Racconti diVini

locorotondo panoramaQualche settimana fa, su invito di amici di vecchia data, ho trascorso una serata piacevolissima, a Martina Franca in valle d’Itria, cenando con un gruppo di persone che mi erano sconosciute, fino a quel momento. Come sempre succede intorno ad un tavolo dove siedono più persone e dunque l’interloquire a più voci si disperde e si frammenta in discorsi fatti con il dirimpettaio  o con colui – o colei – che ti siede al fianco, ho chiacchierato con un giovane uomo, molto distinto, molto riccioluto, che avevo di fronte. Dopo uno scambio di informazioni di base il giovane uomo mi ha rivelato di essere un editore. Chissà come ci si immagina un editore! Per quanto mi riguarda, fino a quella sera, il mio immaginario aveva sempre considerato editore personaggi tipo Arnoldo Mondadori oppure Angelo Rizzoli senior, oppure lo stesso Giuseppe Laterza, un po’ panciuti, stempiati, dall’età mediamente attestata intorno agli anta. Chi avevo dirimpetto era invece un ventino – per dirla alla Camilleri – secco secco – per ridirla alla Camilleri – riccio, occhialuto, molto serio e molto attento a quanto gli veniva detto dalla signora bionda che aveva di fronte. Alla notizia che la signora si dilettava da anni come blogger, il giovane uomo ha prestato maggiore attenzione e ha chiesto il nome del blog. É venuto fuori, anche, che la signora è una appassionata lettrice e dunque il giovane uomo ha detto a sua volta di aver scritto un libro Il mio punto di vista e che gli avrebbe fatto piacere farne omaggio alla lettrice accanita. Il libro del giovane editore è arrivato dopo qualche giorno a destinazione, con una bella dedica che ha deliziato la signora – Paolo Giacovelli, non temere, leggerò il tuo libro appena avrò terminato quello che ho sotto mano in questo momento! Non più tardi di qualche altro giorno, è arrivata comunicazione di un concorso letterario indetto dal giovane Paolo che ha come tema il vino. Per coloro che amano scrivere e amano bere, questa è l’occasione propizia per presentare il proprio lavoro letterario entro il 30 ottobre 2015 a Locorotondo presso l’editore Giacovelli. Il bando completo è scaricabile qui. E che vinca il migliore scrittore, estimatore di vini pugliesi!

Le donne della mia vita

harem-suare_144580A. dolce e affettuosa amica, mi ha regalato per Natale Rosso Istanbul  di Ferzan Ozpetek, un romanzo che ha il sapore dell’autobiografia senza esserlo. Il libro, in terza pagina, riporta un aforisma tratto da Harem Suarè, il secondo film del regista. Dice:

Non dimenticate mai che la cosa più importante non è come vivete la vostra vita. La cosa che conta è come la racconterete a voi stessi, e soprattutto agli altri. Soltanto in questo modo, infatti, è possibile dare un senso agli sbagli, ai dolori, alla morte.

Se penso al racconto di una vita, una qualsiasi, mi vengono in mente solo donne: mia madre, le sue sorelle, la nonna materna, alcune zie. Avevano il dono del racconto – quelle ancora in vita continuano a raccontare – e sapevano affascinare con parole semplici. Il racconto degli sbagli, dei dolori e della morte diventava, nel loro dire, una favola a volte amara, sempre piena di compassione verso chi aveva sbagliato, una tolleranza affettuosa che aveva radici nel quotidiano superare gli ostacoli, nella caparbia volontà di farcela, nonostante tutto. Ogni banale evento famigliare assumeva il tono e il colore di una saga d’altri tempi, dove i nomi e le appartenenze a questa o a quella famiglia rimanevano impressi nella mia memoria di bambina per l’uso di denominare con soprannomi curiosi, dall’origine sconosciuta, uomini burberi, altre donne invise, accostando al loro aspetto nomignoli buffi che facevano pensare ad un aperto dileggio, ma che in fondo servivano solo all’utilità del raccontare. Raccontavano per il gusto di farlo, senza essere consapevoli per le emozioni che riuscivano a suscitare con il loro dire, per le immagini che riuscivano ad evocare nella mente di chi sentiva. Da loro ho imparato l’arte dell’ascoltare e soprattutto il gusto del raccontare. Per quanto ordinarie tutte le vite andrebbero raccontate; mi piacerebbe un giorno scrivere di loro, perché non si perdano le loro tracce e la loro storia.

La cuoca Natalina

raccontigastronomici-einaudi1I giorni appena trascorsi sono stati dediti alle opere di misericordia – dar da mangiare agli affamati! 😀 Tra un calzone foderato di sponsali, uva passa e alici, rape stufate, baccalà fritto, crespelle ricotta e spinaci, pollo ripieno, cartellate e via enumerando, la cuoca Natalina – me medesima! – ha avuto modo di leggiucchiare l’altro regalo ” letterario ” ricevuto: Racconti gastronomici, a cura di Laura Grandi e Stefano Tettamanti. Ci sono persone che riescono, al di là della retorica culinaria, a scrivere di cibo e di ricette senza che lo scritto venga ridotto ad un esempio, sia pur luminoso, di testo regolativo. Se mangiare è necessario, tanto vale farlo con ironia e una buona dose di cultura a supporto, per avere l’impressione che il mettersi a tavola fa parte di quel sale della vita di cui vi dicevo qualche giorno fa. E’ davvero un bel libro, quello che mister Woolf, buon conoscitore degli interessi della cuoca – a furia di averla tra i piedi! – mi ha regalato. Dalla prefazione:

L’allegria a tavola è indispensabile alla buona digestione. Il buffone di corte sedeva alla mensa del re proprio per questo.Una saggia istituzione. L’inverso dell’odierno pranzo di lavoro, una istituzione evidentemente non saggia, a meno di non considerare buffoni i nostri commensali. 

A seguire trentanove brani di scrittori che attraverso il racconto del cibo hanno fatto anche loro un’opera di misericordia, dar da mangiare alla mente dei lettori 😀

La realtà irreale

L’amico Marco D. in un bel racconto che non so se definire dell’orrore o degli errori fatti, generalmente, dagli italiani nel valutare come positivo il ventennio politico appena trascorso, ha affidato ad un lungimirante viaggiatore spaziale la voce della coscienza critica che risulta difettosa in quelli testé citati. Vi riporto per intero la ” Storia dell’uomo che vide il futuro “:

Il Viaggiatore nel Tempo (sarà opportuno chiamarlo così) era intento a illustrarci un argomento molto oscuro. Gli occhi grigi brillavano vivaci; il volto, generalmente pallido, era acceso e animato.

L’ascoltavamo attoniti da circa un ora. All’inizio, avevamo pensato al solito squilibrato.  Ma via, via, che il racconto proseguiva, che il viaggiatore estraeva dalla sacca i  “souvenir” prova delle sue mirabolanti peregrinazioni,  l’incredulità era divenuta stupore incantato.

Avevamo davvero di fronte il primo essere umano che avesse mai viaggiato nel tempo e che ci stava descrivendo quell’avventura incredibile.

 … Scelsi il 1994, perché si trovava a una distanza esatta di cento anni dal nostro presente. Mi sembrava un futuro sufficientemente lontano per pensare che, nel frattempo, la nostra razza avesse intrapreso, con l’aiuto della scienza e della tecnologia , un evoluzione radicale verso la civiltà.

Immaginavo di trovare un mondo nuovo, in pace e serenità, ormai scevro da quelle spinte brutali e violente che ci assediano oggi.

Ma perché scelse come meta l’Italia? Chiese incuriosito uno di noi.

Beh, immaginavo che la patria che ha dato i Natali a geni come Leonardo, Michelangelo, Dante, Vivaldi… E che ancor prima con la civiltà Romana ha segnato una via di progresso per l’intera umanità… Ebbene, insomma, ritenevo che quella potesse essere la culla del nuovo mondo.

…E invece, signori miei, mi trovai di fronte all’opposto:  il paese si era affidato a B, un individuo dal sorriso accattivante e dalla ricchezza immane, proprietario di giornali e altri mezzi di informazione cui l’uomo in futuro affiderà nei prossimi decenni qualsiasi certezza.

B promise agli italiani di tutto e di più: più lavoro, più benessere, più diritti, più sogni… Ma ben presto divenne chiaro che le promesse sarebbero rimaste tali, mentre l’unica cosa che aumentava davvero erano le ricchezze di B.

E quando gli italiani capirono l’errore? Lo incalzò il mio collega.

Il viaggiatore scosse la testa.

E’ proprio questa la cosa più incredibile dei miei viaggi. Più mi spostavo avanti nel futuro e più ritrovavo B al potere. …Nel 2001… E ancora nel 2005… E ancora nel 2008… Quattro volte al governo… In tutto quasi vent’anni di dominio incontrastato e in mezzo scandali inenarrabili: corruzione di pubblici ufficiali, sordidi incontri con prostitute e minorenni, rapporti mai chiariti con il malaffare…

Un brusio di incredulità da parte nostra accoglieva ogni nuovo particolare del racconto del viaggiatore, il quale imperterrito accompagnava la narrazione, mettendo sul tavolo testimonianze della sua incredibile avventura (giornali, libri, fotografie,etc.).

E non è finita qui…

Dio mio, cosa ci può essere ancora di peggio?! Singhiozzò accasciato, con la testa tra le braccia, il mio amico e collega Henry Martini, le cui evidenti origini italiane possono suggerirvi con quale strazio avesse seguito il racconto del viaggiatore.

Il viaggiatore prese fiato e ci guardò dritto negli occhi:

Ebbene, dovete sapere che nel Dicembre 2012, a 76 anni, B si candidò di nuovo…

A quel punto un grido del povero Martini interruppe il racconto del viaggiatore, facendoci balzare noi stessi sulle sedie. A 76 anni? Dopo aver portato il paese allo sfacelo?! Dopo i processi? Dopo le mignotte?

Il viaggiatore allargò le braccia con un gesto eloquente:

Lo so, lo so, signori. Vi sembra incredibile e, di sicuro, l’avrei trovato incredibile anch’io, se non l’avessi visto con i miei occhi…

Ma allora egli fu eletto una quinta volta? Il viaggiatore sorrise.

I find it kind of sad

The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very very
Mad world
Mad world

Natale libresco

Regalare ebook, da parte degli editori, evidentemente è contagioso! Dopo la sortita di Marsilio anche Garzanti si aggiunge alla partita. Su ” Il Libraio ” si regalano racconti di Natale. Già pronti da acquisire gratuitamente ” Il rumore di Natale ” di Andrea Vitali e ” Natale con ” magna ” Nita ” di Bruno Gambarotta, altri tre seguono. E’ richiesta la registrazione. Buona lettura! 😀

Aggiornamento: anche Rizzoli regala ebook! – e cos’è, un’epidemia? 😀 In questo caso si tratta di ” Steve Jobs, Stay hungry, Stay foolish “