In fondo il Natale cos’è? *

Lorenzo Lotto - Adorazione dei pastoriEcco metti il Natale, come ogni anno di questi tempi. L’hai considerato? Riesci a capire cos’è? Per accettazione, quasi sempre, per consuetudine, sempre, decliniamo un evento accaduto lontano da noi nel tempo e nello spazio con tutti i possibili sentimenti, chi ama il Natale e chi non, chi ama a Natale e chi non, e non solo a Natale. Faccio parte dei non amanti, il tempo non ha smussato gli spigoli, magari ne ha aggiunti. Mi sono risparmiata una settimana di “ passione “ natalizia per un anticipo di influenza che mi ha tenuta a casa tutto il tempo. Ho evitato un “ open day natalizio “ scolastico, ho evitato colleghe stizzose, ragazzi vocianti, mercatino solidale e, tutto sommato, decente. Ho letto “ Natale è quel periodo dell’anno in cui ti ricordi di avere parenti che pensavi fossero stati rapiti dagli alieni “. I parenti a Natale. I parenti, mioddio. A Natale, i parenti. Inevitabili come il Natale stesso, come gli acquisti di Natale, come le luci di Natale, come gli alberi di Natale, come lo spirito del Natale, come il Natale passato e il Natale che sarà. Ho capito cos’è, il Natale. La litania del mio umore che diventa di vetro e snocciola piccoli pezzi di ghiacciato fastidio, frammenti che cadono solo dentro di me, perché fuori vesto i panni del Natale e dispenso auguri e sorrisi. In fondo il Natale cos’è, se non augurare bene e serenità e felicità(?) che vorresti costante, che immagini costante. L’augurio resta costante e immutato negli anni, ma il bene e la serenità e la felicità quasi mai, forse sprazzi così, di tanto in tanto, piccoli momenti in un immenso tempo lungo fatto di affanni e pensieri e fatica di vivere. Ma non sono qui a vendere la pelle del Natale, sono qui a immaginare il tempo in cui ci sarà anche una resa. La mia. Mi arrenderò al Natale, perché in fondo ho imparato a conoscerlo. Da molto vecchia mi dirò che è un giorno che inizia e termina, come gli altri. Con molto colore e l’albero e il presepe.

( Come sempre sono riuscita ad essere più scorbutica di uno Sgrooge. Anche quest’anno. Però vi auguro davvero tutto quello che avete in mente da sempre e, soprattutto, vi auguro che tutto ciò abbia, prima o poi, un aspetto reale e pratico. Vi lascio un bambinello fuori dell’ordinario, un piccolo Gesù che gioca con una pecorella. Mi è sembrata una bella immagine. Buon Natale!

*Pubblicato un altro Natale fa, mi sembra ancora attuale e lo ripropongo.

In fondo il Natale cos’è?

Lorenzo Lotto - Adorazione dei pastoriEcco metti il Natale, come ogni anno di questi tempi. L’hai considerato? Riesci a capire cos’è? Per accettazione, quasi sempre, per consuetudine, sempre, decliniamo un evento accaduto lontano da noi nel tempo e nello spazio con tutti i possibili sentimenti, chi ama il Natale e chi non, chi ama a Natale e chi non, e non solo a Natale. Faccio parte dei non amanti, il tempo non ha smussato gli spigoli, magari ne ha aggiunti. Mi sono risparmiata una settimana di “ passione “ natalizia per un anticipo di influenza che mi ha tenuta a casa tutto il tempo. Ho evitato un “ open day natalizio “ scolastico, ho evitato colleghe stizzose, ragazzi vocianti, mercatino solidale e, tutto sommato, decente. Ho letto “ Natale è quel periodo dell’anno in cui ti ricordi di avere parenti che pensavi fossero stati rapiti dagli alieni “. I parenti a Natale. I parenti, mioddio. A Natale, i parenti. Inevitabili come il Natale stesso, come gli acquisti di Natale, come le luci di Natale, come gli alberi di Natale, come lo spirito del Natale, come il Natale passato e il Natale che sarà. Ho capito cos’è, il Natale. La litania del mio umore che diventa di vetro e snocciola piccoli pezzi di ghiacciato fastidio, frammenti che cadono solo dentro di me, perché fuori vesto i panni del Natale e dispenso auguri e sorrisi. In fondo il Natale cos’è, se non augurare bene e serenità e felicità(?) che vorresti costante, che immagini costante. L’augurio resta costante e immutato negli anni, ma il bene e la serenità e la felicità quasi mai, forse sprazzi così, di tanto in tanto, piccoli momenti in un immenso tempo lungo fatto di affanni e pensieri e fatica di vivere. Ma non sono qui a vendere la pelle del Natale, sono qui a immaginare il tempo in cui ci sarà anche una resa. La mia. Mi arrenderò al Natale, perché in fondo ho imparato a conoscerlo. Da molto vecchia mi dirò che è un giorno che inizia e termina, come gli altri. Con molto colore e l’albero e il presepe.

( Come sempre sono riuscita ad essere più scorbutica di uno Sgrooge. Anche quest’anno. Però vi auguro davvero tutto quello che avete in mente da sempre e, soprattutto, vi auguro che tutto ciò abbia, prima o poi, un aspetto reale e pratico. Vi lascio un bambinello fuori dell’ordinario, un piccolo Gesù che gioca con una pecorella. Mi è sembrata una bella immagine. Buon Natale! )

Con affetto, il vischio e gli ammennicoli per il nuovo anno

vischioDal blog dell’amico Roberto una condivisione finale, con l’augurio che porti bene ragionato a tutti. Buon anno nuovo!

non fiori ma opere di bene: una guida ragionata al vostro miglioramento per l’anno a venire, sempre che vogliate migliorare

Vi appunto qui, per vostra comodità, un po’ di buoni propositi che dovreste porvi come obiettivo per il prossimo anno. Qualche suggerimento utile a trarre ispirazione per i vostri status su Facebook, ma anche per avere un archivio qualora, nel corso del 2014, vi dimentichiate ciò che avevate promesso di fare: una dieta, essere più pazienti con i vostri anziani genitori, iscrivervi a un corso di tedesco per consentire al vostro cervello una fuga dall’Italia più comoda e così via. Nel dubbio, memorizzatevi da qualche parte l’url di questo post. Non si sa mai.

Intanto mettiamocelo bene in testa. Se c’è qualcosa che ci mette i bastoni tra le ruote non c’entrano né i costi della politica tantomeno gli spioni dell’Nsa. Il pericolo è la gente, almeno nove su dieci delle persone che incontriamo ogni giorno dal vivo o sui socialcosi – e non escluderei nemmeno i nostri contatti più vicini – sono contro di noi e il nostro progresso, usano l’arma del grilleggio, dei forconi, del nazi-animalismo, del cuore fatto con le dita e del veganismo per convincerci che studiare non serve più, che siamo noi i colpevoli della fine dell’umanesimo e ci propongono un medioevo mascherato da rinascimento. Al punto uno delle cose da fare metterei proprio chiudere i rubinetti della disponibilità verso i nostri simili, cercare di indurre questo prossimo a sfogarsi con quello successivo, ne va del nostro benessere. Individuiamo quel profilo su dieci che ci somiglia, di uno con cui confrontarsi ce n’è d’avanzo. E, ricordatevi, se avete bisogno, sono qui.

E poi finiamola di fare tutti la stessa cosa e di ripeterla a oltranza. C’è davvero tutto questo bisogno di postare i fumetti con le nostre sembianze? Di fare il twerking con cani e porci? Di indossare scarpe da tennis alte e borchiate tutti quanti? Di sposare le cause tutti insieme anche quando nemmeno sappiamo chi diamine siano le Pussy Riot? Di riempirci di rate per poter ostentare selfies con gli amici? Diamo il nostro voto a chi proporrà un numero limitato per ogni cosa. Non più di un milione di smartphone sul mercato italiano, quelli che restano fuori utilizzeranno qualcos’altro. L’oroscopo di Brezny che si autodistrugge dopo diecimila letture. Un numero massimo di un centinaio di buongiorno di Gramellini, poi il suo spazio editoriale sull’Internet cambia la password che gli sarà fornita solo nel 2015.

Per il resto dovremmo incazzarci di più ma con chi, davvero, se lo merita e prendere posizioni ferme sulle cose che contano. Evitare i bar che hanno il videopoker, ostruire le corsie dell’autostrada alle mostruosità a quattro ruote che non portano pazienza, cancellare i canali Mediaset dalle nostre tv, deridere pubblicamente i lettori di romanzi fantasy e di Libero, non cliccare più sui video delle tragedie che i quotidiani online pubblicano impunemente, smettere di seguire il calcio, togliere il saluto a chi scrive qual è con l’apostrofo e a chi vota i cinque stelle, seguire The Newsroom con maggior assiduità che i talk show in cui è ospite Andrea Scanzi. Proviamoci, per una volta. L’appuntamento è qui, su queste pagine, tra un anno. Tutti a raccontarci come è andata. Magari, a nostra insaputa, avremo dato inizio alla New Age.

Natale è un altro giorno, si vedrà…

merry christmasI figli… se non ci fossero bisognerebbe inventarli! Il figlio piccolo oggi mi fa: Ro’ guarda questo! e mi passa la tavoletta connessa su You Tube. Il video in questione è quello che ora, probabilmente, state vedendo anche voi; abbiamo riso insieme per tutta la sua durata. I figli sono anche questo. La condivisione delle sciocchezze riescono a renderti meno antipatico il Natale, riesci a pensare ad una specie di pacificazione verso questa festa avversata con gente impazzita o che impazzisce proprio perché è Natale. Ma sopravviverò anche stavolta, ne sono certa; mi basterà pensare che tutto sommato è un altro giorno. A voi pellegrini dell’etere i miei auguri felici affinché il vostro Natale non si trasformi in un incubo culinario oppure in un insopportabile evento famigliare. Auguri sempre e comunque chè gli auguri, si sa, fanno sempre bene. Buon Natale!

In time

In timeAvevo iniziato a scrivere questo post a fine anno 2012, con l’idea di poterlo pubblicare come augurio per l’anno nuovo che stava per palesarsi. Il tempo – malignazzo! 😀 – non è stato propizio e munifico con me e solo adesso sono riuscita a sedermi qui e a completare lo scritto e gli auguri. 

In un futuro futuribile e quanto mai improbabile, Justin e Amanda, redivivi Bonny e Clyde, rubano ai ricchi per dare ai poveri. Denaro? Giammai, rubano tempo. Perché nel futuro del film ” In Time “ visto ieri sera, tutto si paga con il tempo. Se ti serve un caffè per svegliarti poni il braccio sotto un lettore ottico e dal tuo orologio personale ti viene scomputato l’equivalente temporale per la bevanda, e via così. Anche in quel futuro tristissimo ci sono i poveri, quelli in carenza di tempo, che si affannano e corrono costantemente per guadagnare frazioni di tempo, pena la morte; mentre i ricchi vivono per sempre in costante giovinezza poichè il tempo che ti viene donato alla nascita ti permette di crescere fino a venticinque anni e per il resto della tua vita- se ci riesci ad averla, una vita – sei sempre una persona nel pieno degli anni, ma con un carico di secoli all’attivo. I ricchi, come sempre, se la prendono comoda e non corrono mai, beati loro! Ho trovato interessante il film, non per la storia in sé,  né per gli attori, ma proprio per l’utilizzo dell’idea tempo. Ne avevo già scritto sul tempo, che con il suo passare, sembra essere la costante dei nostri giorni affollati di impegni e di mancanze, di tempo… tanto per dire. Poiché quello che ci auguriamo sempre è avere il tempo per assolvere ai nostri obblighi quotidiani e, se ce ne avanza, fare qualcosa per il nostro bene personale, l’augurio più vivido che vi faccio per l’anno che verrà è quello di avere il tempo per tutto, senza doversi affannare, però. Più tempo alle donne, alle mia carissime amiche, per essere loro stesse, senza sentirsi in pena o in difetto per non aver pensato prima al benessere della famiglia – con tutto quello che in misura temporale ne consegue – che a se stesse. Più tempo per essere donne come vi pare senza che qualcuno possa pensare di eliminarvi fisicamente – inaugurando la stagione dei femminicidi, bruttissima parola e ancora peggio realtà! – e di eliminarvi come esseri moralmente consapevoli affiggendo un volantino alla bacheca di una chiesa – Guccini avrebbe detto: …un prete a sparare cazzate! 😀 Tempo per guardarsi intorno e sperare che la realtà, questa realtà, possa soccombere sotto il peso dell’insensatezza degli uomini, in genere, così sempre poco pragmatici – la concretezza è un dono che invece alla donne viene fornito alla nascita come bagaglio culturale! 😀 – per far posto ad un mondo rinnovato dalle donne a misura di tutti e non solo di esseri moralmente capaci di disastri – che non se ne abbiamo gli uomini frequentatori del blog… lo so, voi siete altro! 😀 Più tempo agli uomini di fede – non di chiesa, naturalmente, ma uomini forniti di idee e di ideali, per quanto siano, gli ideali, un poco bistrattati negli ultimi tempi! – che possano essere d’esempio a quelli che la fede se la sono giocata a scacchi con Belzebù! Più tempo per essere presenti in famiglia, che possiate capire il valore impagabile del tempo da dedicare ai figli; e dunque vi auguro più tempo da passare con loro, senza che questo sia un momento incidentale posto tra tutti gli impegni di lavoro. Tempo, allora, anche per scriverci gli auguri che non siamo riusciti a farci altrimenti – ché il tempo ce lo ha impedito! 😀 

Natale fatto a mano

natale ornitologicoQualche giorno fa leggevo una considerazione di Chit. Si chiedeva, il buon Claudio, per quale ragione coloro che non credono nel Natale, fossero così ipocriti da dispensare ugualmente auguri a destra e a manca. Lì per lì gli ho risposto che, sicuramente, il gesto è dettato dalla ” necessità ” di non passare per ” cafuncelli di muntagna ” 😀 ; pensandoci, adesso, mi viene in mente che l’atto di rivolgere degli auguri, di qualsiasi genere siano, è sempre un gesto propiziatorio, che serve ad incrementare nella persona che ti fronteggia l’idea o l’impressione che tutto possa essere facile e semplice, una specie di antica magia, un rituale che si perpetua da sempre. Fate conto che in questo momento possa incontrare ognuno di voi: vi direi ” Buon Natale! ” se ne avete voglia e ci credete, ma anche: Auguri ché tutto possa essere tranquillo, in questi giorni a casa. Che non ci siano screzi o litigi, che abbiate intorno l’affetto dei vostri cari, l’amicizia delle persone che conoscete con le quali condividete le ore di lavoro e quelle di svago. Auguri affinché il cenone di stasera non vi faccia ingrassare di un solo grammo e, se lo avete cucinato, che i vostri commensali siano soddisfatti perché di rimborsarli non c’è proprio maniera – co’ ‘sti chiar di luna! 😀 Auguri perché tutti i vostri affanni siano dimenticati e se proprio non è possibile, in pausa almeno per due giorni. Auguri ché il viaggio che vi siete regalati non sia funestato dal cattivo tempo e, se siete in montagna, che possa nevicare come si deve, altrimenti che Natale è? 😀 Auguri ai bimbi, ai vostri figli, che possano credere ancora in quella magia fatta di rosso e di ” OH OH “! 😀 E ancora auguri ai figli più grandi, in modo particolare a Bab, – se le diciamo forte ” AUGURI! ” tutti insieme, la magia si avvera e il tempo da passare in ospedale si accorcia e svanisce! 😀 Auguri dunque, e che i miei auguri di un Natale fatto a mano vi sia propizio. Perché fatto a mano? Come credete abbia fatto l’uccellaccio che segue? 😀 

 

Nottetempo

Nel tempo di notte i figli, ora che non c’è scuola, vagolano e visitano il frigidaire. E scrivono biglietti di ringraziamento per le mie risate mattutine. Figli. 

( E intanto che nei commenti cominciano ad arrivare gli auguri per il nuovo anno, sapete che fo? Vi regalo, regalo a me stessa, una speranza. Quella che avete riposto in fondo al cuore e che spesso vi fa sognare ad occhi aperti. Che possa avverarsi, non una, ma mille volte. Vi regalo giorni sereni e lavoro e salute – preziosa più di ogni altro dono! Lo so, come Befana sono in anticipo, ma visto che ci sono… Auguri a tutti, buon anno nuovo! :-D)