stazionavano sotto un’auto parcheggiata lì di fianco, sicché ho pensato di andare a comprare del cibo per sfamarli – avevano l’aria di quelli che non fanno pasti completi tutti i giorni. Ho trovato, dopo poco, un negozio di ” generi alimentari ” così come si diceva una volta. In realtà il negozio aveva davvero l’aspetto dimesso dei negozi d’altri tempi, affollato di scaffali ” alla buona ” e gli stessi non sempre pienissimi di merce, così come siamo abituati a vedere negli ipermercati dove ogni spazio è stracolmo di tutto quello che magari non avremmo mai osato chiedere. Però, nel poco spazio che rimaneva per girare, c’era parecchia gente che guardava i prezzi, parecchio più ” alla mano ” dei soliti prezzi da iper – e comprava. C’erano anche diversi extracomunitari che avevo tutta l’aria di essere degli habitué. Ho fermato una ragazza che era lì per aiutare i clienti e le ho chiesto dove poter trovare il cibo per i rossicci. Mi ha risposto: Alla cassa, poi ha continuato raccontandomi dei suoi gatti, anche quelli una colonia di tutto rispetto. Alla cassa un’altra ragazza mi ha gentilmente rifornita di quello che cercavo e così mi sono resa conto che il negozio era gestito con tanti sorrisi e moltissima volontà da quattro giovanissime donne, solo loro e nessun uomo ai posti di comando. Dire che mi ha fatto un enorme piacere è dir poco. La capacità e l’intelligenza di essere imprenditrici di se stesse è qualcosa che non si vede tutti i giorni, specie nel Sud. I mestieri più gettonati per delle ragazze che non hanno in mente di essere delle laureate disoccupate, sono di solito la parrucchiera e la commessa – quando si trova da lavorare, naturalmente. Le ragazze del negozio hanno fatto un passo in avanti, c’è solo da augurarsi che durino, che non abbiano in seguito dei cattivi consiglieri, padri o mariti, a rivendicare un diritto di ” proprietà ” che esiste solo nella consuetudine, nella cattiva abitudine – ah sì, dimenticavo i pelosi: hanno gradito tantissimo, mi sono resa conto però, troppo tardi per tornare indietro a comprare i rinforzi, che erano almeno quindici miciotti uno più bello dell’altro! 😀

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