A fuoco lento

Maga_MagòLe polemiche fini, quelle che non servono a nulla, non mi sono mai andate a genio. Bisogna sporcarsi le mani se dichiari che si può farlo, guardare e pontificare serve solo a guardare e pontificare, appunto. Quando durante l’ultimo collegio docenti è stata sollevata la questione della ” formazione classi “, dopo una serie di rimpalli – che avrebbero fatto la gioia di una squadra di calcio agguerrita – mi sono ritrovata a far parte della cerchia di quelle che formano le classi. Per chi nella scuola non vive e soffre, come è successo a noi nell’ultimo anno, l’idea comune è quella che le classi vengano formate – nella migliore delle ipotesi – come se si dovesse preparare un minestrone, una manciata equa di ottimo, e poi via via a scivolare in basso, tra distinto, buono e sufficienti – e qui mi fermo. Invece succede che, per soddisfare quell’insano spirito che sembra ventilare su tutte le scuole pubbliche italiane, quello della scuola come un’azienda dove ci si propone in allucinanti open day e offerte formative fatte di mission e vision – che manco la Fiat! – in questa situazione succede che i genitori – sempre dalla parte di se stessi e della propria figliolanza – convogliano le loro perverse e monotematiche attenzioni sul corso dove c’è quella brava in matematica oppure in quell’altro dove funziona Italiano. E il giochino dell’offerta come risposta alla domanda diventa un’arma a taglio unico, con il manico a disposizione delle famiglie che, esprimendo un ” desiderata “, quasi sempre esaudito, di fatto formano la classe – pena la richiesta di nulla osta verso altri lidi, di veri e propri blocchi umani fatti di possibili alunni. Che non si fa dunque per soddisfare questi ingordi genitori! E difatti gli ultimi anni sono stati veri tormenti, con classi di quasi normalità dove fare lezione non è un optional ma una realtà, a differenza di situazioni come quelle con cui vi ho ammorbato per tutto l’inverno ormai passato. Quindi sono entrata a far parte del gruppo per cercare di scardinare quella mentalità distorta che beneficia – chissà come – proprio coloro che le classi le formano. Nei giorni passati abbiamo esaminato i documenti di valutazione e le famigerate domande di iscrizione, con i desiderata dei genitori. Ad occhio e croce ne è venuta fuori una situazione di – evviva!?! – tanti 8 e 9 e 10, una pingue fascia media, poche sufficienze – che siano diventati tutti bravi, gli alunni italiani meridionali? Tra le sezioni più gettonate la X, Y e Z , tante richieste tali da poter formare una classe di prima con sessanta alunni, tutti di fascia alta! Ehhh, che volete che sia? Domani mattina sono proprio curiosa di vedere quali saranno i criteri di scrematura, tenendo presente il fatto che nel vocabolario del gruppo la parola sorteggio pare un’eresia e che sono vista come la spina nel fianco – leggi la spia nel fianco – della situazione. Cucineranno a fuoco lento, come il loro minestrone, domani… mi sento tanto Maga Magò alle prese con un calderone di finzioni e falsità!