Ogni angelo è tremendo ( una autobiografia senza sconti )

Leggo e tanto, in questo periodo, recupero i momenti di vuoto profondo invernale, quando i giorni si susseguono inconcludenti e la mente rimane affamata di nuovi stimoli. Mi è stato regalato Ogni angelo è tremendo di Susanna Tamaro – mai niente m’era capitato di leggere dell’autrice, meno che mai quel Va’ dove ti porta il cuore, snobbato un po’ per partito preso, lo riconosco ( male mi stanno quei libri dai tanti lettori e molto pubblicizzati! ) Quando ho chiuso l’ultima pagina di questa autobiografia m’è venuto d’istinto scrollarmi – metaforicamente – dalla testa, un velo grigio di tristezza che mi ha offuscata tutto il tempo. Credo che un po’ tutti – se bambine e bambini con un minimo di sensibilità e la tendenza all’essere introversi – abbiamo pensato di non essere figli dei nostri genitori, soprattutto in presenza di un fratello o sorella più piccoli, evidentemente più bisognosi di attenzione. Ho versato un mare di lacrime da piccola, prima di andare a letto, con la foto di mia sorella morta sotto il cuscino. Piangevo la mattina, davanti alla tazza del latte, con mia madre che mi chiedeva la ragione di quel pianto senza ragione. Piangevo e basta. Curiosa analogia che ho ritrovato in questo libro della Tamaro. Però in lei il pianto e la paura di mostrasi per quella che era e che è stata nell’infanzia e nella giovinezza, è il frutto del disamore dei genitori nei suoi confronti – e nei confronti dei fratelli, anche – del profondo egoismo degli stessi che ha segnato pesantemente la sua vita. I fatti che l’hanno coinvolta, le persone che hanno vissuto la sua vita – negando che ci fosse in lei la vita stessa – sono raccontati in una verità crudissima e senza requie. Si mettono in piazza, senza remore, quei panni sporchi che solitamente – e ipocritamente – tutti laviamo nel chiuso di quattro mura domestiche, con il rischio di ammattire per questo. Penso che questo sia un libro catartico, scritto perché la sofferenza e l’abbandono possano essere lasciati per sempre tra le pagine di un libro – anche se togliersi dal cuore i macigni di una vita negletta e perdonare chi ha condizionato pesantemente tutta la tua esistenza sia tutt’altra faccenda. E ad ogni modo nel libro non compare mai la parola rancore, ma neppure il perdono. E’ un libro particolare questo della Tamaro, che immalinconisce – sconsigliato a chi va in vacanza!