La Cina è vicina

cinesiniQuest’anno, per la prima volta nella storia della mia scuola dopo maghrebini, albanesi, andriesi e coratini – 😀 – ecco apparire i cinesi. Hanno cominciato con iscriverne due a fine agosto; poi sono arrivati altri due. Adesso sono una decina. Ignorano mirabilmente l’italiano e pure l’inglese. La solita Matematica ha detto, stamani: Ne avevo in classe, quando insegnavo a Milano. Sono bravissimi in matematica! Epperò che geniale deduzione, i numeri vivono un codice universale che non ha bisogno di mediazione linguistica! Mi chiedevo qual è la logica che governa l’iscrizione dei cinesini in una classe invece che in un’altra, quali le indicazioni dell’Ufficio Scolastico Regionale. Perché, vi assicuro, fa specie vedere scendere, assieme all’assembramento delle pecorelle di prima media – undici anni – un ca@@oncello cinese di sedici anni con capello sparato e cellulare in mano. Però mi ha sorriso e immagino sarà una delle forme privilegiate di comunicazione interpersonale, nel corso degli anni a venire. Arrivano i cinesi, arrivano nuotando, dice Ruggero Orlando domani sono qui… 😀