Siamo in Carrozza

cinderella-coachTra le tante super competenze della neo ministra all’Istruzione, Università e Ricerca, Maria Chiara Carrozza, tra robotica umanoide, bioingegneria e fisica, chissà se ci sarà quella di resuscitare la moribonda scuola pubblica italiana e far sì che abbia funzionalità motoria propria e non indotta da artificiali espedienti! Intanto, e tanto per dire, ieri l’altro il capo mi ha rifilato una copia degli Annali della Pubblica Istruzione. Il ministro Profumo passato tra gli ex, come un qualsiasi fidanzato fastidioso, ha diramato le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione – in pratica i nuovi obiettivi di apprendimento per scuola elementare e scuola media, il vademecum per l’insegnante perfetto. Da una premessa che considera la scuola nel nuovo scenario, si passa all’elencazione della summa sulla centralità della persona – come se, in tutto questo tempo, abbiamo considerato i pulzelli come piccoli animali – per approdare all’indirizzo programmatico per una nuova cittadinanza e per un nuovo umanesimo (!!) E poi via, di seguito, tra finalità generali e organizzazione del curricolo. Ma la di là di quanto ho iniziato a leggere perché mi è d’obbligo farlo, mi sono ritrovata a fare le solite considerazioni generali su dati di fatto evidenti e che invariabilmente mi sembrano tanto una presa per i fondelli. Gli Annali vengono pubblicati con scadenza bimestrale e diramati nelle scuole in un’unica copia – e non sono certa che le scuole non abbiano l’obbligo di sottoscriverne un abbonamento; i numeri speciali, come quello che m’è stato consegnato dal boss, vengono dati nominalmente ad ogni insegnante a titolo gratuito. Gli Annali sono pubblicati da Le Monnier e per chi volesse sottoscrivere un abbonamento deve intestare il versamento, indovinate a chi?, alla Mondadori Education s.p.a.! Un caso vero? Con tutti gli interessi personali che Berlusconi ha creato in anni di assoluto predominio politico, come si può pensare di scrollarselo di torno? Tanto per cambiare è tornato nuovamente al governo, sotto mentite spoglie, senza remore da parte di nessuno. Per il bene dell’Italia. Siamo proprio in carrozza!

Dalla grammatica alla politica: PIù governo dell’altro

grammaticaRiporto integralmente il post Più governo dell’altro da Alcuni aneddoti dal mio futuro. Se arrivare al dunque nella formazione di un governo fosse come essere bravi nello studio della grammatica, continueremmo ad essere nei guai per chissà quant’altro ancora. Voi non avete idea di quanto sia odiato lo studio della stessa, dai pulzelli! Un odio somigliante al disinteresse per la politica della generalità degli italiani, salvo poi buttarsi a capofitto nel tifo da stadio per le varie fazioni/ faziose! 😀

Se non ne potete più di questo stallo e di questa stalla politica in cui giace quel mostro tricefalo di cui nessuno sa che farsene, fate come me. Lanciate un appello. Il governissimo sembra non essere una strada percorribile, il perché è abbastanza evidente. Sancire il primato della democrazia con un superlativo assoluto non rientra negli standard delle istituzioni occidentali. Che almeno si allestisca un qualcosa che sia più alla portata del popolo italiano, uso a compromessi. Che poi la politica è il compromesso per eccellenza. Quindi potremmo ridimensionare l’obiettivo, per esempio anelando al più governo del dopoguerra. Anche se relativo, si tratta pur sempre di un superlativo. Fermo restando che – alla peggio – si possa ripiegare su un mediocre comparativo e si faccia un governo più efficiente dell’altro governo, per esempio quello prima per attestare il nuovo esecutivo almeno al grado di qualificativo neutro che è sempre meglio di negativo e squalificante, come era il penultimo che speriamo davvero non torni più.

Oggi le comiche

Ieri il signor Onorevole Ministro Ignazio La Russa è stato beneficiato, da parte di un pubblico con le tasche piene, di monetine e di ben altro, di una vivida protesta verbale e manuale – lancio delle monetine suddette! – che di sicuro gli avrà provocato un deja-vù di storia recente. La vicenda è nota: un altro capintesta, uscendo da un noto hotel romano dove era uso dimorare con la sua corte di nani e ballerine, venne sonoramente apostrofato e bersagliato dalle onnipresenti monetine; con la differenza che quelle erano lire e oggi c’è l’euro, ma vogliamo badare al metallo? Il signor Onorevole Ministro con il sorriso sulle labbra e la morte nel cuore è entrato in aula a Montecitorio e nel sollecitare ai sodali e all’aula tutta la solidarietà di cui pensava di aver diritto, ha pensato bene di apostrofare i comunisti del PD, attribuendo loro la paternità dell’offensivo gesto. Se solo avesse fatto mente locale, l’Onorevole Ministro, si sarebbe reso conto che il Partito Democratico è ormai incapace di qualsiasi reazione oggettiva, dato lo stato di catatonia in cui versa da anni. Ma L’Onorevole Ministro doveva pur prendersela con qualcuno! Richiamato all’ordine dal suo ex camerata, direttore dell’Aula, l’Onorevole Ministro gli ha rivolto un udibile < Vaffan’ > in stile La Russa! Curioso, quando si diventa ministri di questo governo, si perde la memoria all’atto stesso della nomina. Uno dimentica di essere stato un picchiatore fascista, un altro dimentica di avere almeno seimila processi in corso, un altro ancora dimentica di avere in piedi un altro processo come colluso con la mafia. Che gli facciano l’elettroshock? Oggi nella stessa aula si è votato per approvare il verbale della seduta al vetriolo di ieri e a seguire, invertendo l’ordine delle cose, si sarebbe dovuto decidere per il processo breve, in modo da salvare capre e Mills. I membri del Governo erano riuniti in consiglio – siamo o non siamo un paese in missione di guerra? Non che servisse la loro presenza, ma doveva, la maggioranza, rientrare nei numeri e quindi votare necessariamente. Succede però che i ministri arrivano in ritardo e Fini chiude le votazioni. Proteste veementi, cori da stadio. La votazione mette il governo in minoranza. L’Onorevole Ministro Angelino Alfano, perso l’aplomb di ordinanza, manifesta il suo disappunto da Mister Hyde, lanciando il suo tesserino da parlamentare all’indirizzo degli scranni dell’Italia dei Valori. Acchiappato da Di Pietro, il tesserino viene prontamente mostrato alle telecamere. Di Pietro dichiara di voler iniziare una collezione di tesserini usati, non si sa mai. Dovesse capitare al governo, gli basterà cancellare il nome e apporre il suo, tanto è quello che sogna da sempre, guardare i sigilli della Repubblica! Una contessa della maggioranza visto che c’è, decide di allenarsi al lancio del giornale – sport alla moda tra le Onorevoli Parlamentari. Lancia perciò nel vago e ops, colpisce il Direttore, che decide di non passare alla sospensione della indisciplinata. E come se non bastasse i signori Onorevoli leghisti intimano Ileana Argentin, disabile in carrozzella, parlamentare del PD, a non applaudire, per assenso, a quanto succedeva in aula. Come se Ileana Argentin avesse potuto usare le mani, sia pure per un applauso. Le hanno poi chiesto scusa. Ma prima di parlare usare la testa, no eh? Domani, eh domani è un altro giorno, si vedrà! Ma che bel paesello marcondirorondirondello, ma che bel paesello marcondirondirondà!


Le bugie hanno le gambe corte – e trecento euro in tasca!

Non è dato sapere se la ” signora ” Di Prata di Popoli, alias Marina Villa dell’Aquila, abbia le gambe corte, poichè nella tramissione Forum in onda su Canale 5, è rimasta seduta durante le sue esternazioni. E cosa ha raccontato di bello la signora, per deliziare le platee mattutine, di un programma che pare seguitissimo dalle casalinghe pro berlusconiane?

” Vorrei ringraziare il Governo e il Presidente perchè non ci hanno fatto mancare niente… Tutti hanno le case con i giardini e con i garage, tutti lavorano, le attività stanno riaprendo ” e ha aggiunto di non capire ” cosa vogliono questi aquilani “

La signora durante la trasmissione ha finto un contenzioso con il marito e, visto che c’era, ha esteso la finzione a beneficio del Governo, dichiarando di essere una terremotata aquilana, soddisfatta di quanto è stato fatto dalle sue parti – che sue non sono. Scoperto l’inghippo si è giustificata dicendo che tutti sono consapevoli che certe trasmissioni sono ” finte “. Non posso che convenire sulla falsità di molti progranni che ci vengono propinati dal mattino alla sera, ma le speculazioni su eventi come un terremoto e sulle sue conseguenze, mi sembrano inguriose verso quelle persone che durante il terremoto dell’Aquila hanno perso la vita. Vergogna signora dalle gambe corte e dal misero gruzzolo, vergogna anche e soprattutto a chi le ha permesso di essere così falsa. In nome di quattro soldi si giustifica ogni viltà.