Come volevasi dimostrare

iscrizioniQualche giorno fa il ministro ad esaurimento Profumo e balocchi, ha rilasciato una gioiosa dichiarazione – che volendola confrontare con qualcosa di tangibile è stato come se avesse vinto un terno al lotto! Il ministro si è detto soddisfatto dall’ottimo risultato ottenuto dall’aver concesso agli italiani di iscrivere i propri figli a qualsiasi ordine di scuola, tramite il computer di casa – e in tantissimi casi i piccì della stessa scuola di iscrizione, giusto per amore della verità. Scopo del ministro e del suo dicastero è stato quello di far sentire gli italiani fieri di poter essere tecnologicamente avanzati e, contestualmente ” La tecnologia applicata alla vita di tutti i giorni ha consentito un risparmio di ben 5 milioni di fogli di carta, spiegano dal ministero, e di 84mila ore di lavoro nelle segreterie scolastiche “. Bello, eh? Cosa pensate che io abbia fatto stamattina per avere un quadro generale degli alunni prossimi venturi in condizione di disabilità? Ho spulciato 170 domande di iscrizioni, mica on line, nossignore, cartacee! Perché in segreteria, è vero che avevano tutti i dati sui loro computer, però volete mettere quei bei pezzi di carta? Sicché tutte le domande hanno ricevuto l’onore della pubblicazione, con tanti saluti del risparmio della carta. Eh, caro ministro, troppo presto ha cantato vittoria! Le intenzioni saranno state delle migliori – con le difficoltà che avevo già espresso in questo post – ma non ha messo in conto, il ministro, la necessità di avere un pratico pezzo di carta che ti dica, al momento, qual è il numero di telefono dei genitori dell’alunno, in caso tu abbia intenzione di sospenderlo o che ti racconti quale è stata l’ultima scuola conosciuta – esempi banali, ma che rivelano la banalità di un quotidiano scolastico. Tecnologia scolastica? Come volevasi dimostrare!

Tecnologica(mente)

Tecnologica(mente)Poche notizie mi fanno inorridire, ormai. Posso turarmi il naso e passare sul fatto che Berlusconi fa Berlusconi, che Monti invece che fare il professore fa Berlusconi, che Vendola e la Camusso sono dei conservatori – a detta del sosia di Berlusconi – e via così, senza volervi tediare, anche qui, con la lettura delle solite corbellerie ormai al massimo storico pre-elettorale. Invece quello che mi ha sconvolto, ieri l’altro, è stato ascoltare l’ennesima terrificante notizia che, sicuramente, nell’intento del ministro o dei suoi piccoli aiutanti di babbo Natale che l’hanno partorita, deve essere sembrata loro una faccenda geniale. Nello specifico, dal prossimo anno scolastico, le iscrizioni per tutte le prime classi di istruzione obbligatoria devono essere fatte on line. Comodo, no? Dite voi. Assurdo, dico io. Il fatto che uno non abbia il computer a casa non costituisce un problema. Vai dall’amico o vai in un patronato e ti aiutano alla bisogna. Invece il ministro ha disposto una cosa più perfida, ogni scuola dovrà mettere a disposizione dell’utenza un computer scolastico per poter permettere loro di effettuare l’iscrizione. Ma se l’utenza il computer a casa non ce l’ha, è segno che non ha neppure la pratica per usarlo e quindi, assieme al computer di scuola, dovrà anche essere messo un personaggio qualsiasi – che sappia usare il computer – a disposizione dell’utenza. E già questo è davvero un problema, ma assai assai grande. Arrivata l’iscrizione e acquisita dall’ufficio di segreteria la stessa dovrà essere vagliata e, se accettata, dovrà ricevere una risposta tramite email. Ah sì? E a quale indirizzo, di grazia, se il computer usato è quello della scuola? Quindi, il personaggio aiuto/utenza dovrà oltre che formulare l’iscrizione creare una casella di posta elettronica alla stessa utenza che così dovrà fisicamente ritornare a scuola per ben due volte, la prima per l’iscrizione e la seconda per leggere la risposta ricevuta dalla segreteria. Questo per non fare ” scomodare ” l’utenza a scrivere una decina di parole su un pezzo di carta; senza contare le lotte intestine che si svolgeranno all’interno degli uffici di segreteria, dove bisognerà vedere chi si assumerà l’onere di acquisire i dati, vagliarli e rispondere sì o no, con quello che sarà anche il ” fastidio ” per il personale, di capire un sistema differente dal precedente cartaceo, sistema che avrà bisogno di un minimo aggiornamento. O faranno come quell’imbecille che stamattina alla posta, di fronte ad un cambio di carta pre-pagata del figlio neo diciottenne, carta che da junior doveva passare a standard, mi ha detto: Eh, ma c’è tutta una normativa e noi o stiamo allo sportello oppure leggiamo le direttive che ci mandano! Per poi arrivare alla conclusione che la prima carta l’abbiamo estinta – perdendo, tra l’altro, quell’euro solitario che conteneva – e rifacendo un nuovo contratto che mi è costato cinque euro. Nella scuola l’auto aggiornamento per i docenti è obbligatorio e quello degli altri e negli altri uffici? Ma qual è quella mente tecnologica che escogita simili nefandezze?