Xmas blues

natale bluesSe avessi la capacità di scrivere una canzone, quella di Natale avrebbe le note scure di un blues. Come tutti gli anni in questo periodo  io falling in blues, appunto, come ben sanno gli habitué di questa casa virtuale. Fronteggio i panettoni al supermercato, il primo albeggiare di luci, decori, finta neve, renne e Babbi, i centometristi del regalo ad oltranza con un sano e pragmatico rifiuto del Natale stesso. Sul lettino di uno strizza cervelli alla domanda: perché? è probabile che possa venirmi spontaneo rispondere: perché no? Le luci, le atmosfere, l’affannarsi all’acquisto hanno quella patina di abbagliante che tanto assomiglia alle lucine di Natale, proprio quelle, ammiccanti nel buio, ma che al mattino mostrano tutto il filo verde di plastica che le sorregge nel percorso a spirale intorno al finto abete… ops, all’abete ecologico. Tutto così, finzione fino a santo Stefano. E nei giorni che precedono il clou dell’evento degli eventi ti ricordi ad un tratto che andar per la spesa quotidiana diventa una impresa di Giobbe, costretta tra le mille terribili vecchine carrello munite che si aggirano stupite tra montagne di panettoni in offerte speciale, incapaci di scegliere tra quello ricoperto di glassa mandorlata oppure quell’altro disseminato come un campo minato di appiccicoso cioccolato fuso. E così nella staticità delle scelte altrui che a volte rasentano Guiness dei primati, tu sempre di fretta maturi propositi di fuga al Polo Nord dove, al cospetto del titolare, sapresti come fare a convincerlo ad andare in pensione, considerando che ad occhio e croce l’età della ragione deve averla raggiunta da un pezzo. Insomma aspetto con ansia il post, visto che il pre mi bluesizza non poco!

Natale è sempre Natale ( pork jud! :-( )

Come la neve in Lapponia e la tramontana in Terronia, a dicembre torna il Natale… sempre! 😦  Con un che di categorico nel genere e un che di fastidioso nel numero, Natale ingenera una morfologia dicembrina nel collega di Italiano, che in ogni periodo avventizio – l’aggettivo fa riferimento all’Avvento, non alla provvisorietà, poiché il Natale tutto è fuorché provvisorio – sfodera immancabilmente la sua vena tematica e propone, da tempi immemori, sempre la stessa fotocopia di una vignetta di Altan – dove il solito personaggio, nasone e panzone, fa una sarcastica e amara considerazione sul Natale. Mò, dico io, se proprio devi avere a che fare con il Natale che sia zuccheroso e caramelloso come conviene! Invece eccolo lì ieri mattina, dare la fotocopia ad un ” ripetitore ” – per tacitarlo e mantenerlo calmo per un lasso di tempo relativo… tecnica subliminale che richiederebbe generose e costanti applicazioni quotidiane! 🙂 – e chiedergli di colorare in rosso l’abito del nasone. Secondo voi come poteva venire una parte di fotocopia scura colorata in rosso? Per dirla alla Fantozzi: una cagata pazzesca!! –  lo dice Fantozzi non io! 😀 Presa in mano la situazione mi sono adoperata perché, per cambiare, la fotocopia avesse un aspetto più ” sano ” e meno rigoroso. A Italiano il suggerimento di smetterla con questa pessima abitudine, considerando anche il fastidio di dover spiegare, ai pulzelli, il significato della frase proferita dallo pseudo Babbo Natale! 😦  Natale, eh? :-I

altan babbo natale