La forma della diversità

Uscita dalla sala dove si proiettava, la tizia fastidiosa che avevo di fianco  – munita di uno smartphone acceso e illuminato per tutto il tempo della proiezione – ha commentato: Pensavo fosse un film serio! Probabilmente l’aver visto “ La forma dell’acqua “ scambiandolo per un fantasy deve averla tratta in inganno. Ma è più probabile che il fatto di essere distratta dal suo smartcoso possa averla indotta a non capire, oppure ad ignorare vistosamente  quello che il film ha saputo sapientemente raccontare in termini di bellezza e poesia. Il film è un racconto d’amore tra persone considerate diverse e dunque disprezzabili in una America piena di smarrimenti per le possibili invasioni aliene, per le insicurezze politiche dovute alla paura dei  “ Rossi “, l’America arrogante e proterva del Maccartismo, quella che assomiglia terribilmente ad una certa America di oggi. Ti accorgi, guardandolo, che la solitudine dei protagonisti si sublima in una vita fatte di cose piccolissime e riesce a trovare spazi enormi di espressione in eventi inaspettati che riempiono di immenso una vita ordinaria. L’amore che tutto può, rende perfetti anche coloro che per nascita e aspetto perfetti non sono  – agli occhi dei più. Bellissimo film con la regia di Guillermo del Toro e Sally Hawkins, Octavia Spencer e  Richard Jenkins attori bravissimi, film da vedere e rivedere.