La congiura delle nude caviglie!

Sono freddolosa. Se potessi in inverno indosserei il burqua per coprire anche quella parte di me che rimane, purtroppo, scoperta – il viso! Mal comprendo la ragione che vede l’imposizione coatta della caviglia nuda bruca anche con le temperature polari di questi giorni. Passi per il ragazzino che indossa scarpe sportive e pantaloni da palestra, passi per la signorina con outfit modaiolo, ma che l’avvocato con Church ai piedi da 500 euro e passa vada a faticare (!) con Il piede nudo e il pantalone che scopre la caviglia vicina di casa di un sottobosco peloso è, francamente, inguardabile. Che poi viene da chiedersi, dentro le Church, niente? Inorridisco al pensiero! Poveri venditori di calze e collant, andranno in fallimento se continua la congiura!

Stili adolescenziali

Nel gruppo di adolescenti che incontro per strada tutto è omogeneo, dai capelli tagliati trasversalmente con lo stesso stile, per ragazzi e ragazze, ai jeans stracciati con leggere varianti – ma tutti concorrenti di un quadro di Burri. Omogeneo anche il total black, tanto da sembrare un dolente gruppo da funerale. Anche il trucco dell’unica ragazza è pesante e nero pece, in pendant con abiti e compagni, pesanti segni di bistro a calcare occhi da cerbiatta e viso di bambina. Nessuno sembra a disagio in gramaglie, nessuno considera se stesso un portatore di diversità e dunque voglioso di mostrare a tutti la propria indipendenza dagli altri, adottando stili di vita e abiti diversi da quelli del gruppo. Se vige un obbligo severo nell’adolescenza dei gruppi è proprio l’omologazione degli stili. Peccato. Solo l’adolescenza ti permette ogni possibile digressione, tutto è giustificato dall’essere adolescente.