Stella Diana

Foto di Enrico Finotto, astrofilo

Solo qualche anno fa – nel 2013… nel 2013?!? Sono già passati tanti anni??? – in occasione della nascita del piccolo Valerio nipotino della nostra Lilla e blog nipotino acquisito, Maggie Mae commentava:

Le nascite dei bimbi mi mettono sempre di ottimo umore! E quanto alle amicizie nate tramite il blog sono amicizie vere, perchè dietro al monitor siamo tutte persone vere! E forse se ci siamo trovati e ci siamo scelti, anche a km di distanza un motivo ci sarà!

Adesso, oggi, che Maggie è diventata mamma della piccola Diana avrà un motivo più grande, una ragione specialissima per essere di ottimo umore! Piccola stella luminosa, tenerissima Diana, sei la benvenuta nella nostra blog famiglia di persone vere. Mi piace pensarti come l’astro luminoso che appare nel cielo notturno, rubando luce alla Luna, l’ultima stella a brillare      ancora prima dell’alba. Sei nata subito dopo la mezzanotte ad illuminare la vita della tua mamma e del tuo papà, continua ad essere per loro una stella Diana, un astro luminoso nel centro della notte. Benarrivata, dolcezza!

 

Isabella

20140426_103945Non faccio fatica ad immaginarti, una bimba di un anno appena come può essere? Sarai stata bionda, coi riccioli sulla nuca, fili d’oro sfuggenti e sottili come piume piene d’aria e di luce. I tuoi occhi ridenti e curiosi avranno guardato il mondo  mille volte, in cerca del volto della mamma quando la smarrivi tra gli altri volti sconosciuti. Mamma Maria… quante volte avrai abbracciato il suo collo con le mani piccine e piene di vita, come farfalle intorno ad un fiore? Parlavi già, ad un anno, e forse muovevi i primi passi, le piccole gambe irrequiete a reggere il tuo corpo tutto tondo, da cucciolo. Avrai avuto un vestitino leggero o forse no, ad aprile il tempo è infido e il caldo dell’estate che ti ha appena sfiorato alla tua nascita, che non avresti saputo neppure definirlo, non hai avuto modo di viverlo, non ne hai avuto il tempo. Quali sono stati i tuoi giochi? Forse avevi un cagnolino che ti teneva compagnia e ti faceva ridere di gioia quando ti annusava le mani. Immagino anche lui, visto che ti vigila, scolpito nella pietra del tuo sacello. Composta, come in una sepoltura antica, sei stata rappresentata da una mano gentile che ti ha scolpita in fasce, e ha contornato la tua immagine con il cagnolino, un cavalluccio a dondolo, un piccolo sonaglio, la bambolina  di pezza che la mamma aveva preparato per te. Ciao Isabella, piccola, di Antonio e Maria Bassi, per sempre addormentata.

Veri genitori e genitori falsi

WCENTER 0ESTABBBWZ -Sentivo, qualche ora fa, papa Francesco ricordare ai giornalisti in visita oggi in Vaticano,

“La Rai dev’essere un servizio alla verità, un servizio alla bontà e un servizio alla bellezza”

Lo stesso si è raccomandato, inoltre, di

“evitare queste cose che fanno tanto male: la disinformazione, la diffamazione, la calunnia”.

La ‘missione’, soprattutto della Rai, è quella di “mantenere alto livello etico”:

“La qualità etica della comunicazione è frutto, in ultima analisi, di coscienze attente, non superficiali, sempre rispettose delle persone, sia di quelle che sono oggetto di informazione, sia dei destinatari del messaggio”

Messaggi chiarissimi che dovrebbero appartenere non solo ai giornalisti della Rai, ma anche alle altre figure che ” scorrazzano ” nell’etere ostentando uno stato pontificatorio che più che ad un qualsiasi giornalista da talk show dovrebbe attenere ad un papa. Mi riferisco all’ennesima performance di una chiacchieratrice di professione, la ” signora ” D’Urso Barbara, che nelle sue invereconde trasmissioni ha l’insana abitudine di scagliare parole all’indirizzo di coloro che non ritiene di dover beneficiare della sua attenzione. O meglio l’attenzione viene posta, ma a modo suo. Nella trasmissione del 16 gennaio la signora plaude al lieto fine di una vicenda che vede una figlia adottiva trovare la sua mamma biologica e ricongiungersi ad essa, definendo come ” mamma vera ” quella che per vent’anni ha ignorato come si faceva ad asciugare le lacrime di una bimba presa in un orfanotrofio e con disturbi del sonno, una mamma vera che ha ignorato la vita trascorsa di sua figlia, che non ha saputo quante volte ha avuto la febbre, quante volte ha preso brutti voti a scuola, quante volte ha sorriso oppure ha pianto; come se la persona che si è occupata di tutto questo per vent’anni possa essere considerata non una vera mamma, ma un palliativo, la brutta copia di una genitrice visto la sua inabilità a partorire, a mettere al mondo e dunque nella considerazione della D’Urso, una mamma falsa. Sono mamme e papà veri quelli che con ansia hanno aspettato per anni di veder loro affidato un bambino, penso ai miei splendidi amici Maria Grazia e Mauro, così come una qualsiasi altra coppia di genitori ha atteso l’arrivo di un figlio. Sono genitori veri quelli capaci di donare amore in modo incondizionato, senza remore o pregiudizi, purché possano stringere tra le braccia un bimbo color cioccolato o con la pelle diafana, alla stregua di genitori naturali. Non cambia nulla, l’amore è vero, l’essere genitori è una realtà. Che faccia degli insegnamenti di Francesco Bergoglio un comandamento ad uso personale, la D’ Urso, al servizio della bontà e della bellezza, senza disinformare, diffamare, calunniare. Quanto a mantenere alto il livello etico, la vedo dura!  ( Qui un bellissimo articolo di una vera mamma e giornalista )

Un pensiero, poco fa

gatto-e-bambinoPerché mi intenerisce la vista di una piccolina seduta nel carrozzino mentre guarda e sorride all’uomo – nonno? -che in quel momento gioca con lei? – Guarda che ricciolotti, guarda che manotte piene, guarda come ride! Voglia di nonnità? E perché mi intenerisce poco più in là la cucciolata della gattina, figlia di Cenerella, micetti paffuti e dinoccolati, tenerissimi, mentre in fila indiana seguono la mamma che sta facendo scuola di sopravvivenza? Voglia di nonnità anche stavolta? Eppure non sono una gatta! O sì? Insomma, mi manca, evidentemente, un qualche giovedì! La vita ci confonde le carte e si diverte a rimescolare i pensieri, mostrando quelli più strambi e surreali.

Luna

donne-romIeri l’ho rivista al suo solito posto, dopo tanto. Verso maggio, preoccupata per la sua assenza prolungata, avevo chiesto di lei, ma nessuno aveva saputo dirmi che fine avesse fatto. Mi ha salutata, con il suo bel sorriso, come si fa incontrando una vecchia amica e ha iniziato a raccontare, nel rispondermi. Durante l’estate era tornata in Romania, con il marito e i due piccoli, bellissimi, figli. Mi ha detto di una miseria più nera di quello che qui l’è dato di vivere – più misera delle condizioni di vita di una rom, sembra impossibile da credere! Non è riuscita a rimanere perché nulla le ha dato la possibilità di farlo. Mi ha detto ancora che le avevano prescritto, qui in ospedale, la pillola anticoncezionale per quattro mesi; in Romania nessun medico ha voluto ridargliela ed è rimasta incinta di nuovo. L’ha detto con rammarico, triste per non avere nessuna prospettiva, per non avere un lavoro. Adesso avrà tre bimbi da tirare su, tre piccoli che dovranno contare sulla disponibilità delle persone che ogni giorno entrano ed escono, più o meno distratti, più o meno interessati, da quel supermercato sulla cui soglia Luna sta con i figli, pieno di ogni cosa che quei bimbi non potranno avere. Mi ha chiesto, con gentilezza, per piacere, come fa sempre, di comprare un pacco di pannetti per il più piccolo. L’ho fatto volentieri, come faccio d’abitudine. Luna chiede solo, qualche volta, cibo per i figli, latte e pane. Poi, se hai voglia, le puoi lasciare qualche moneta o vestiti usati o scarpe. Lei accetta ogni cosa, con un sorriso dolcissimo e luminoso.

Piccoli blogger nascono

bebèMolte volte ci siamo ritrovati a discutere sulla realtà dei blog, sul fatto che rimane un mondo altro e sulla valenza positiva o meno di questo mondo, in termini di socialità, empatia, amicizie. E’ fuori di discussione il fatto che tutti diamo al blog un significato personale – sul perché e il percome abbiamo deciso di scrivere un blog… – e spesso lo stesso significato non corrisponde univocamente a quello di un’altra persona, con variazioni del tema infiniti. Tuttavia il blog è fatto da entità reali e queste, a loro volta, hanno una vita fatta di affetti, amicizie, empatia non virtuali. Quando il virtuale e il reale si incrociamo – anche solo attraverso una telefonata – si compone una rete di relazioni affettuose e amichevoli davvero belle. Si partecipa così alla vita di una persona lontana chilometri e puoi gioire con lei, preoccuparti con lei, avere con lei uno scambio di idee che possono, a volte, migliorare il tuo punto di vista sulle cose. A questo serve un blog, secondo me. In otto anni di scrittura ho incrociato tante vite, tante storie e tante belle persone sono rimaste qui a parlare il mio stesso linguaggio fatto di partecipazione. Gli eventi gioiosi, come la nascita del piccolo V., sono un evento per tutti noi. Se la nostra cara Stelilla è diventata nonna – mi piace pensarla, però, come una mamma al quadrato, una mamma grande – anche noi siamo diventate zie dell’angelo bellissimo che è venuto ad allietare la nostra comunità – non pubblico nessuna immagine del cucciolo, ma vi assicuro che è una felicità vederlo, con il suo piccolo piccolo profilo di cammeo, la sua tenera presenza di fianco alla sua mamma L. Sono gioiosa per la nascita di un futuro blogger – chissà! 😀 – ed è con gioia che ve lo racconto, perché una vita che nasce ha sicuramente del miracoloso e non è fatto di ogni giorno la possibilità di raccontare miracoli. Benvenuto piccolo V. tra di noi!

Paradiso perduto

mary_cassatt_bambiniGuardavo una piccina di forse due anni, tenuta per mano dalla sua mamma. Le sue gambotte fiere e irrequiete sembravano danzare nel sole di questa primavera che stenta a farsi matura. La vedevo di spalle tentare una piccola corsa, alla voce incitante della mamma, i piccoli ricci avvitati alla testa come tenera lanugine sventolare al movimento della testa, la sua risata farsi leggera di sole e d’azzurro. La mamma ancora: Chiara, fai presto che ti porto alle giostrine! E Chiara, la piccola e solare Chiara, allegra, felice nel sole e nella primavera. Che condizione preziosa quella dell’essere piccoli, con la vita che ti riserva incanti ogni giorno, la gioia di crescere e di imparare, dell’essere inconsapevolmente tenaci, fieri della propria condizione per diritto acquisito alla nascita. Un paradiso perduto che abbiamo solo l’opportunità di osservare in lontananza e di gioire per questo per gioia riflessa.