Labirinti

Lynnkarlinphoto.com

ricordi,  sui quali di tanto in tanto ci si affaccia, con curiosità, fanno dei nostri pensieri un labirinto, con stanze composte di intrecci e diramazioni e punti di non uscita, a volte. Nel labirinto sono stanti le persone che hanno attraversato la nostra vita, coloro che si sono affiancati a quello che siamo, a volte con discrezione, altre volte con prepotenza, in tempi più o meno brevi. Nel labirinto la connotazione di ognuno è ben precisa, è, di sicuro, quella che  noi siamo stati disposti a definire nel tempo. E sempre, coloro che del labirinto sono entità assolute, si cristallizzano come età e come aspetto, al tempo della conoscenza e questo tempo non muta mai. Quasi che ci fosse un obbligo di immortalità, nel ricordo, da rispettare; un obbligo che mette al riparo da qualsiasi sorpresa. Così se ti succede di comparare il reale con quello che il ricordo ti presenta, con l’immortalità della persona nel ricordo, ti accorgi che ci sono delle evidenti sfasature, qualcosa che non torna. F. ha lasciato l’immortalità per sempre, per andare verso una dimensione crudelmente reale, che la aggiunge ai tanti che in questi giorni non sono più. F. nel ricordo, aveva modi gentili e un sorriso sempre disposto a mostrarsi, F. nel ricordo, era colei che mi aveva spesso accolto nella sua casa di giovane sposa e poi di mamma. Saperla adesso in un altrove che io non posso più collocare in nessun ricordo, in nessun pensiero vissuto, mi rende davvero incredula e triste. Che la terra ti sia lieve, cara amica.