Mestruazioni

350px-William_Holman_Hunt_-_The_ScapegoatE’ vero, la natura ci ha rese, di fatto, mestruo munite dai dodici ai cinquant’anni; è una condizione che sappiamo gestire con mestiere, con qualche scompenso e sindromi pre e post, ma senza grandi clamori. Ma c’è chi veramente detiene il primato di M.M.P. – Mestruati Mentali Perenni – sono l’altra metà della terra, gli uomini. Le mestruazioni di testa sono ingiustificabili, perché non hanno riscontri naturali a discolparle, con l’aggravante che non sono riconosciute degli interessati, tutt’altro.  E vista la cieca ignoranza ad accettare l’evidenza e ad adeguare i propri atti, spiegatemi per quale ragione devo essere io il capro espiatorio, ed essere investita da un’irragionevole scoppio d’ira, che non ammette repliche ed è sordo ad ogni possibile spiegazione; perché devo assistere ad un simile show da parte del nuovo boss, apparentemente aperto a rapporti schietti – quel ” ciao carissima ” che mi dispensa ogni volta che mi vede da oggi in poi lo dedicasse a sua sorella, se mai dovesse averne – tutto per essermi comportata realmente con schiettezza e lealtà e correttezza. Ma evidentemente a questi rampanti dirigenti scolastici non va a genio il fatto che tutti abbiano a cuore il proprio lavoro e, soprattutto, abbiano rispetto per il posto di lavoro degli altri. La tutela di nove ore, che se concedi un nulla osta vengono meno nel conteggio delle diciotto che spettano ad una collega, a lui non interessano, a lui interessa fare l’isterico. La mia cautela iniziale ha trovato ragione nell’acclarata constatazione che di mestruati, be’ ce ne sono davvero tanti! E siamo solo a fine settembre. Quando finisce la scuola?

Disperato monotono stomp

Monti Mario ha la faccia da blues – anche da qualcos’altro, ma non si dice qui! Monti Mario dice cose da blues: parla di sacrifici – nostri, mica suoi – annuncia periodi bui – nostri, mica suoi! Ma ieri gli è venuta fuori una canzone easy pop: monotonia, il refrain. La monotonia che potrebbero provare i giovani disoccupati italiani nel fare sempre lo stesso lavoro, ben retribuito, per tanti anni, magari fino alla pensione. Bisognerà dirgli di avere la decenza almeno di tacere. Immagino i tanti, tantissimi, che vorrebbero provare un po’ di monotonia, un po’ di normalità…

Penso a delusioni, a grandi imprese, a una Tailandese, 
ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale.

da ” In pasto al Silvio “

Infine la scuola pubblica morì per implosione!

Potrebbe essere l’amara conclusione di una pessima fiaba. Prendete l’ultimo accenno di provvedimento da varare per la scuola, il depotenziamento del titolo di studio. Quale valore didattico puoi suggerire ad un tuo studente quando gli dici: Studia e fallo nel migliore dei modi? Quale la motivaziuone al suo studio? Per incrementare una sua particolare attitudine? Perchè così ha modo di formarsi culturalmente? Perchè studiando otterebbe valutazioni positive che gli permetterebbero di essere ai primi posti di una graduatoria di valutazione per accedere ad un X posto di lavoro? Niente di tutto questo, se passa il depotenziamento. Qualsiasi studente, anche il più pronto e motivato, potrebbe obiettare che la formazione culturale può guadagnarsela in mille modi, anche e soprattutto fuori dalla scuola – dove spesso si studiano, duole dirlo, cose che non hanno senso – che le valutazioni, a cosa mai potrebbero servirgli?, visto che il ” pezzo di carta ” sarebbe a tutti gli effetti davvero un semplice pezzo di carta! Ma se studi alla Luiss e alla Bocconi… e come al solito qui casca l’asino della scuola pubblica. Confindustria, non estranea a suggerire il provvedimento al governo ” amico “, desidera profondamente che nella pubblica amministrazione passino persone formate ad essere ” comandate “, persone dotate di una forte attitudine, non alla cultura, ma all’obbedienza cieca. Insomma un universo orwelliano prossimo venturo. Mala tempora currunt!

AH, AH, AH!