Dignità

Carlo-Lizzani01E’ dignitoso il suicidio di una persona di novantuno anni, Carlo Lizzani, che per morire ha usato violenza verso se stesso lanciandosi da un balcone al terzo piano? Ci stavo pensando su, dopo l’impressione iniziale. Il suicidio non è mai una scelta d’istinto, le circostanze ti fanno desiderare di non esserci più, l’insofferenza e il dolore, il male di vivere anche – penso allo stesso male di Monicelli o di Primo Levi. E’ strano che un anziano provi il desiderio di farlo. Vedo intorno a me tanti che aspettano di morire con una sorta di rassegnazione stoica, ma nonostante tutto con un attaccamento morboso ad una vita che è ridotta all’essenziale, fatta com’è di minime ripetizioni quotidiane, di interessi che mirano al mantenimento dell’avere più che dell’essere. Quando un anziano decide di morire non ritenendo dignitoso vivere ” inutilmente “, magari da malato o inabile, allora bisognerebbe dargli la possibilità di non essere con la stessa dignità con cui ha preso quella decisione. Un paese che condanna il suicidio, di fatto, e non ti permette di morire dignitosamente, non è un paese civile. Ma dell’incivismo ne abbiamo fatto una bandiera.