Termini perentori

Ho sempre un certo timore quando mi si avvicina la signora S. applicata di segreteria, con un qualsiasi foglio di carta in mano. Vuol dire, il suo gesto, solo rogne esclusive con un’unica destinataria, me! 😦 Stamattina l’ennesimo termine perentorio da parte dei soliti del Provveditorato – si chiamerebbe Ufficio Scolastico Regionale, ma tant’è! – con la richiesta dell’invio dell’elenco degli alunni disabili – se con modifiche – nel giro di due giorni! 👿 Le modifiche naturalmente c’erano – manco a dirlo – con l’aggiunta di una incertezza burocratica. Telefono al grande capo R. a Bari – un esserino odiosisssimo che dargli dell’acido è fargli un complimento! Esordio: Buongiorno dott. R. – è un collega imboscato colà, ma dargli del dott. lo fa sbavare! 😀 – sono Tizia e Caia della scuola Bla bla bla, ho un problema… E il limoncello: Uno solo? Ahahah! 👿 Che dire? Avrei voluto profferire, davvero: Ridi su ‘sto termine perentorio! 😀 per poi chiudergli volentieri il telefono in faccia, poichè non potevo suonarglielo sulla testa. Ma sono stata brava e paziente, ho aspettato che finisse di ridacchiare, ho aspettato che facesse il suo solito show a base di aria fritta e ho concluso il passaggio che rimaneva incerto, inviandogli le carte perentorie. Ma sto ad aspettarlo – e io so aspettare! 😀 – al varco: non è che i burocrati possono fare della scrivania di un ufficio la loro cattedra perenne! Dovranno pur scendere dal piedistallo, snidati dal taglio degli statali, e ritornare dietro una semplice cattedra di scuola! E allora, solo allora, vendetta atroce e perentoria vendetta! 😀 😀