Perdindirindina!

gitaprimaparteCosa sconvolge più dell’idea stessa del partecipare alla gita scolastica, ops… viaggio di istruzione, come docente alle prese con ottanta dico ottanta brufolosi, se non l’idea stessa del partecipare –  sì va be’ non se ne può fare a meno e per fortuna siamo in otto? La partecipazione sconvolge, come no, ma la peggiore scoperta è quella di scoprire dalla viva voce della referente viaggi e trastulli (?! ) che l’albergo fornisce sistemazioni da tre letti non solo per i brufolosi – e già ma loro sono contenti – ma anche per le docenti – eccetto l’unico maschietto che godrà di vita propria – e grasso che cola se riesci a pizzicare due che non russano! Sto pensando ad una scusa plausibile per godere del pernotto in solitaria. Soffro di scabbia ossessiva compulsiva? Mi trasformo nottetempo in lupo mannaro americano a Londra? Sono Quasimodo di Notre Dame e la notte devo liberare la gobba? Aiuto!

Tragicomica in quattro atti

Prologo. Molte volte mi sono chiesta cos’è che induce i docenti ad accompagnare in gita, ops! viaggio di istruzione, i discenti. Dabbenaggine? Vocazione al masochismo? Niente di tutto questo – o meglio anche questo – ma semplice e pura scordanza.  Una, con il passare di un anno scolastico, scorda, dimentica quello che l’anno precedente era successo e quello che s’era ripromessa: Alle gite scolastiche, mai più!   Invece… 

Atto Primo: Con te partirò! Partiamo in orario, lunedì, con un autista che sicuramente, come prima colazione, ha ingoiato un palo!  I ragazzi a quell”ora sono già presi dall’aggiglio ormon-gitesco più sfrenato. E che ci sarà da fare, per noi docenti accompagnatori, se non dare regole regolarmente disattese? Non mangiate, non sedetevi scomposti, giù i piedi dai sedili, dall’unico tavolino, dalle tremila compagne in mucchio compatto – perchè sono sempre ammucchiate ‘ste ragazze? – non spendete subito tutti i soldi che avete a disposizione negli autogrill. Dopo circa un’ora di viaggio – un’ora!!!!  -< Professore’ devo fare pipì! > ” Devo fare pipì ” diventa il refrain del viaggio di andata. E lì ci rendiamo conto, Italiano 1, Italiano 2, Religiosa ed io, che i comportamenti scolastici vengono esportati in viaggio pari pari. Quante volte ci chiedono di andare in bagno a scuola? Tante volte ci chiedono di andare in bagno quando siamo in autobus! Con la variante che andare in bagno quando sei in viaggio dà luogo alla seguente scenetta: < Scusi – all’autista – c’è una ragazza che ha bisogno… > L’autista < Professore’ e mo’ ci siamo fermati! > Ci fermiamo. < Ragazzi dieci minuti di sosta! > I dieci minuti sono spesi a vagare senza soluzione di continuità nell’autogrill – ma li fanno apposta con il percorso” ti induco in tentazione “?!? sì, è così! – dimentichi dell’input iniziale, prontamente spendono, comprando patatine e consumandole- alle sette del mattino, bleah! – ricordini e bric-a-brac, dimenticandosi di andare in bagno! Si riprende a fatica la strada.

prima sosta in autogrill, scritta di benvenuto

Un ospite inatteso. Urlo tarzanesco. Otto occhi – due per prof – fanno capolino dai primi posti < Che succede? > < Professore’, un’ape! > Ammazzare un’ape a causa di una ragazzina ai limiti dell’impossibile, mi sembra uno sciupio inutile! La tentazione di ammazzare la ragazzina è tanta, ma… ammazzo l’ape! Amen.

Il Perugino?!? Città della Pieve ci accoglie con un gruppo compatto di ragazzi che stanno uscendo da scuola.< Vuoi vedere che ce ne portiamo qualcuno a Cinquale con i nostri? > dice Italiano 1. Ci scommettiamo il caffè. Non vince nessuno perchè quelli ci guardano curiosi e poi prendono a loro volta l’autobus che li porterà a casa. La gradinata del Duomo accoglie gli stanchi – di già?!? – che manducano le abbondanti libagioni materne! Entriamo per ammirare il Battesimo di Gesù di Pietro Vannucci detto il Perugino. Sollecitati alla visita, i pulzelli si negano alla cultura. Ma va’!?! Loro mangiano – sennò che ci siamo fermati a fare, visto che non devono fare la pipì? Intanto al gruppo s’è unito A., il mio alunno, con i suoi genitori al seguito in macchina. Si riprende la strada per l’albergo. L’orda attacca l’altro refrain ” Dove siamo? Quanto ci vuole per arrivare? ” Il mangiatore di pali è torvo. Lui vuole guidare e non ascoltare lagne!

Pietro Vannucci detto il Perugino

Terra, terra! Il Park Hotel ha un parco, è vero, ma definirlo un hotel mi sembra prendere a schiaffi la lingua inglese. Mai è stato fatto un uso così improprio del termine! Ma tant’è, faremo finta di stare in campeggio. Ci vengono comunicati i numeri dei letti per camera al momento. 12 ore di viaggio sono nulla di fronte alle richieste delle cretine: < Professore’, possiamo dormire in cinque? > in camere da quattro, dove è stato già stipato lo stipabile. Malumori loro, arrabbiature nostre. 1 a 0, vinciamo noi a tavolino! Neanche se le camere fossero allocate nel castello di Versailles, disposte così come sono per sezioni, faccia a fronte!

La cena è servita. Un gazebo plastificato, riscaldato da puzzolentissimi ” funghi ” a gas, è la location della cena! Sembra di essere i parenti poveri di Cenerentola. Condividiamo la ” lauta ” pasta al sugo e carne e patatine con una scolaresca di scuola superiore di Frosinone.

Parentesi. Faccio un appello agli albergatori e ristoratori italiani: vi prego, abolite dai vostri menù scolastici la pasta al sugo! Potrà piacere al momento, il primo giorno, a cena, ma non il secondo , il terzo e il quarto per due volte al giorno. Non si fa così alle persone! Diventa una punizione. E’ come quando vai dal medico e quello: Si prescrive: Pasta col sugo – 2 volte pro die fino alla nausea. Una medicina!

Digestivo. La parte bella per gli aggigliati arriva subito dopo cena: < Professore’ stiamo insieme fino alle undici nella stanza di un gruppo > Non fai in tempo a girare gli occhi che le doghe di un letto vissute nella loro giusta sede da tempo immemore, si ritrovano per terra. Sono collassate da sole, le doghe, per la paura, perchè l’orda interrogata a proposito si dichiara priva di responsabilità. < Non siamo stati noi, le abbiamo trovate così! > Come asserire che la Terra è piatta! Le undici passano, mezzanotte pure. Si tenta la carta del buonismo con le preghiere, poi arriviamo alle minacce. Anche gli Unni qualche volta vanno a dormire e i loro docenti pure. ( continua )