National Poetry Month

NPMPoster2015_8.5-11_2Ora, degli americani potete dire qualsiasi cosa. Potete raccontare le loro nefandezze, la loro politica “ diversamente pacifica “, che sono razzisti, ancora, nel profondo dell’animo, guerrafondai allo stremo, qualsiasi cosa, ma sanno come salvarsi l’anima. E a differenza del nostro dove la discussione basilare e fondamentale verte sul tenere Fitto – e tutta la sua paccottiglia votante – all’interno del partito oppure no, oppure sull’ultima incavolatura in ordine di tempo dei sindaci all’indirizzo del “ Fiorentino “ sul Def, oppure su quel parto immondo che vuol passare come la migliore riforma della scuola in assoluto, con queste premesse in Italia non pensiamo ad altro. E quelli, gli Americani, sarà che pure loro hanno altre gatte da pelare, con i tutti i poliziotti impazziti e sparanti all’indirizzo dei neri, trovano comunque il tempo di eleggere aprile a mese dedicato alla poesia e ai poeti. Che letto qui, nella culla della poesia – così almeno ci hanno fatto credere per omnia saecula saeculorum – suona come una presa in giro, un sonoro cachinno all’indirizzo della patria di Dante, Petrarca e Leopardi! Sembra quasi abbiano preso alla lettera i dettami del Dolce Stil Novo, l’incoraggiante sprone del magnifico Lorenzo, pure lui di Firenze ahimè, a dedicarsi alle arti e alle lettere. Incoraggiano ragazzi, docenti e persone comuni a scrivere, leggere, dedicarsi, almeno per il mese corrente, alla poesia. Leggere poesie, parlare di poesia, imparare poesie,  è sicuramente una scorciatoia per salvare la propria anima –  se da qualche parte ne abbiamo ancora, in serbo, una piccola forma, un pezzo sottile protetto dall’arido deserto del quotidiano.

Questo vento agita anche me

Il vento, trastullo dei poeti. Capaci di sortire, in suo onore, ogni specie di romanticheria – il vento che scompiglia i tuoi capelli mi agita l’anima; come le fronde degli alberi scomposte dal vento così i miei pensieri volano per raggiungerti; il vento asciuga le tue lacrime di ieri e ti regala un sorriso; muove il vento l’onda dei ricordi ed è mare in tempesta… basta, non me ne fate scrivere più che mi sta venendo la nausea! 😀 Insomma, il vento. Di maestrale, oggi. Rinforzato. Con un calo della temperatura che da trenta – domenica – è passata a dieci di oggi. ( Durata poco l’estate, visto che è già autunno! 😦 ) Insomma, il vento. Non lo sopporto, mi infastisce e mi agita come nella canzone! Altro che trastullo!