Di bulli, bullismo e genitori che falliscono

PAL582000013.jpgQuando, come e perché si è disposti ad ammettere che quell’adolescente brufoloso, nostro figlio, tirato su a suon d’indifferenza, ripetutamente ignorato nei modi e nelle misure concesse da una vita distratta dagli impegni e da una protratta giovinezza che ci obbliga ad un protagonismo che mal comprende gli altri, meno che mai un figlio, ancor meno la responsabilità di educarlo in modo che possa avere il senno che evidentemente manca a noi adulti finto giovani, quando, come e perché, dunque, siamo disposti ad ammettere di essere in debito nei suoi confronti, di aver operato un fallimento educativo, IL FALLIMENTO, per nostra colpa, nostra colpa, nostra grandissima colpa? Così dovrebbe essere lecito domandare, ragionare e recitare da genitori, così come non hanno fatto quelle madri e quei padri, dei quattordici o quindici brufolosi di Cuneo, che in gita scolastica, in un parossismo di bullismo, hanno marchiato, depilandolo totalmente, un loro compagno – ubriaco come loro – e lo hanno decorato nei posti che solitamente un adolescente copre per una sorta di pudicizia innata – ubriachi sì, poiché è questo lo sballo gratuito e foraggiato in casa perché, poi, che volete che male faccia un bicchierino ogni tanto? E come è d’uso il gesto, la bravata, è stata rigorosamente filmata ad uso e abuso di una rete “ sociale “ che ci vuole laidi guardoni, con vite sbandierate ai quattro venti, esempi deleteri per quei figli, i nostri, male educati o educati da male esempi. E di fronte alla punizione inflitta da un altro adulto, vivaddio ragionante, da non crederci, si reagisce malamente, non si ammette la propria incapacità di genitori e si attribuisce l’errore ad un eccesso di severità nella punizione – sono ragazzi, sono ragazzate… sono ragazzate?!? magari sono ragazzate anche le vigliaccate nei confronti dei più deboli, magari sono ragazzate quando un figlio gay torna a casa malmenato, magari sono ragazzate gli stupri di gruppo ai danni di una compagna, saranno ragazzate anche queste. Quale è stato dunque l’errore del Dirigente Scolastico, punire il gesto da bulli, sospendendo i ragazzi? Dal punto di vista dei genitori sciagurati, sicuramente è stato questo; ma a mio parere sarebbe stato necessario denunciare i misfatti genitoriali e punirli mandandoli tutti in un gulag di stalinista memoria dove sarebbero stati rieducati all’uso della ragione. Privati dei figli che non meritano, ma soprattutto senza gli smartphone con i quali immortalare le proprie vite da falliti. ( Leggo ora “ l’aggiornamento “ della vicenda, l’altra “ faccia “ dello stesso gesto. É anche peggio di quanto non lo sia già. Terribile )

Marocchino di merda

Certe giornate, in quell’inferno dantesco che quest’anno sembra essere diventata la scuola dove insegno, ogni trovata creativa da parte nostra, pare soddisfare una logica che a voler essere obiettivi è solo illogica possibilità di sopravvivenza. Mi spiego. Ci sono alcuni alunni che forti dell’onnipotenza di essere stati più volte bocciati, più volte sospesi, fieri di una condizione che altrimenti troverebbe terreno fertile per un ravvedimento, un pentimento tardivo, questi alunni quotidianamente vanno in giro, transumano. Molto spesso escono dalla classe mentre tentiamo di fare lezione, senza permesso per farlo, e con una specie di tam tam non detto si uniscono in branco per andare a caccia di sprovvedute compagne attirate dal fascino del bullo, oppure per deturpare, rompere qualcosa, divellere quello che ritengono ostacolo – il cazzetto disegnato da loro, sull’intonaco del pilastro a mò di dito indicatore, sembra un retaggio di altri tempi, quasi un graffito/reperto d’altra epoca e d’altri alunni. Se uno dei collaboratori tenta di opporsi all’evidenza dei fatti, ingaggiano la sfida perlopiù verbale. Cambia il discorso se a farlo è una donna: la loro mentalità non contempla il rimprovero femminile, le donne si sottomettono e all’occorrenza si intimoriscono strattonandole – è capitato l’altro giorno ad una bidella. Ieri mattina, all’ultima ora, Italiano stanco di vedere G. il bullo di prima, consumare i pavimenti del primo e secondo piano della scuola,  e forte dell’antico motto che solo dividendo si può imperare, l’ha accolto nella nostra classe. Per nostra disgrazia ciò che è peggio viene calamitato verso quelli che sono problematici – è come vedere la limatura del ferro a contatto con un magnete. G. ha preso a parlare con M. Come sempre il loro parlare non si limita ad un chiacchiericcio a due, poiché è molto più divertente allargare il raggio d’azione e prendere in giro tutti quelli che non sono limatura. Terminata la lezione A. il ragazzo magrebino nostro alunno – un ragazzo buonissimo e maturo, educato in maniera esemplare  – s’è avvicinato al collega e gli ha riferito dell’ingiuria gratuita che G. gli aveva poc’anzi, con disprezzo, lanciato: ” Marocchino di merda! ” A. stesso ha commentato con il collega, che mortificato si è scusato del comportamento di G. – ci tocca fare pure questo! –  che glielo aveva riferito solo perché ne fossimo a conoscenza, senza nessuna velleità. A. ha capito che l’estrema ignoranza, l’idiozia fatta persona conduce ad atti che possono sembrare poca cosa, piccoli fuochi, ma che in seguito possono divampare in incendi ben più estesi.  Non so come si può sanare questo stato di cose, quali provvedimenti disciplinari si possono adottare, oltre quelli che sono già stati messi in atto. A volte, agganciata dallo sguardo di sfida che il branco mi lancia quando li incontro nei corridoi, ho come la percezione che se avessero a disposizione un’arma potrebbero anche praticare un salto di qualità ed emulare qualche strage. Così, tanto per vedere l’effetto che fa. 

Dalli agli scrutini!

La scuola è finita l’altro ieri e oggi la corte celeste si è riunita per decidere delle belle e cattive sorti – quasi come nei matrimoni! In prima siamo stati bravi e pietosi, tutti promossi eccetto una fanciullina dall’aspetto alla Morticia Addams, che alla domanda mia – fatta durante una delle rare volte in cui era presente a scuola – Perchè non frequenti? ha risposto: Non mi trovo con quelli più piccoli di me! Ha parlato la maggiorenne!   😀  La bimba è stata bocciata, sempre per mancata frequenza anche l’altro anno ed è dunque di 13 anni. Ma di qui a dire che con i compagni di 11 anni c’è un gap generazionale, ce ne vuole! 😀 Va be’, si ritroverà l’anno prossimo a fare da baby sitter a quelli di prima! Il vero problema sono state le bocciature di quelli di seconda, quattro, per gradire! 👿 Sono ragazzi che non conosco, ma dal sicuro e comprovato avvenire scolastico da bulli. Sicchè ci ritroveremo con una classe ” ingrossata ” a dismisura, di 27 alunni e un disabile grave – per la normativa non dovremmo superare le 22 unità! In più dovremo trovare la maniera di convivere senza che le new entry creino scompiglio in una classe che è comunque discreta per quanto riguarda il comportamento. Come premesse, non c’è male! 😦  Se penso al rientro mi intossico le vacanze.  😦   Resettiamo, che è meglio! 😀