Io sono un istrione

 caimanoA cosa sono servite le nottatacce di Arcore, le chiamate popolari, i falchi e le colombe, la pollastrella napoletana in versione Vanity Fair- me lo sposo, sì me lo sposo! – quintali di cerone a coprire le seppie sotto gli occhi, la nuova Forza Italia, la nuova sede di Forza Italia – tre piani tre, signora mia, e quanto mi costa! – i falchi senza le colombe, le colombe che spiccano il volo, ‘ngelino che fa il diversamente servo, ‘ngelino che firulì firulà quoque tu brute fili mi , pure il duro e puro Cicchitto, pure lui, signora mia! e le minacce e le micce, le pinzellacchere e il putipù, se non a comporre l’ultima scena del suo personale teatro, l’atto definitivo, con la faccia di kulow e la morte nel cuore! 😀 . Ma l’istrionico caimano è sempre lì, sempre più teatrante, purché se ne parli.

Babbuini

babbuini a capetown

Sudafrica, gang di babbuini terrorizza condominio

E’ una scena surreale e inquietante ma è quanto sta succedendo in un quartiere della città di Cape Town. Un branco di babbuini ha preso d’assalto diversi palazzi, rompendo finestre, distruggendo tutto e rubando il cibo. E non lo fanno di nascosto, ma in pieno giorno e con una buona dose di aggressività. Questi primati possono essere molto feroci e pericolosi, specie se in branco. Infatti i residenti sono disarmati e impauriti, tanto da non riuscire ad uscire di casa e rimanere barricati dentro.”Siamo seduti su una bomba ad orologeria” – racconta un residente – “Se le autorità ci autorizzano, siamo pronti a sparare”. La situazione è sotto monitoraggio da parte di tutte le autorità competenti. E c’è chi prende le difese delle scimmie: “E’ da decenni che questa città convive in armonia con i babbuini, dagli anni ’50. Cos’è cambiato? Solo il nostro comportamento. Viviamo nella paura. Bisogna trattarli con rispetto, comprensione e minimizzare quello che sta accadendo” 

MANIFESTAZIONE PDL PER SILVIO BERLUSCONICentro Italia, gang di babbuini terrorizza condomini  

E’ una scena surreale e inquietante ma è quanto è accaduto ieri, in una piazza della città di Roma. Un branco di babbuini ha preso d’assalto lo spazio antistante Palazzo Grazioli, esibendo striscioni, inneggiando ad un evasore fiscale, capo dei babbuini. E non lo hanno fanno di nascosto, ma in pieno giorno e con una buona dose di dabbenaggine. Questi primati possono essere molto stupidi e pericolosi specie se in branco – e specie nel caso di elezioni anticipate. Infatti i residenti erano disarmati e impauriti, tanto da non riuscire ad uscire di casa e rimanere barricati dentro.”Siamo seduti su una bomba ad orologeria” –  ha raccontato un residente – ” Se le autorità ci autorizzano, siamo pronti a votare contro i babbuini “. La situazione dovrebbe essere sotto monitoraggio da parte di tutte le autorità competenti, ma c’è chi sospetta un calo di braghe da parte del capo dello stato . Ci sono anche coloro che prendono le difese delle scimmie esibendo magliette con scritte pittoresche. E’ da un ventennio che questa nazione convive  con i babbuini, dagli anni ’90. Cos’è cambiato? Solo il nostro comportamento. Viviamo ormai come se un evasore fiscale che dichiara la propria innocenza su di un palco, dopo le sentenze a suo sfavore e tre gradi di giudizio nei tribunali, fosse un fenomeno di costume, l’esibizione folk in un pomeriggio di agosto di un branco di babbuini. Bisogna trattarli come meritano, ignorando finalmente la loro esistenza – e peccato per i residenti dei condomini interessati! 

Milano, una marcia eversiva ( da Giubbe rosse di Pietro Spataro )

Riporto integralmente l’articolo di Pietro Spataro, dall’Unità di oggi. Non mi sembra ci sia granché da aggiungere.

marcetta-640x254Quando un partito si mette in marcia per difendere gli interessi privati del suo leader è un cattivo giorno per la democrazia. Certo, non è la prima volta che ciò accade in Italia: la storia della seconda Repubblica è marchiata dal conflitto tra le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi e le istituzioni democratiche. Ma le immagini di Milano segnano un pericoloso salto di qualità: il segretario del Pdl Alfano che guida i suoi parlamentari contro il Palazzo di Giustizia evoca scenari inquietanti ed è, anche simbolicamente, un evento dirompente.
La minaccia inaudita di disertare il Parlamento in una sorta di Aventino anti-giudici rischia di condizionare pesantemente persino l’avvio della nuova legislatura. Ora si cammina su un filo sottile che può spezzarsi da un momento all’altro facendo precipitare l’Italia in una crisi senza precedenti. Nessun Paese democratico può sopravvivere a lungo in presenza di due consistenti forze anti-sistema – quali sono, pur con tutte le differenze, il partito di Grillo e quello di Berlusconi – che non hanno alcuna vocazione a privilegiare l’interesse nazionale e che puntano a disarticolare le regole democratiche.
Da questo punto di vista il Pdl – un partito, ricordiamolo, che ha avuto in mano il governo della Repubblica per lunghi anni – ha superato ogni livello di guardia. Quello di Milano è stato un colpo di mano inaccettabile, con il quale si è respinta persino la moral suasion istituzionale usata per far sospendere la protesta. È chiaro che la scelta di Alfano è un indizio di quale sarà la linea di condotta del Pdl nelle prossime settimane, sia per il governo che per il dopo. Non è credibile una forza politica che salta dalla proposta di una grande coalizione che guidi il Paese nella fase di emergenza al richiamo della piazza, dal senso di responsabilità all’attacco frontale alla magistratura, dalla disponibilità al dialogo alla guerra santa contro la Costituzione. L’impressione è che, con l’avvicinarsi dei processi e delle sentenze più temute da Berlusconi, un partito prigioniero del suo capo sia tentato dallo scontro finale. Quale possa essere l’esito è difficile da prevedere, ma è certo che a pagarne le conseguenze drammatiche sarebbe il Paese che vive oggi una lacerante crisi politica, economica e democratica. Buttare benzina sul fuoco in questa situazione è da irresponsabili. Definire «nazisti» i medici fiscali e «stalinista» un Tribunale dello Stato è eversivo. Considerare i giudici espressione di un fantomatico «potere comunista» e accusarli di voler ribaltare per via giudiziaria il risultato elettorale è una vergognosa violazione dell’autonomia della magistratura, che è un caposaldo della nostra Costituzione.
D’altra parte le accuse di cui deve rispondere Berlusconi non sono così leggere. A Milano per il caso Ruby, la famosa nipote di Mubarak finita in un «sistema prostitutivo per il divertimento del Cavaliere», come sostengono i pm. Ma soprattutto a Napoli dove si sta indagando su una delle pagine più buie della storia repubblicana: la compravendita di senatori compiuta, secondo l’accusa della Procura e la testimonianza di De Gregorio, con l’obiettivo di far cadere il governo Prodi. Se questo «mercato nero dei parlamentari» fosse confermato, saremmo di fronte a un attentato alla democrazia: con mezzi illeciti si è liquidato un governo democraticamente eletto dagli italiani. Davanti a un’accusa così pesante un partito serio dovrebbe avere un sussulto di dignità: dovrebbe, oltre che difendere la legittima presunzione d’innocenza del leader, chiedere con forza ai giudici di fare chiarezza al più presto, senza lasciare alcuna ombra. Qui invece si caricano i cannoni, si incitano le truppe e si chiama alla battaglia.
Tutto ciò avviene in uno dei momenti più complicati della storia italiana. E questa condizione rende ancora più pericoloso il gioco eversivo del Pdl. Il risultato elettorale ci ha consegnato un quadro politico frammentato. La rabbia e la protesta hanno trovato un canale privilegiato in un movimento che è difficile da decifrare, ma quella domanda di cambiamento non può essere archiviata. Il rebus del governo è ancora lontano dalla soluzione e la strada di Bersani resta stretta. Tuttavia non si può cedere al ricatto del tanto peggio tanto meglio.
Inutile ricordare che, in altri momenti difficili, il senso di responsabilità prevalse sugli interessi di parte. Allora però non c’era Berlusconi né un partito personale legato a doppio filo al destino extra politico del suo leader. La destra purtroppo resta ancora in ostaggio dei propri fantasmi. Questo, in fondo, è il drammatico problema dell’Italia. Quel corteo nei corridoi del Palazzo di Giustizia di Milano dimostra ancora una volta, in modo inequivocabile, che nessuna ipotesi di accordo con una forza che punta sul sovversivismo è possibile. Bisogna invece percorrere altre strade, più limpide, per dare presto al Paese un esecutivo in grado di impedire questo insostenibile cupio dissolvi.

Cinquanta sfumature di grigio

Tante e tali – e forse anche più – di un grigio fondo, sono le sfumature della politica porno soft che propone Matteo Renzi, illuminato (?) signore di Firenze. Che i pentiti Pdl votino per me! dice. Ma quei bei schieramenti di una volta, Guelfi da una parte e Ghibellini dall’altra no, eh? 😀 

immagine dal blog ” L’atride “

Verso sera

Ieri mi ha raggiunta un messaggio telefonico di Fab che diceva, pressappoco: Avete un sindaco del PDL? E’ stato con grande rammarico che le ho risposto di sì. Perchè, per quanto non ci credesse, a momenti, neppure il candidato di sinistra rimasto in competizione, ho sperato, abbiamo sperato che una persona credibile prendesse le redini di questo governo cittadino disastrato e bistrattato da otto anni di amministrazione di destra. Non vi sto ad elencare la lunga serie di buchi nei bilanci, di una città allo sfascio delle cose pubbliche – strade, scuole – mentre venivano incrementate opere che hanno dato lustro alle casse di qualche amico degli amici della parrocchietta. Non vi dico, dunque, nulla di nuovo. I cittadini tutti indignati, tutti schifati e al chiuso dei ” gabinetti ” elettorali hanno riconfermato, scegliendo il pupillo del sindaco uscente. Altri quattro anni di ” splendido ” sperpero – e mi sto trattenendo! Naturalmente ai ragazzini al primo voto è stato offerto l’ingresso gratuito in una discoteca locale. E fosse solo questo. Ieri sera tutti i sindaci eletti, nella maggior parte dei comuni italiani, hanno evitato i festeggiamenti per rispetto verso il lutto per Melissa. Qui s’è tenuto un comizio – è vero, il primo minuto di silenzio c’è stato, ma poi… – cortei, scene di tifo da stadio – chi non salta comunista è! – fuochi d’artificio! Se tanto mi dà tanto, provate ad immaginare i quattro anni che si seguiranno a questo ” glorioso ” giorno. Il primo che si lamenta dell’amministrazione prossima ventura in mia presenza, be’ non prometto nulla – non sono un politico in carriera – ma un ceffone lo garantisco a tutti!

Bipolare

Non è un post sulla neve e il ghiaccio sicuramente bi/polare che ha colpito le regioni del nord! Riflettevo su un messaggio telefonico arrivato poco fa: PD e PDL cercano accordi sulla legge elettorale a favore di elettori che scelgono gli eletti – e fin qui… – e con un assetto dei due schieramenti tendenzialmente bipolare. E’ quel ” tendenzialmente bipolare ” che mi lascia perplessa! 🙂