Volevo essere un tuffatore

Contemplation ( 1903 ) particolare John William Godward

Quante volte il desiderio di essere qualcun altro vi sarà balenato in mente? Un’aspirazione legittima che non ha costi, certamente, un sognare impossibile dato che siamo quel che siamo e non c’è, nella nostra storia, neppure una fata Turchina a scombinare le carte del “ siamo così “. Ci pensavo ieri guardando una bella immagine dipinta di una donna bruna, una immagine che ho fatto mia, visto che bruna non sono e mai potrò esserlo. I miei caratteri genetici mi hanno regalato occhi chiari, pelle che tende al pallido – a volte fin troppo! Faccio la fortuna dei venditori di maquillage, specie per lo spaccio di terre coloranti. Delle donne brune mi piace la carnagione che ben si accorda con capelli che hanno sfumature dell’azzurro cupo, la voce spesso corposa, piena, sensuale. Magari non tutte le brune sono così, alcune avranno anche una voce gracchiante, simile al suono prodotto dalla puntina di un giradischi impazzito, i capelli geneticamente modificati da un pessimo parrucchiere, la faccia butterata dai pori dilatati. Ma il mio ideale rimane quello, impossibile, dell’essere una donna bruna. Il titolo? Preso a prestito da una canzone di Flavio Giurato “ volevo essere un tuffatore che si aggiusta e si prepara di bellezza non comune “. Come rendere esplicito un desiderio impossibile.