Piccoli occhi di cerbiatti

” Certo ” dicono i bimbi, ” può avvenire che noi moriamo innanzi al nostro tempo… ( Elizabeth Barrett Browning – Il Lamento dei Bambini ) 

Condizione odiosa e presente la morte dei piccoli oggi, e nei giorni passati, nella striscia di  Gaza. Condizione indotta e non voluta, che si perpetua in un oltraggio successivo per mano degli adulti, padri che sbandierano i piccoli corpi in una esibizione oscena e raccapricciante. Chè la pace per quegli occhi di cerbiatti, smarriti e paurosi, arrivata con la deflagrazione di un razzo, la pace per quegli occhi adesso chiusi per sempre, non  serve da monito a cessare una guerra perpetua e insensata, alimentata da un odio viscoso che non porterà mai da nessuna parte. E quegli occhi chiusi di piccoli già adulti, i corpi sballottati nella folla berciante, avvolti in bandiere, bandiere loro stessi, sono un pugno allo stomaco, un’immagine cruda e violenta più della guerra stessa. La voglia, il bisogno di urlare ” Smettetela! ” è forte. Sarebbe un urlo di madre, viscerale e profondo, che parte dal fondo dove la vita ha inizio, dove, in altre madri, ha avuto inizio la vita di quegli occhi dolci, chiusi per sempre. 

Big Bang

Ogni giorno percepiamo la drammaticità di una vita che fatichiamo a vivere. Poco più in là avevo scritto delle paure per il futuro dei miei figli. Poi leggo qualcosa che mi addolcisce e vedo speranza: vi rimando al post di Marco ” Sono storie “, Big Bang:

Il mio caos un nome ce l’ha e se lo porta in giro per l’universo da appena sei mesi, con un sorriso sdentato che non vi saprei descrivere ma che – ormai ne sono convinto – ha a che fare con la Teoria delle stringhe, con lo spazio a 11 dimensioni, con i multiversi e i viaggi nel tempo.