Lector in fabula ( e figurine )

Auguste Toulmouche, Dans la Bibliothèque
Auguste Toulmouche, Dans la Bibliothèque

Faccio collezione di figurine. No, non quelle dei calciatori o dei Pokémon, per quanto con quest’ultime potrei pavoneggiarmi con stuoli di cercatori di incrollabile e infaticabile fede e dall’età variabile. Faccio collezione di figurine virtuali. Il santo web permette raccolte di immagini che in altri tempi sarebbero risultate impossibili, salvo l’accensione di un mutuo ventennale spendibile nell’acquisto delle figurine Panini – e neppure quelle visto che a me dei calciatori non mi sconfinfera un bel niente. Colleziono, secondo il mio interesse e l’ingegno del caso, immagini di persone che leggono – e non solo. Nella scelta delle figurine non sono selettiva, tutto è accettato e accettabile. Si va dal manifesto grafico al preziosissimo quadro, dove la madama di turno è colta nell’atto della lettura oppure presa mentre è momentaneamente ferma, con il libro aperto tra le mani, e osserva il pittore che la ritrae in un gioco di vedi? sono istruita anch’io! In realtà, mettendo insieme alcune informazioni visive, vengono fuori delle riflessioni interessanti. Le signore dell’Ottocento amavano farsi ritrarre con un libro in mano: condizione manifesta del loro grado di istruzione, come dicevo poco prima? Oppure dello status che prevedeva, come corredo sociale, il possesso di una biblioteca casalinga? Sia come sia, una bella affermazione di (apparente) interesse verso la nobilissima arte della lettura – che attiene propriamente alle donne, perché le donne leggono più degli uomini e questo non lo dico io sola, la verità! Le donne dell’Ottocento e del Novecento leggevano senza distrazioni, lettrici dure e pure. Le fotografie più recenti di donne in lettura prevedono un corredo che, francamente, mi fa girare non poco le figurine: per risultare lettrici credibili, attualmente, bisogna avere all’attivo, nei pressi del luogo prescelto per dedicarsi alla nobile arte – il luogo è quasi sempre un bovindo, oppure una poltrona confortevole ammantata di un plaid in cashmere, il letto disfatto che fa pensare ad un prima e ad un dopo – l’immancabile tazza da mug con tisana, of course, maglioni oversize, il gatto acciambellato alla bisogna e il broncio assorto della lettrice incallita. Nel confronto mi sembrano più credibili, e in fabula, le madame d’altri tempi. Sarà la patina preziosa della rappresentazione artistica  a rendere accattivante l’idea delle donne lettrici credibili per sempre?

Bello è possibile?

e-e-cummings-1Elevare il proprio animo attraverso occupazioni che attengono alla creazione di cose ” poco utili ” nel quotidiano * quali la poesia o la prosa o la pittura o qualsiasi altra attività motivata dal coltivare un personalissimo concetto di aspirazione al bello, eleva alla bellezza anche nel fisico? Me lo chiedevo mentre cercavo ” figurine ” per le mie bacheche di ” Pinterest ” – occupazione visiva estiva. Le bacheche sono naturalmente dedicate alla lettura, agli scrittori, all’architettura, a quanto di visivamente inutile esista per la sola gloria degli occhi. Mi sono imbattuta in una foto di Edward Estlin Cummings. Lui è bellissimo, le sue poesie quasi sempre lo sono. Il bello di partenza quale è stato? L’essere nato bello o l’esser diventato tale a seguito del coltivare bellezza?

* Il vostro fruttivendolo considererà, di sicuro, il leggere le poesie un’occupazione infruttuosa e poco utile dal punto di vista pratico. A meno che non si tratti di un pervertito, amante della letteratura, che adorna la frutta di stagione invece che con i cartellini del prezzo, con cartigli inneggianti ” A Silvia ” oppure ad Elena o a qualsivoglia donna ispiratrice di bellezza – ma io non ho ancora trovato simili personaggi, eppure credetemi frequento abitualmente i verdurai! Cummings si è ispirato, contaminandosi di bello, con una signora a caso

Signora, io ti toccherò con la mia mente.

Ti toccherò e toccherò

finché tu non mi
 farai di colpo un sorriso,

timidamente osceno

( signora io ti
 toccherò con la mia mente )

Toccherò
 te, tutto qui,

lievemente

e tutta te stessa sarai

con infinito agio

la poesia che io non so scrivere.