Un pensiero, poco fa

gatto-e-bambinoPerché mi intenerisce la vista di una piccolina seduta nel carrozzino mentre guarda e sorride all’uomo – nonno? -che in quel momento gioca con lei? – Guarda che ricciolotti, guarda che manotte piene, guarda come ride! Voglia di nonnità? E perché mi intenerisce poco più in là la cucciolata della gattina, figlia di Cenerella, micetti paffuti e dinoccolati, tenerissimi, mentre in fila indiana seguono la mamma che sta facendo scuola di sopravvivenza? Voglia di nonnità anche stavolta? Eppure non sono una gatta! O sì? Insomma, mi manca, evidentemente, un qualche giovedì! La vita ci confonde le carte e si diverte a rimescolare i pensieri, mostrando quelli più strambi e surreali.

Rossella ( dedicato a Lilla che ama i gatti )

rossellaE’arrivata qui un paio d’anni fa da chissà dove, con l’aria affranta di quelle perse, ma perse davvero. Gli occhi guardinghi e verdi erano di una che mantiene le distanze, però sapeva convincerti a prestarle attenzione, una commediante. E’ arrivata che era incinta, con un pancione enorme; faceva buffo vederla camminare ondeggiando lagnosa in cerca di cibo, in continuazione. Se il portone si apriva lei era subito pronta a miagolare per attirare il tuo interesse, sul suo stato. Abbiamo iniziato a darle da mangiare chiamandola Rossella per via del suo manto rossiccio. In breve tempo ha cercato un nido per i cuccioli prossimi a nascere e si è stabilita qui, perché sapeva di trovare una mensa gattesca sempre aperta. Nati i piccini e svezzati per i tempi consentiti è riuscita a smarrirli tutti poichè passava la maggior parte del tempo, invece che a badare ai figli, a cercare il cibo e a civettare con i maschi che le stanno continuamente intorno. I cuccioli di gatto sono enormemente curiosi e quelli di Rossella non erano da meno; sono riusciti ad andare via infilandosi nel vano motore delle auto parcheggiate sotto casa. La loro madre snaturata, a corto di piccoli, ha miagolato per una settimana, cercandoli sotto ogni dove e scordandosene subito dopo, visto che era già alle prese con la prossima cucciolata – nel frattempo i maschi, amici suoi, avevano provveduto a ” farle la festa “. La cosa è andata avanti così ogni volta fino all’ultima, qualche settimana fa. I cuccioli nati all’inizio di giugno, ben sette, sono stati partoriti nel vano motore di un’auto parcheggiata da mesi sotto casa, in un cortile comunale. Segnalati ai vigili che avrebbero dovuto occuparsene, grazie all’insipienza di una gatta con scarso senso della maternità, gli stessi vigili non hanno fatto in tempo a proteggere i cuccioli a dovere perché alla fine sono spariti tutti, come sempre. Lei, Rossella, ha miagolato lacrime di coccodrillo e poi più nulla fino a ieri quando l’abbiamo sentita nuovamente miagolare e cercare in ogni dove. Poco prima G. con il binocolo l’aveva vista trafficare con un micino troppo piccolo per essere uno dei suoi. Cos’era successo? Un’altra gatta aveva partorito in un grande vaso di fiori davanti al ristorante sotto casa e stremata aveva deciso di abbandonare i neonati al loro destino – le gatte snaturate capitano tutte qui!  I proprietari del ristorante allarmati per il pianto dei cuccioli erano usciti fuori per guardare e nel frattempo era arrivata anche Rossella che in un attimo, rubato un cucciolo, l’aveva portato nel solito cortile per occuparsene, lasciandolo, in seguito, nuovamente da solo per occuparsi dei casi suoi. Il micino ha pianto fino allo sfinimento, ma alla fine è stato recuperato e portato in salvo con gli altri fratellini. E Rossella che ha fatto? Ha pianto cercandolo! Una gatta così dissociata non m’è mai capitato di vederla, ha i peggiori atteggiamenti di alcuni umani! Bisognerà portarla da uno psichiatra…

C’era una volta una gatta…

Molto spesso la gente apre le pagine di questo blog perchè, qualche tempo fa, ho scritto sui gatti e pubblicato foto di gatti appena nati. Non posso tenerli qui in casa perchè le mie allergie non me lo permettono, ma abbiamo adottato ” a distanza ” una colonia di gatti. Oggi, dedico a loro, nel giorno della festa mondiale dei gatti, il mio pensiero. Il cuore no, quello ce l’hanno già. Con amore ai gatti che sono stati, a quelli che sono e a quelli che saranno. Alle gatte matriarche Palletta e Mièmiè. Se non ci fossero state loro, non ci sarebbero stati gatti qui intorno – con molto interesse a perpetuare la specie, hanno continuato a tenere con loro solo le femmine. Alla dolcissima Cenerella che rinuncia al cibo per le carezze. Non ti cacciare nei guai, piccola! A Pallina che adesso è diventata una fiacca e molto fanè matrona gattona – dopo la chiusura della ” bottega “, pensa solo ad ingozzarsi. A Dinosaura che passa le giornate sulle auto parcheggiate, a fare da vedetta lombarda e con quanto interesse! A Micione, il gatto gattoso in assoluto, papà di quasi tutte le cucciolate. Adesso il fiero combattente è in pensione da alcuni amici. A Bianco, dovunque tu sia. Sei stato il più bel gatto, disinteressato, affettuoso e grufoloso. Ti ricordiamo sempre con gioia e tristezza allo stesso tempo. Sarai al caldo e protetto adesso? Spero di sì. A Grigino, fratello di Bianco, educato e gentile, aspetta senza miagolare che tu possa ricordare la sua fame.

E se non ti ricordi se ne torna la suo rifugio, senza darsi pena. Ai nuovi nati, senza nome, curiosi e affamati e giocherelloni. Ad Arturo, andato nel paradiso dei gatti anzitempo. Ti ricordiamo ancora quando ti aggiravi disperato alla ricerca di una fidanzata, miagolando e piangendo. Com’era buffo il tuo verso!

 

A tutti i gatti del mondo che riempiono le nostre vite, miagolando la loro gioia e il loro affetto. A tutti loro un miao di cuore!