La sindrome dei maestrini con la penna rossa

 penna rossaQuando i senatori del Movimento Cinque Stelle si riuniscono – e sono sempre riunioni che vanno in streaming, bontà loro – riescono a creare sempre un’atmosfera ” scolastica “. Il gruppo si compatta e si apre il dibattito, tutti diligenti e pieni di attenzione verso quello che viene detto – sospetto che sia la diretta streaming a creare questa situazione da ” Grande fratello “. V’è capitato di vedere l’ultima riunione col senatore Orellana che tentava di veicolare il superamento del tabù alleanza, paragonato all’orrido Scilipoti per aver osato anche solo pensare con la sua testa? Be’ quella. Ad un certo punto, con mio sommo divertimento, è comparso in aula un cartellone scritto in rosso col pennarello. Mi sono venuti in mente gli elaborati prodotti dai ragazzi, nel corso dell’anno, su suggerimento dei prof e ” raccontati ” agli altri. Devo confessare, però, a loro colpa, che i ragazzi non usano la stessa attenzione ed interesse dei senatori 5 stelle. Mancanza dello streaming? Fatto sta che non ho molta simpatia per i cartelloni, in genere. Sono la tristissima testimonianza, appesi nelle aule o presentati in altre aule, di qualcosa che non esprime spontaneità o reale interesse, esempi di prodotti indotti da un sistema, il risultato di una sindrome da maestrini con la penna rossa a portata di mano. E i cartelloni? Be’ quelli solitamente finiscono negli scantinati della scuola rosi dai topi e dalla dimenticanza.

Continuiamo così, facciamoci del male

BIGfrankensteinNon sono convinta che serva a qualcosa recriminare e fare dietrologia e post ideologia, non serve quando i risultati elettorali sono quelli che conosciamo bene tutti. Devo dire che me l’aspettavo? Quasi certamente sì. Sì a livello di casa mia, in questa regione che ha fatto per una volta, anni fa, il ” miracolo ” di votare uno di sinistra e pure ” ricchione ” – come “amabilmente ” si dice qui – figuriamoci a ripeterlo, il miracolo! – i santi non ci sono riusciti con un papa, figuriamoci con la politica! In questa mia Puglia i giovani sono peggio dei padri, il voto se lo giocano per una entrata gratuita in discoteca, per 50 euro ben spesi, da parte di quelli che vogliono essere eletti. Non è una novità e neppure una rarità, è solo un maledetto dato di fatto, denunciato anche da Emiliano, il sindaco di Bari, su FB. E allora, con questi risultati, in Puglia rischiamo che Berlusconi compri casa qui e vi si stabilisca per sempre, che Fitto possa continuare a fare il boss di Maglie, che città come Andria, di lunga tradizione contadina, sostenitrice da sempre degli ideali del grande Di Vittorio, si trasformi definitivamente e diventi una roccaforte pidiellina, grazie ai voti dei mutandari e di quelli che smistano lavoro a nero, nelle mille succursali casalinghe del lavoro a cottimo. Mi vengono i brividi a pensare, a livello nazionale, quello che sarà lo scenario apocalittico dei prossimi giorni. Napolitano che chiama al colle Fantomas, il capo branco dei 5stelle – visto che ancora nessuno conosce la sua identità – e gli affida il mandato di formare il governo – il governo, come, il governo? noi non crediamo a nessun governo, noi non crediamo nella politica dei politici, noi non crediamo al presidente della Repubblica, noi non crediamo alle istituzioni, noi non crediamo di essere riusciti ad essere eletti… etc etc etc verso l’infinito e oltre. Oppure a qualcuno viene in mente di formare un ibrido, di mettere a segno uno strano esperimento alla Frankestein, con il corpo di un morto resuscitato e il cervello di un genio mancato, con il risultato che, chi ha letto il libro di Mary Shelley conosce, il demone si ribella al suo creatore e lo distrugge. Oppure, credete ci siano alternative? E quali? Mi piacerebbe saperlo. P.S. Maroni è stato eletto governatore della Lombardia; ho detto che i miracoli non si ripetono!