Di patate e altre infelicissime ” finezze “

patate_sexy_1Avevo ripubblicato, a fine gennaio, un post in cui dicevo La finezza è di casa altrove, lo sberleffo, i cacchini pane quotidiano, deprecando l’inveterata abitudine italiota maschile di offendere le donne nella loro essenza più intima, per mostrare, con la costante mancanza di educata ragione,  che le donne, alla fin fine, altro non sono che mentecatte dedite al solo ruolo sociale che attiene loro, quelle di puttane – salvo la mamma, la sorella e via dicendo. Chissà qual è il percorso mentale che accompagna le sortite scribacchine di certi giornalisti – se così possono definirsi – che scrivono su certi giornali – se così può essere chiamata la carta straccia – quelle sortite ad effetto che ammiccano al doppio senso, che giocano sullo scollacciato per denigrare ed offendere una donna. E la stessa non la si attacca sul piano politico, sulle mancanze o sulle insufficienze, come si farebbe con un uomo qualsiasi, no, certo che no, la si butta in pornografia politica, che fa vendere la carta straccia e attira la simpatia dei tanti convinti estimatori di patate che nel leggere troveranno uno specchio di nullità in cui rimirare le proprie convinzioni.

Reflusso

Ci sono momenti dell’anno, come questo, in cui l’intolleranza diventa un tratto distintivo del mio carattere. Insomma non è possibile che il nativo locale, emigrato in Padania, debba tornare per le vacanze – alloggiandosi con famiglia come Dio vuole ” sopra la nonna ” o la zia o la cugina e lo stesso Dio solo lui sa, chi altro della famiglia è costretto a sopportare ” i milanesi “! – non è possibile che questo tomo, bianco come la morte, debba due per tre appestare l’aria con i suoi neh? e contemporaneamente esporre come la Sacra Sindone una copia di Libero. Ecco chi vota quei 20.000 leghe sotto terra che hanno necessità di mostrare alla parte d’Italia più industriosa? più produttiva? più che cosa? che un ufficio fa ministero per la gioia di quelli che, per contratto di sangue verde, devono essere posizionati nei posti di potere. Sempre la solita storia. E’ la solita storia anche quella dell’ennesima farsa dei processi, è l’ennesima storia ignorare che l’America, ancora una volta, sta per metterci al muro tutti, economicamente e amen. E’ la solita storia quella di un Napolitano che compie un atto di buona volontà – e ci voleva tanto? – e rinuncia agli aumenti prossimi venturi, neppure a parte dello stipendio! E gli altri? E’ la solita storia. Che un Tremonti stia lì a sparare bugie, lui, l’essere perfettissimo signore del cielo e dei portafogli degli italiani, senza pensare neppure lontanamente a dimettersi. Perchè mai? E’ la solita storia – ridicola – di un Brunetta che dà del cretino, per l’ennesima volta a quelli che dovrebbe rappresentare. E’ la solita, disgustosa, storia. E il reflusso ci sta tutto, sale come rabbia umida. Rischio di diventare come Hulk. Magari senza il verde, fa troppo nordista! 🙂