Dalla grammatica alla politica: PIù governo dell’altro

grammaticaRiporto integralmente il post Più governo dell’altro da Alcuni aneddoti dal mio futuro. Se arrivare al dunque nella formazione di un governo fosse come essere bravi nello studio della grammatica, continueremmo ad essere nei guai per chissà quant’altro ancora. Voi non avete idea di quanto sia odiato lo studio della stessa, dai pulzelli! Un odio somigliante al disinteresse per la politica della generalità degli italiani, salvo poi buttarsi a capofitto nel tifo da stadio per le varie fazioni/ faziose! 😀

Se non ne potete più di questo stallo e di questa stalla politica in cui giace quel mostro tricefalo di cui nessuno sa che farsene, fate come me. Lanciate un appello. Il governissimo sembra non essere una strada percorribile, il perché è abbastanza evidente. Sancire il primato della democrazia con un superlativo assoluto non rientra negli standard delle istituzioni occidentali. Che almeno si allestisca un qualcosa che sia più alla portata del popolo italiano, uso a compromessi. Che poi la politica è il compromesso per eccellenza. Quindi potremmo ridimensionare l’obiettivo, per esempio anelando al più governo del dopoguerra. Anche se relativo, si tratta pur sempre di un superlativo. Fermo restando che – alla peggio – si possa ripiegare su un mediocre comparativo e si faccia un governo più efficiente dell’altro governo, per esempio quello prima per attestare il nuovo esecutivo almeno al grado di qualificativo neutro che è sempre meglio di negativo e squalificante, come era il penultimo che speriamo davvero non torni più.

Temo/ Tema

Se ci pensi temo non è il maschile di tema. Maschili se li articoli con il determinativo, ma diversi per genere a causa della desinenza; il primo verbo – voce del verbo temere, prima persona singolare dell’indicativo presente – il secondo termine sostantivo maschile – ma c’è anche la possibilità del verbo declinato ancora al congiuntivo, che io tema, e all’imperativo, tema! Ma torno al sostantivo: la scrittura cambia solo per una vocale e sembra uno strano scherzo. Temo il tema? Sì, se non so come impostarlo, se non sono capace di eseguirlo, se non so come vestirlo, o giocarlo. Quanti significati per un solo tema temuto! Temo il timore di temere? Temo di sì. Ne scriverò un tema. ( Non vi impressionate, non sono ancora pazza! 😀 A scuola Italiano ha spiegato, per grammatica, il nome. Ho preso qualche appunto mentre i ragazzi ascoltavano. Lo so, i colleghi sono cattivi maestri! 😆 )