I vinti

van gogh mangiatori di patateSe Giovanni Verga fosse vissuto in questo scombinatissimo e travagliato mondo d’oggi, avrebbe trovato nel zu Michele Misseri la fonte d’ispirazione per tratteggiare, nelle pagine scritte, la figura di un vinto, di uno che ha perso la sua battaglia esistenziale sul nascere. Facevo questa considerazione mentre il tiggì regionale di oggi passava le immagini – raccapriccianti, molto più di quelle che siamo stati abituati a vedere per mesi  nei vari ” Porta a Porta ” – di ” turisti ” in visita alla villetta degli orrori di Avetrana. Gente che allegramente passava davanti ad una casa praticamente blindata, con paraventi alle inferriate per non permettere lo spionaggio morboso e cattivo; persone munite di macchine fotografiche e di una sordida e schifosa curiosità verso un luogo simbolo di un delitto consumato in ambito famigliare, tra le mura di quella casa che avrebbe dovuto essere un luogo protetto per una bimba piena di vita e di curiosità. Luogo doppiamente simbolo di quel giornalismo esasperato e guardone – come i turisti di oggi – che ha portato sugli schermi – come oggi, ancora – e sulla carta stampata la vita della bimba declinata in tutte le possibili varianti e quella di coloro che si sono resi responsabili  della sua morte, fino a rendere ” famigliari ” quei volti, odiosamente quotidiani. E lo zu Michele forte della sua ignoranza atavica, si è sottomesso alle circostanze, accettandole. Ha indossato i panni di colui che abbiamo visto confessare e ritrattare e nuovamente parlare a difesa delle donne di quella sua famiglia degli orrori. Parole e fatti decisi da altre. Parole e fatti di uno sconfitto, di uno che passerà il resto della sua vita da vinto, a chiedersi forse il perché, dell’inutilità della sua esistenza; di uno che rifletterà, forse, sul fatto che per quanta pietà possa suscitare, in coloro che guardano,  il suo sopportare fatui servizi estivi per riempire i fotogrammi di un telegiornale regionale – anche con il suo atteggiamento di sopportazione estrema – mai riuscirà a muovere negli altri la carità della dimenticanza, dell’oblio. Zu Michele è stato assurto nell’Olimpo dell’horror vacui collettivo, dove ogni spazio è riempito dal racconto morboso della vita dei vinti.

La panna montata ( dal blog di Acidella )

montate di testaDa Flavia Acidella ho trovato questa riflessione che, com’è nello stile della mia nipotina virtuale, ha a che fare con un quotidiano personale facilmente identificabile con quello di tutti. Hai proprio ragione Flavie’, la panna montata sta decisamente meglio sulla cioccolata calda!

Mi chiedevo come mai non fosse ancora uscita la gaffe della Finocchiaro, quella sulle bidelle. Venerdì sera ho avuto modo di ascoltarla a Brindisi, per l’apertura della campagna elettorale, però non m’ha convinta più di tanto. Forse perché a me stanno più simpatiche le persone umili e semplici, che quelle che hanno un alone arrogante. Tornata a casa mi son messa a fare qualche ricerca ed è saltato fuori un articolo fresco fresco di giornata: “Mica parliamo di bidelle”: la gaffe della Finocchiaro. Nessuno ne ha parlato fino a ieri, tanto che io mi ero convinta d’aver letto male. Sì, il solito caso di un giornale che scredita un politico. Ma ieri è andata in onda la puntata di Porta a Porta. E si sa quant’è potente Sciura Tv! La Finocchiaro s’è scusata, anche perché la vicinanza di MariaStalla è più irritante dell’ortica che fa venire i puntini rossi al musotto di Penelope, e quindi ovvio che una poi sfarfalla. Quando penso alle bidelle, io ricordo con affetto Concetta e l’uncinetto, i capelli rossi di Bruna. Le chiacchierate nei corridoi quando s’inventavano mal di pancia per saltare le interrogazioni. Pure Anna lo sa, che le bidelle son state un po’ come zie per le figlie. Però, l’alone è diventata una macchietta. Tipo quella d’olio quando mangi l’insalata, e che ti ritrovi sulla giacchetta anche se sei stata attentissima. Dall’Ikea alle bidelle, non sarebbe il caso che dal monte e dai palchi si scendesse per conoscere davvero la situazione dell’Italia? Di questioni che scoppiano in ritardo ne conosciamo tante, ma la panna montata in tempi così amari e freddi, è buona solo sulla cioccolata calda!